Le mie conversazioni con un padre costituente e l’impegno per l’oggi

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di Paolo Scattoni

In questo periodo di dibattito sulla cosidetta riforma della nostra Costituzione del 1948, mi piace condividere su chiusiblog una memoria a cui tengo. Dei 556 componenti della Costituenti. Ne ho personalmente conosciuto uno. Il suo nome era Giorgio La Pira. Il ricordo risale ai primi anni ’70 quando iniziavo i miei primi passi nella ricerca urbanistica presso la Facoltà di architettura di Firenze sede via Micheli.

Il professor La Pira risiedeva in una cella del convento di San Marco e per andare presso la facoltà di Legge via Laura dove insegnava Diritto Romano passava davanti alla sede dove operavo. Qualche volta mi capitava di incontrarlo e parlarci, dove esprimeva concetti propri del personalismo cattolico.

Recentemente ho letto il libro “Giorgio La Pira e la Costituzione. Relazioni e interventi nell’assemblea Costituente (Libreria Editrice Fiorentina)”. Molto interessante, La Pira era la voce più importante della prima sottocommissione incaricata di trattare i temi delle libertà e diritti civili. Vi si confrontava principalmente con Lelio Basso della sinistra socialista. Quello che impressione è la capacità di confronto non sempre semplice con due diverse visioni arrivarono ad una relazione unitaria dove Basso vedeva  lo Stato come soggetto fondamentale per la concessione dei diritti civili. Per La Pira questi diritti erano connaturai alla persona dove il ruolo dello Stato e dei corpi intermedi è quella di garantirli e valorizzarli. Nel testo della Costituzione queste due visioni sono mirabilmente sintetizzate.

Il pensiero oggi va al modo superficiale e demagogico con cui si vorrebbe sostenere una riforma che cambia ben sette articoli della nostra Costituzione.

Oggi siamo chiamati a votare SI o NO su questa sedicente riforma.

Fa però piacere come qui da noi ci sono tanti mobilitati in un Comitato per il NO. Era tanto che non si vedevano tante persone mobilitate con strumenti tradizionali come i dibattiti e il volantinaggio. Mi dispiace soltanto di non poter parteciparvi con maggiore impegno.

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2 risposte a Le mie conversazioni con un padre costituente e l’impegno per l’oggi

  1. pscattoni scrive:

    X Carlo Sacco. Non sarei così pessimista. Io seguo il lavoro dei comitati per il NO. Anche da noi ci sono molti mobilitati soprattutto giovani che svolgono attività di sensibilizzazione per il NO, a partire dal tradizionale volantinaggio. Personalmente sono loro grato.

  2. carlo sacco scrive:

    A parte il tono demagogico che esiste di certo,ma il dramma è che il tempo che è passato da quelle date che dici ha eroso la base culturale e cognitiva delle masse che la Costituzione avrebbe voluto salvaguardare.Teoricamente avrebbe dovuto essere il contrario nel senso che più il tempo fosse passato e piu’ si sarebbe rafforzata la capacità della gente nel suo complesso attrezzandola ad inquadrare i problemi ed alla difesa delle libertà che un fatto come quello della separazione dei poteri poteva signficare.Invece è avvenuto che il meccanismo che ha funzionato per un certo tempo anche attraverso alti e bassi,oggi rischia di far ritornare le condizioni della democrazia liberale ad un punto tale che si comincia a temere che si possano gettare le basi di uno stato autoritario anche perchè la gente come ben sappiamo è sottoposta sempre alla teoria della”rana bollita”.Ci si dovrebbe chiedere il perchè di tale ragione quando nei trascorsi della storia che ha vissuto la nostra generazione anche se fra problemi grandi abbiamo assistito ad una implementazione di diritti ed alla conquisa di nuovi spazi da parte delle fasce subalterne.Tale visione dovrebbe comportare una riflessione che oggi la gente non è più in grado di fare o perlomeno non ne sente il bisogno perchè l’abitudine alla democrazia anche se questa imperfetta,ha affievolito la capacità di reagire ad una involuzione.E allora la domanda è quale sia la natura di questa democrazia.

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