Dove la partecipazione la fanno davvero

di Fulvio Barni

Per quanto riguarda le posizioni della “Lista Primavera di Chiusi”, sul Piano strutturale, non starò a ripetere quanto già detto dai consiglieri Cioncoloni e Bologni. E poi, del resto, erano già note e non dissimili da quelle presentate da ABC. Per la democrazia partecipata, invece, la maggioranza dovrebbe leggere quanto sta facendo il Comune di Capannori (Lu).

Ne è un esempio il bilancio socio-partecipativo: “Dire, fare, partecipare”. I cittadini di Capannori hanno scelto nel corso del 2011 quali opere pubbliche da realizzare. Come? In una prima fase 80 cittadini estratti a sorte e rappresentanti un campione omogeneo della popolazione (giovani, stranieri, donne, anziani, ecc.) si sono riuniti in 4 assemblee (world cafè) durante le quali hanno appreso come l’amministrazione comunale investe le proprie risorse, e hanno valutato le necessità del territorio.

Nella fase successiva i cittadini si sono suddivisi in quattro gruppi, uno per le diverse zone del territorio, e hanno progettato gli interventi grazie al supporto dei tecnici dell’amministrazione comunale. Le opere sono poi state messe al voto di tutti i cittadini, compresi gli stranieri e i ragazzi dai 16 anni in avanti, nel corso dell’election week.

Tenendo conto di un budget complessivo pari a 400 mila euro, sono state selezionate per essere realizzate le cinque opere che hanno ricevuto più voti. Si tratta di opere che prevedono interventi di miglioramento delle scuole, da quelle dell’infanzia alle secondarie, e i lavori saranno messi in cantiere dal Comune nel corso del 2012.

Per Chiusi sembra fantascienza.

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5 risposte a Dove la partecipazione la fanno davvero

  1. lucianofiorani scrive:

    Tranquillo Enzo (Sorbera), nulla va perduto.

  2. enzo sorbera scrive:

    e che palle ‘sto limite di caratteri!

  3. pmicciche scrive:

    Diciamo che la scelta finale dovrebbe essere sempre quella del Consiglio Comunale e di chi ha ricevuto il mandato per governare. E’ indubbio però che quanto ci “partecipa” Fulvio Barni è l’esempio giusto di un efficace meccanismo di partecipazione, che non serve solo ad avere un consenso e una consapevolezza popolare ma che può anche consentire alla società civile di esprimersi con consigli e magari soluzioni innovative di cui gli amministratori stessi possono non essere a sconoscenza.
    A questo proposito, sarebbe interessante fare un’assemblea pubblica sul nuovo Stadio e provare a sentire cosa ne viene fuori…credo che oggi sia lecito dubitare che sarà il Monte a garantirne la costruzione…..

  4. Paolo Scattoni scrive:

    Se è per questo di cose se ne potevano fare moltissime e anche più incisive. Sul piano strutturale ho a suo tempo proposto un laboratorio dove utuilizzare un software innovativo che è stato messo a punto in collaborazione con Giampaolo Tomassoni. E’ proprio vero “nemo propheta in patria” 😉

  5. anna duchini scrive:

    Segnalo, riguardo a Capnnori, questo articolo con foto relativo alle nuove tecnologie.
    http://www.aspoitalia.it/blog/nte/2009/05/14/capannori-citta-delle-tecnologie-del-futuro/
    La partecipazione è anche innovazione.

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