Dal referendum al programma elettorale

di Paolo Scattoni

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Il risultato del referendum è stato un successo non soltanto per le dimensioni del NO, ma anche quello dell‘affluenza dovuta soprattutto all’impegno di tanti. Il successo ha dimostrato come sia stato fondamentale il superamento di tante divisioni. Una lezione che è mancata per le elezioni politiche del 2022 quando la divisone ha determinato la perdita di quasi tutti i seggi della quota maggioritaria.

Dopo il voto referendario ci aspettano le nuove elezioni politiche. I rappresentanti dello schieramento di centrosinistra oggi parlano della necessità di una campagna di ascolto per la messa a punto di un solido programma elettorale. Facile a dirsi più di9fficile a farsi. Un ascolto reale e non simbolico di pura propaganda elettorale.

Quello che a me sembra indispensabile è il dialogo fra le forze politiche a partire dalle realtà locali. Come potrebbe essere a Chiusi dove c’è una storia caratterizzata da divisioni e incomprensioni.

Secondo me i comitati di impegno civile per il NO dovrebbe rappresentare un modello per la messa a punto di un solido programma di governo. Ci si potrebbe domandare come una piccola realtà può inserirsi in un programma nazionale. Da solo ovviamente non ci sarebbe storia, ma qualche migliaia di comitati forse si.

Vediamo come la nostra storia potrebbe servire in termini di risultati positivi e negativi.

Fra i primi c’è sicuramente la battaglia  per il servizio ferroviario che ha portato al cosiddetto “patto di Chiusi”. È possibile porre il tema del trasporto ferroviario come contributo per la coesione territoriale che vede le realtà più periferiche sempre più lontane dai centri più importanti.

Una seconda esperienza positiva a Chiusi è quella dell’integrazione degli stranieri che a Chiusi che sfiorano quasi il 20% della popolazione. Ci sono anche le esperienze negative che possono rappresentare esempi da evitare. Ci siamo ormai quasi dimenticati del fallimento del progetto di produzione di energia elettrica con pannelli solari su terreni di proprietà comunale.

Anche il settore dello smaltimento dei rifiuti si spera entri nel programma della coalizione del centrosinistra. Ricordiamo il progetto ACEA di un carbonizzatore dei rifiuti fognari con un impianto sperimentale farlocco.

C’è ovviamente altro. È possibile pensare per ognuna di queste storie di schede di dieci righe ciascuna da offrire a chi poi ai vari livelli sarà chiamato alla formazione del programma elettorale.. Sarà poco ma almeno coinvolgerà i partecipanti a lavorare insieme. Da noi ce ne sarebbe tanto bisogno.

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