Clamoroso: la Primavera esce dal Consiglio e ne chiede la decadenza

LA-PRIMAVERA-DI-CHIUSI4I rappresentanti della lista civica “La Primavera di Chiusi” non parteciperanno più alle riunioni del consiglio comunale.

Questa mattina Fulvio Barni, Alessandro Bologni e Giorgio Cioncoloni hanno presentato le proprie dimissioni con l’accordo di tutti i candidati non eletti che rinunceranno ad eventuali richieste di sostituzione.

Questa vuole essere una forte denuncia rivolta ai cittadini nella speranza che aprano gli occhi nei riguardi dell’ascesa di una classe politica “barbara”, senza nessuna base culturale, affamata solo di potere, senza nessun rispetto delle istituzioni che rappresenta né delle persone che la circondano. Pseudo-politici che per raggiungere i propri scopi non guardano in faccia a nessuno, mettendo sotto i piedi sia chi li ha appoggiati, quando non serve più, sia chi cerca di contrastarli democraticamente, senza nessuna considerazione dei cittadini che questi rappresentano.

Negli ultimi dieci anni si sono impossessati del comune di Chiusi e ne hanno fatto una loro proprietà utilizzandolo come trampolino di lancio per carriere personali che niente hanno avuto a che vedere con l’interesse pubblico.

Prima il sindaco Ceccobao, poi il sindaco Scaramelli hanno governato preoccupandosi soprattutto di ottenere la massima visibilità personale per aprirsi la strada della carriera politica utilizzando, oltretutto, l’ufficio stampa del comune per far apparire il loro operato come risolutivo per lo sviluppo della città che invece è andata sempre più degradando, sia economicamente che socialmente.

Basta leggere tutti i comunicati stampa emessi in questi anni o tutte le pagine del periodico “Chiusi Informa”, dove appare in primo piano prevalentemente la figura del sindaco, per rendersi conto di questo uso improprio e personale delle risorse pubbliche.

Entrambi hanno abbandonato prima del termine il loro incarico per andare a ricoprire ruoli superiori, tradendo così la fiducia dei cittadini che li avevano eletti per governare Chiusi.

Come se non bastasse il sindaco Scaramelli, dopo essere stato eletto consigliere regionale, e quindi in periodo di “decadenza” dalla carica, contro ogni etica politica, ha effettuato un rimpasto di giunta nominando vice sindaco l’assessore Bettolini, quasi a designarlo impropriamente suo successore, come ricompensa per l’aiuto datogli nella campagna elettorale, in modo che anche lui possa usufruire di questo eventuale anno di reggenza per propagandare la propia immagine.

I consiglieri comunali della lista “La Primavera di Chiusi” hanno sempre denunciato questi comportamenti e, nonostante l’ostracismo antidemocratico continuamente attuato nei loro confronti, hanno cercato di svolgere al meglio ed in maniera costruttiva il loro ruolo, nel rispetto del mandato ricevuto dai cittadini.

Adesso però vogliono dire “basta!” perché:

– ritengono che sia stato raggiunto il limite della decenza istituzionale;

– non intendono accettare questa appropriazione indebita degli incarichi pubblici;

– non hanno nessuna intenzione, con la loro presenza, di avallare le manovre di bassa lega che sono state messe in atto, contrarie a qualsiasi etica politica, e finalizzate esclusivamente a garantire rendite di potere personale;

– non intendono riconoscere l’operato amministrativo di un reggente, insediato all’ultimo momento dall’ex sindaco per fargli un favore personale, che non sia l’espressione del voto popolare, come prevede lo spirito della legge sull’elezione diretta del sindaco.

La carica di consigliere regionale, assunta dall’ex sindaco Scaramelli è, per legge, incompatibile con quella di sindaco e quindi lo stesso si deve dimettere o deve essere dichiarato decaduto con le conseguenze che l’atto comporta.

È auspicabile, pertanto, che S.E. il Prefetto applichi l’art. 68, comma 4, del decreto legislativo 18 agosto 2000 n. 267, che prevede la cessazione delle funzioni entro dieci giorni dalla data in cui è venuta a concretizzarsi la causa di incompatibilità, e, conseguentemente, l’art. 36 dello statuto del comune di Chiusi che prevede lo scioglimento del consiglio comunale per decadenza del sindaco la cui unica conseguenza non può essere che la successiva nomina di un commissario ad acta in quanto non può essere più assicurato il normale funzionamento degli organi e dei servizi.

