la speranza dei cristiani e…. degli uomini di buona volontà

di Marco Fè

<Credete che sarà felice quest’anno nuovo? … Non vi piacerebbe che l’anno nuovo fosse come qualcuno di questi ultimi anni? Signor no, non mi piacerebbe … Eppure la vita è una cosa bella. Non è vero? Cotesto si sa>. Inizia così il <Dialogo di un venditore di almanacchi e di un passeggere>, celebre brano dello Zibaldone di Leopardi, che sembra descrivere con puntualità lo stato d’animo abbastanza diffuso in questo periodo di passaggio tra il 2012 che se ne va e il 2013 che se ne viene.

Se addirittura il Leopardi apre uno spaccato d’inedito ottimismo e svela quell’amore alla vita che covava dietro al suo conclamato pessimismo, a maggior ragione un cristiano è chiamato a scorgere, anche nei momenti di crisi più nera, quei germi di speranza che si nascondono sempre tra le pieghe della storia e che manifestano quel bene nascosto e quotidiano capace di far sì che l’umanità non si perda. C’ è ragione, quindi, per sperare nell’ uscita dal tunnel di questa crisi così diffusa e generalizzata? La risposta, per il cristiano, è ovviamente positiva e non solo perché la speranza è una delle virtù teologali e quindi è parte fondante del dna del credente.

Sia a livello planetario che nazionale, ed anche dalle nostre parti, si avverte un forte e crescente desiderio di ritornare a quei valori fondamentali che da sempre hanno caratterizzato la civiltà occidentale ed hanno determinato il suo essere insostituibile punto di riferimento per l’intera umanità.

L’incessante domanda di spiritualità, il nascere ed il prosperare del volontariato e delle associazioni che promuovono la solidarietà e l’assistenza ai più deboli, i progetti sempre più ricorrenti di promozione delle fonti alternative di energia e di salvaguardia dell’ecosistema, l’incarnarsi in persone concrete della necessità di far ritornare la politica nel suo ruolo nobile di servizio al bene comune e di liberarla dalla palude dei compromessi e degli interessi di parte, la considerazione, sempre più diffusa, della pace come condizione indispensabile per qualsiasi progresso, sono da considerare come motivi di ritorno alle origini e quindi di speranza per il futuro.

Ragionando al negativo per evidenziare il positivo ma anche pensando alla storia nella dinamica della Pasqua l’incrementarsi delle persecuzioni contro i cristiani di questa epoca può essere considerato un motivo di speranza che apre un futuro di gloria. Con quest’ ottica significativa è stata la scelta dell’argomento della convocazione diocesana che ha riflettuto e proposto, all’ inizio dell’anno della fede, l’insostituibile necessità ed importanza della preghiera, potenza dell’uomo e debolezza di Dio.

E’ infatti nell’intimo incontro con Dio che scocca la scintilla della fede, ed è la fede che muove la conversione. E sono uomini convertiti quelli capaci di essere sale, luce e lievito dell’ umanità e rendere, insieme a tutti gli uomini di buona volontà, l’economia, la politica ed il lavoro a servizio di ciascuno e di tutti. Su questi germi nascosti ai più si basa forse la speranza di rendere più bella ed umana l’avventura dell’uomo sulla terra.

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4 risposte a la speranza dei cristiani e…. degli uomini di buona volontà

  1. Marco Fe' scrive:

    L’importante è non rimanere indifferenti e apatici, importante è interrogarci, cercare …. come fecero, per citare un esempio illustre e attuale, i re magi, duemila anni fa.

  2. Leggo sempre le cose che reputo interessanti, anche se lontane dal mio modo di pensare, che però non prescinde da letture antiche e rinnovate di testi sacri cristiani e non. E buddhisti, in particolare.

  3. Marco Fe' scrive:

    Per Luciano (Gherardi)
    Hai ragione: il brano è tratto dalle Operette morali.
    Grazie della doverosa precisazione.

    Grazie Luciano! Hai ragione: il brano in questione è tratto dalle Operette morali. Grazie per la precisazione e …. per averlo letto anche se non condiviso.

  4. Caro Marco, non intervengo sui contenuti, che sai essere molto lontani da me, ma una precisazione è d’obbligo: non c’entra lo Zibaldone, si tratta delle Operette morali. immagino, una svista.

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