di Paolo Scattoni
Dieci anni fa di questi tempi i rappresentanti delle nazioni del mondo si incontravano a Parigi per mettere a punto una strategia per la crisi climatica. In quella sede si stabilì che per il 2050 lacrescita della temperatura al di sotto dell’uno per cento. Era ormai accettato che la crisi fosse dovuto al rilascio di CO2 in atmosfera. In Europa si è poi messo a punto il cosiddetto green deal che prevede molte azioni come ad esempio la epocale sostituzione dei motori alimentati da fonti fossili con motori elettrici.
È stato sicuramente un passaggio fondamentale anche se presto ci si rende conto che il compito è assai arduo. Da molte parti piovono non poche critiche.
Quello che molti non hanno tenuto conto dei risultati che sul green deal si sviluppa un’importante attività di ricerca.
Il miracolo nasce da queste ricerche, un miracolo troppo spesso ignorato. Da poco il costo dell’energia prodotta da fonti rinnovabili è INFERIORE a quella da fonti fossili come solare, eolico, idroelettrico, geotermico etc.
Ci sono casi di successo. Nel 2015 l’energia elettrica consumata in Portogallo coperta dalle rinnovabili era di circa il 25%. In dieci anni sono arrivati all’80%. C’è un pano di investimenti per arrivare al 100% per il 2030. Quella del Portogallo è la prova che la transizione ecologica è possibile. Già alcuni Paesi sono vicini alla meta (Austria, Scozia, Finlandia, Irlanda, Islanda e alcuni altri) Ci sono poi Paesi sulla buona strada come Spagna e Germania. Poi ci sono quelli che faticano come l’Italia ancora sotto al 50%.
Allora cerchiamo di immaginare a cosa porterà la produzione di elettricità con fonti rinnovabili che è la meno costosa cosa, un cambiamento epocale. Una vera rivoluzione.
Proviamo ad immaginare il mondo senza i condizionamenti dei padroni delle fonti fossili (Russia, USA, paesi arabi e altri). Un mondo nuovo sena essere più soffrire le decisioni politiche di quei produttori.
Anche le obiezioni sulla discontinuità che pone problemi di accumulo per conservare la produzione in eccesso per essere immessa in rete quando necessaria. Anche su questo è interessante capire il ruolo della ricerca. Sino ad ora le batterie hanno utilizzato gli ioni di litio. L’estrazione di quel minerale è costosa. Sta però per essere progressivamente per essere sostituito da una tecnologia basata sugli ioni di sodio, che è un minerale senza problemi di scarsità.
I cinesi ci sono già arrivati. Ma anche in Italia c’è una start up che ha sviluppato una promettente tecnologia. Continuiamo allora ad immaginare una produzione elettrica con accumulo facile e a basso costo.
Purtroppo da queste si assiste ai soliti trucchi all’italiana. È ancora fresca la memoria dell’affare SDM. Ci abbiamo perso molti soldi. C’è da stare attenti che nella continuazione di quell’avventura non ci sia qualche soggetto che voglia piegare ai propri interessi e non è detto che non ci riesca.
Per fortuna in provincia di Siena c’è una comunità energetica promossa da comuni, Legambiente, sindacato, Università, Arcidiocesi, associazioni varie. Perché non aderire? (https://www.chiusiblog.it/?p=codice-ricarica-starcasino)
Di recente, ho avuto modo di apprezzare la qualità dei servizi ferroviari portoghesi: carrozze di una pulizia da ospedale, personale molto cortese (avevamo sbagliato orario di convoglio: non solo non ci hanno multato, ma ci hanno spiegato come funzionava il loro sistema di ticketing), orari rispettati, ecc. Il tutto su tratte condivise con l’alta velocità (ma abbiamo sempre viaggiato su treni “lenti”). Il confronto con il nostro sistema ferroviario (treno da Siena che “normalmente”, su 60 km, ha un ritardo di oltre mezz’ora; personale italiano sempre pronto a multare,ecc.) è stato piuttosto sconfortante. Questo per dire che la regola italiana è di fare investimenti pubblici da “affidare” ai privati perché lo Stato non ce la fa a gestirli: ed ecco tariffe al limite della rapina; servizi di pessima qualità, con livelli di pulizia indecenti; soppressione dei “rami secchi”; fonia soggetta ad ascolti non autorizzati; strade e autostrade senza manutenzione; ecc. Da qui, discende il sospetto che investimenti sull’energetico non se ne fanno perché non abbiamo una cordata amica cui affidarli. Arranchiamo per mancanza di gestori. Però progettiamo ponti da 135 miliardi, megastazioni di costo multimilionario e paghiamo il gas il triplo del dovuto per non dare soddisfazione ai russi (a proposito, ma l’amico dei russi che ora è al governo,come concilia la sua maglietta putiniana con il sostegno all’Ucraina del resto della truppa?). Temo, Paolo, che il tuo appello resterà inascoltato.