Fusione tra BANCA VALDICHIANA e BCC DI MONTEPULCIANO: un silenzio che desta qualche preoccupazione

bcc di Leonardo Iaconi

Si avvicina la data dell’assemblea straordinaria di Banca Valdichiana che dovrà decidere la possibile fusione tra le 2 banche. La convocazione dell’assemblea dei soci è fissata per il prossimo 8 maggio.

Negli ultimi 5 anni il mondo economico e sociale ha visto dei cambiamenti veramente importanti. La cosa che desta maggior preoccupazione agli occhi della pubblica opinione è la rapidità con cui avvengono questi cambiamenti .

Le cose non sono né migliori né peggiori del passato , sono solo “ diverse “ come è sempre avvenuto nella storia . Nei prossimi anni dovremo attenderci dei cambiamenti ancora più repentini .In questo mare molto agitato il settore bancario è forse quello più in prima linea.

Devo dire che la BCC Valdichiana ha sempre mantenuto il timone in rotta. Un grazie per il lavoro svolto a tutti, dal direttore , ai suoi collaboratori, a tutti coloro che hanno partecipato al raggiungimento di questi risultati . Ora lo stesso direttore che ha mostrato in qualsiasi frangente molta professionalità, ci dice che questa prevista fusione con la BCC di Montepulciano è utile creerà i presupposti per un ulteriore crescita. Se lo dice anche il direttore che in questi anni è stato così bravo perché non dovremmo dargli credito?

Cercherò di essere il più sintetico possibile. Alcuni aspetti importanti dovranno per forza di cose essere trascurati. Ho partecipato ad entrambi gli incontri che si sono tenuti a Chiusi. Dopo aver  ascoltato tutti gli interlocutori mi sono posto alcune domande alle quali cercherò nei limiti delle mie conoscenze di dare una risposta. 

  • Perché fondersi ? 
  • Era necessario farlo ?
  • Si poteva non aderire all’iniziativa ?

Chiaramente l’attuale processo di globalizzazione induce fortemente le operazioni di fusione.  Il tutto è funzionale ad un processo di crescita e di espansione alla ricerca di una maggiore competitività. È anche da evidenziare che effettivamente il territorio della BBC di Montepulciano è complementare al nostro. In linea generale non posso quindi che approvare e sottoscrivere questo progetto. Dall’analisi dei bilanci delle due Banche sia dal punto di vista dei volumi che patrimoniali si può facilmente  riscontrare che la Banca Valdichiana è molto superiore a quella di Montepulciano. Quindi perché una fusione per unione,  praticamente alla pari ?  Scarsa capacita di negoziazione ?  Forze che dall’alto impongono queste scelte ? Chiaramente durante una trattativa qualcosa devi pur concedere  ,  ma il passaggio poi della sede amministrativa da Chiusi a Montepulciano non è molto facile da digerire. Il progetto che ci viene offerto ,vista la differenza dei numeri tra le due banche sembra veramente  troppo penalizzante .

A queste condizione una fusione  non era ne necessaria , ne obbligatoria .  

Soprattutto dopo la recente riforma emanata sul credito cooperativo; riforma che prevede una Holding che avrà il potere di direzione e controllo di tutte le BCC aderenti. Aderire sarà un obbligo. Il fattore dimensionale delle Banche non pregiudica l’essere ed il rimanere autonome, senza necessità di fondersi.  La condizione essenziale è e sarà che i parametri patrimoniali e gestionali siano sostenibili e rispettosi delle regole di Banca d’Italia.

Da quel che è emerso  dagli incontri  a cui ho partecipato è che  Banca Valdichiana è perfettamente in regola con la normativa. Possiamo dire con certezza che la stessa cosa è valida per  la Banca di Montepulciano? 

  • Perché questa fretta di fondersi , questa urgenza di prendere una decisione così strategica  e impegnativa per il nostro territorio ? Il tutto desta molte perplessità soprattutto perché siamo in presenza di un Consiglio di Amministrazione in scadenza  il cui rinnovo è previsto la settimana successiva . Non era forse più corretto  attendere che la decisione venisse presa dai nuovi eletti? Il presidente di Banca Valdichiana ci ha fatto capire che attendere l’insediamento del nuovo Consiglio di Amministrazione avrebbe  comportato dei ritardi che avrebbero compromesso questa fusione  .  
  • In effetti questa poteva essere una possibilità. Era un rischio che si poteva  correre ?  
  • Cosa avrebbe comportato per Banca Valdichiana non procedere a questa fusione ?
  • A chi è più necessaria questa fusione ?   Da un punto di vista strettamente negoziale sono queste  le domande da porsi. Dal mio punto di vista, le risposte oggettive da dare a queste domande non avrebbero potuto far altro che accrescere  il potere contrattuale di Banca Valdichiana in una successiva possibile trattativa .
  • Quale saranno le ricadute economiche della fusione sul nostro territorio ?Chiusi e paesi limitrofi dopo molti anni , con molta fatica , per vari motivi ( politici , industriali , economici per i quali dobbiamo anche dare il giusto merito a Banca Valdichiana)   abbia riacquistato nella bassa Valdichiana , ma anche  nell’intera provincia di Siena  e direi anche di Arezzo  una certa centralità che da diversi anni avevano perduto.  ( Vari blog su internet confermano questo aspetto ).

Non vorrei che una siffatta fusione riportasse indietro l’orologio del tempo.

Io non credo nemmeno che le aziende del territorio potranno accedere al credito più facilmente di quello che non avviene ora .  Apparentemente l’operazione avviene nell’indifferenza della popolazione ,  e dei soci .