 

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7 risposte a Clamoroso: la Primavera esce dal Consiglio e ne chiede la decadenza

  1. Ci sembra un comportamento da “vigliacchi”, degna continuazione del comportamento tenuto in questi quattro anni, quello di chi mette in giro voci sul fatto che la nomina di Bettollini sarebbe avvenuta perché Sonnini non avrebbe accettato l’incarico.
    Lo stesso Sonnini, infatti, nel suo comunicato a Prima Pagina dice:
    “… così come sarei stato pronto, qualora mi fosse stato chiesto, di rimanere nel ruolo per l’ultimo anno”.
    Come si fa a dire che non avrebbe accettato se nemmeno gli è stato chiesto?
    Si abbia il coraggio di dire pubblicamente i veri motivi e si dimostri così di essere “uomini” e non “quaquaraqua”.
    Si abbia il coraggio di assumersi la responsabilità politica di aver abbandonato i propri cittadini per una poltrona migliore e più remunerativa e non si cerchi di sviare i giudizi da quello che è il fatto più grave: IL SINDACO HA ABBANDONATO LA NAVE PER SEGUIRE LE PROPRIE AMBIZIONI.
    Almeno a Schettino qualcuno ebbe il coraggio di dire: “Torni a bordo, cazzo!”
    A Chiusi nessuno della maggioranza ha avuto questo coraggio e quindi tutti responsabili.

  2. fulvio barni scrive:

    Oggi ho letto su “CENTRITALIA NEWS” questo trafiletto: “Consigliere regionale Scaramelli a emittente NTI “segreteria provinciale rispetti volontà elettori”. ” Ma da quale pulpito! Se lui per primo non ha rispettato la volontà degli elettori chiusini quando quattro anni fa chiese loro che lo eleggessero sindaco. Probabilmente è perché lui è dispensato da mantenere tali volontà.

  3. luciano fiorani scrive:

    Anche la consigliera Fiorini abbandona il Consiglio comunale autosospendendosi.
    Una scelta giusta e coerente con il suo operato in questi quattro anni.

  4. Art. 36 dello Statuto del Comune di Chiusi, FONTE NORMATIVA PRIMARIA DELL’ORDINAMENTO COMUNALE:
    Scioglimento del consiglio
    1. Il consiglio comunale viene SCIOLTO con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministero dell’Interno:
    a) quando compia atti contrari alla Costituzione o per gravi e persistenti violazioni di legge, nonché per gravi motivi di ordine pubblico;
    b) qualora non possa essere assicurato il normale funzionamento degli organi e dei servizi per le seguenti cause:
    1) dimissioni, impedimento permanente, rimozione, DECADENZA o decesso del Sindaco;
    2) cessazione della carica per dimissioni contestuali, ovvero rese anche con atti separati purché contemporaneamente presentati al protocollo, della metà più uno dei consiglieri;
    c) quando non sia approvato entro i termini il bilancio;
    2. Il consiglio comunale è altresì sciolto a seguito dell’approvazione della mozione di sfiducia prevista dall’art. 39.
    3) La legge stabilisce le modalità, i termini e le procedure per lo scioglimento del consiglio, gli eventuali provvedimenti di sospensione o rimozione dei consiglieri e di nomina di un commissario, il rinnovo degli organi.

  5. luciano fiorani scrive:

    La misura era colma già da un pezzo. E’ un passo fatto con responsabilità.
    O i cittadini si convincono una buona volta che non si può affidare la guida di una città ad arrivisti e incompetenti o non se ne verrà mai fuori.

  6. “La legge discipliana anche il percorso da seguire in seguito alla dichiarazione formale di decadenza e alle dimissioni:  il comma 1 dell’articolo 53, prevede che in caso di decadenza del sindaco la giunta decade e si procede allo scioglimento del consiglio; il consiglio e la giunta rimangono in carica sino alla elezione del nuovo consiglio e del nuovo sindaco. Sino alle predette elezioni, le funzioni del sindaco sono svolte dal vicesindaco, mentre in caso di dimissioni si procede al commissariamento.”

  7. pscattoni scrive:

    E’ un annuncio clamoroso. Sicuramente una svolta nel dibattito politico a Chiusi. In questi ultimi mesi, più di prima, la politica locale è stata dominata da annunci improbabili e tanta propaganda. I tre consiglieri, ma anche tutti i candidati della Primavera di quattro anni fa, chiedono di tornare alla “normalità” del dibattito. In effetti la nomina “ereditaria” del vicesindaco è stato l’ultimo passaggio di una gestione che i tre consiglieri dimissionari hanno spesso denunciato. Talvolta lo hanno fatto con forza (come nel caso della surreale vicenda della finta cittadinanza a Giancarlo Elia Valori) altre volte con eccessiva prudenza.
    Non sono in grado di dire se vi siano le condizioni di diritto perché il prefetto passi, come richiesto, alla nomina di un commissario. È però certo che da qui alle elezioni si apre una fase nuova di confronto sulle cose da fare. Purtroppo quel confronto non è avvenuto come istituzionalente sarebbe opportuno. Credo che sarebbe poco saggio sprecare questa occasione.

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