Il che è veramente sorprendente se si considera che nel territorio senese di competenza della BCC di Chiusi  , negli ultimi 10 anni  i “ mecenati ” più importanti  sono stati la Fondazione Monte dei Paschi di Siena  ( al cui funerale abbiamo assistito da qualche anno ) e  la BCC di Chiusi.

Nei prossimi anni  per motivi strettamente legate alle nuove stringenti normative , al bilancio attuale della BCC Valdichiana  ed anche e soprattutto ad una congiuntura economica sfavorevole   , sicuramente le ricadute economiche  nel territorio da parte di BCC Valdichiana saranno  inferiori .

Il merge delle due banche  così come ci viene proposto , non farà altro che peggiorare la situazione. Ho letto che per la proposta di fusione di Crediumbria con BBC di Mantignana  è nato un comitato contrario alla fusione . Non sono un grande frequentatore di bar, piazze o luoghi di ritrovo vari . Faccio spesso riferimento ai vari blog su internet per reperire le informazioni del territorio dove vivo .

Per una notizia così rilevante che tocca pesantemente   l’aspetto sociale ed economico del nostro territorio , un silenzio quasi assoluto. Già mi sembra di sentire tra qualche anno le varie associazioni del territorio che fino ad oggi hanno avuto la fortuna ed il merito di essere gratificate da “ mamma BCC ” lamentarsi perché la banca “ non ci è più vicina come nel passato “ . Io non credo di essere l’unica persona ad essere critica nei confronti della fusione  Per l’assemblea di Banca Valdichiana  del prossimo 8 maggio devo quindi decidere cosa fare:

  • Andare all’assemblea e votare contro la proposta di fusione

oppure

  • non andare all’assemblea in modo che non si raggiunga il numero legale e di conseguenza il progetto di fusione decade?  

Sono alla ricerca di qualche volontario più esperto di me possa aiutarmi in questa decisione .

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4 risposte a Fusione tra BANCA VALDICHIANA e BCC DI MONTEPULCIANO: un silenzio che desta qualche preoccupazione

  1. pscattoni scrive:

    La mia filosofia è che nella decisione pubblica o, come in questo caso, che coinvolge una largo pubblico (soci della banca), la tracciabilità del processo di decisione è fondamentale. Insomma i criteri della trasparenza. Andando a rivedere sul web in effetti la BCC di Chiusi ha in passato organizzato incontri pubblici sul tema della fusione. Non vi ho partecipato e quindi non so cosa si sia detto e se sia stato possibile interloquire. Da quello che si può ricostruire a posteriori il processo non deve essere stato semplice. Le opzioni in campo erano tre. L’opzione zero e cioè non fondersi; fondersi con BCC umbre oppure la proposta oggi in discussione di fusione con la BCC di Montepulciano. Ognuna delle tre opzioni avrebbe comportato assetti e interessi diversi. L’assemblea dei soci non è un’entità indifferenziata. Al suo interno ci sono, è normale, diverse realtà e diversi portatori di interesse. Basterebbe che ognuno rendesse pubbliche le proprie posizioni nel dettaglio, e non con dichiarazioni generiche, e l’assemblea deciderebbe in maniera consapevole.

  2. luciano fiorani scrive:

    I comportamenti rilevati da Alessandro Bologni sono ormai la norma in questa città. Salvo rare eccezioni, i nostri concittadini hanno il timor panico nell’esprimere la propria opinione quando questa contrasta con i voleri e i comportamenti di chi comanda. C’è chi la chiama sudditanza e chi omertà.
    In ogni caso questa è la realtà.
    Non sono socio della BCC e non ho elementi sufficienti per esprimere un parere ragionato ma da semplice cittadino ho potuto notare in questa vicenda molti piccoli indizi mi fanno dire che non è un’operazione da fare.

  3. pscattoni scrive:

    Non capisco niente di banche. Credo però che sia sempre positivo aprire il dibattito, in questo caso più che mai, visto che si tratta di una banca che in teoria dovrebbe operare sentendo il parere e i giudizi dei propri soci. La triste capitolazione del Monte dei Paschi è in gran parte dovuta alla mancanza della cosiddetta “due diligence” sulla banca Antonveneta al momento del suo acquisto. Immagino che le due BCC abbiano fatto questa operazione sulle reciproche strutture. Basterebbe pubblicare questi studi. O mi sbaglio?

  4. Bravo Leonardo! Finalmente qualcuno ha avuto il coraggio di esprimere pubblicamente la propria opinione contro questa fusione e mi fa sentire meno solo di come mi sono sentito nei due incontri ai quali dici di aver partecipato ed ai quali ho espresso caldamente la mia opinione contraria alla fusione. Devo dirti che il dubbio che ti assale assale anche me ma io sono più propenso a non partecipare all’assemblea.
    Il silenzio al quale ti riferisci è dovuto alla paura di molti ad esprimere la propria opinione contro la fusione in pubblico e lo fa solo a quattr’occhi, molti con me lo hanno fatto. Questa paura, al momento del voto, che sarà palese, per alzata di mano, assale molti che non avranno il coraggio di alzarla per il NO alla fusione quindi si asterranno tenendo il braccio basso e la fusione passerà con, penso, pochi voti favorevoli. Di ciò ne ho avuto prova anche stamani quando un amico, contrario alla fusione, mi ha chiesto consiglio su cosa fare. Lui era per partecipare e non alzare la mano, gli ho spiegato che se tutti non avessero alzato la mano bastava che uno solo l’avesse alzata per il SI la fusione sarebbe stata fatta. Io penso che l’unica speranza perchè la fusione non passi sia quella che non venga raggiunto il numero legale per lo svolgimento dell’assemblea, sarà difficile ma credo sia l’unica speranza.

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