Via della Villetta. È possibile sapere qualcosa?

di Paolo Scattoni

Certi problemi irrisolti riemergono con forza dopo le elezioni, alcuni anche con urgenza. Quello dei locali della Villetta è sicuramente uno di questi. Ancora non è chiaro come evolverà.

È un’eredità dell’amministrazione precedente che ha preso forma da giugno ad ora con decisioni che rischiano di mettere in difficoltà l’attuale.

Si tratta della cessione in comodato d’uso gratuito dei locali di via della Villetta alla fondazione Lombardi per utilizzarlo come spazio per una scuola di sartoria.

Tutto è avvenuto in pochi mesi in evidente contrasto con un accordo di programma fra Comune e Provincia che destinava quegli spazi per il polo scolastico sino al 2060.

La decisione ha fatto nascere un dibattito, sia all’interno della scuola che fra i cittadini.

Ora il nuovo consiglio sarà chiamato a decidere. Le forze di maggioranza si sono espresse in maniera diversa. Possiamo, i 5stelle e Sinistra civica ecologista, prima delle elezioni, hanno preso posizioni fortemente contrarie alle decisioni di Bettollini. Si esprime in maniera analoga l’opposizione di Chiusi Futura. Nonostante che ai primi di luglio il PD abbia diffuso un comunicato in cui si dice che il partito segue con attenzione e preoccupazione. Tre mesi però non sono stati sufficienti per maturare una posizione se in uno degli ultimi incontri il candidato Sonnini afferma di non poter dire se favorevole o contrario.

La scuola nel frattempo matura la decisione di un ricorso al TAR per una sospensiva. Nel frattempo oltre all’uso della Villetta come deposito di materiali la fondazione Lombardi inizia i lavori sulla base di un contratto che prevede una penale di 25.000 euro all’anno per tutti gli anni di un’eventuale revoca. A questo punto si sveglia anche la Provincia che blocca i lavori, probabilmente tramite una diffida

Che succederà ora. Un chiarimento da parte di tutti gli attori della vicenda a questo punto è necessario. Si dice che il preside Marra diffonderà un comunicato, ancora, però non si è visto.

Si potrà raggiungere un rapido accordo per l’annullamento di una decisione assurda? Si spera di si, ma nulla trapela.

Intanto per chi voglia ricostruire la vicenda c’è una pagina di chiusiblog con 22 link ad altrettanti articoli. Buona lettura. http://www.chiusiblog.it/?page_id=39339

Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

10 risposte a Via della Villetta. È possibile sapere qualcosa?

  1. Gisella Zazzaretta scrive:

    Ma perchè non si vuole dire che vogliamo sapere che cavolo ha fatto l’ex sindaco Bettollini e senza arrampicarsi sugli specchi parlando di brand o altro?
    Della vicenda si parla ormai da mesi. Perchè i sigg. Massimo Goggi e Silva Pompili intervengono solo ora e su argomenti che nessuno ha mai messo in discussione, cioè l’importanza delle Makecampus a Chiusi? Non potevano intervenire perchè era sindaco Bettollini oppure intervengono ora perchè è sindaco Sonnini?
    X Paolo Scattoni
    Vai in Comune con i Carabinieri

  2. Silva Pompili scrive:

    Mi sembra che qualcuno abbia chiesto il contributo del progetto sull’economia del paese ed ho espresso il mio punto di vista . Che infatti concordo essere altro discorso rispetto al punto vero della questione

  3. pscattoni scrive:

    Faccio un’eccezione e pubblico i due commenti di Silva Pompili, uno di seguito all’altro. Raramente succede su chiusiblog. Comunque se l’autrice pensa che sia più efficace posso pubblicare i due commenti come post autonomo.
    Onestamente non capisco il senso dell’intervento. Qui si è sempre discusso della inopportunità do privare la scuola pubblica di uno spazio che ha utilizzato da decenni. Sul resto si può discutere senza problemi, ma si tratta di cosa del tutto diversa.

  4. silva pompili scrive:

    La scelta da parte della famiglia Lombardi di trasferirsi a Chiusi cosa ci porta? credo minimo 50 famiglie che si sono trasferite da noi, mangiano, dormono, e ci vivono e se hanno figli utilizzano servizi scolastici, sportivi ecc. e se hanno bisogno di un elettricista o di un idraulico o di tutto quello che è necessario in una famiglia ce l’hanno a chiusi. E poi tantissime altre persone che giornalmente ruotano in quegli uffici che quindi tutti giorni consumano nei nostri bar, ristoranti, alberghi. Se poi vogliamo scendere nell’analisi più etica, è un’azienda che dà lavoro a tante persone, in tutta Italia, con dei principi saldi e profondi, primo tra tutti: integrarsi con il territorio dove decidono di portare la loro sede principale: noi li abbiamo accolti? La questione villetta è molto delicata e non mi permetto ne di dare giudizi ne proporre soluzioni perchè non lo posso fare non conoscendo tutte le sfaccettature della vicenda. Confido che sicuramente verrà trovata una soluzione cercando di tutelare da un lato la scuola pubblica e dall’altro un progetto di enorme valore per chiusi, che non riguarda solo il Make campus ma tanto altro. L’essere accolti ed apprezzati è un incentivo a fare per tutti. Non credo si possa addurre a loro la responsabilità di una soluzione che gli è stata proposta dall’amministrazione comunale. Il tutto è stato dettato a mio avviso dal volerne dare una velocemente senza analizzare bene tutte le conseguenze che la stessa portava.

  5. silva pompili scrive:

    Buongiorno a tutti, mi sento di dover intervenire su questo argomento dal momento che è stata tirata in ballo un’azienda. Provo a dare un’interpretazione del “contributo all’economia locale” che è stato dato al paese. Cominciano dal progetto Makecampus, che come tutti sappiamo è parte di un progetto imprenditoriale molto più ampio. Iniziamo dalle cose materiali: insediamento a Chiusi con recupero di una struttura che era da anni abbandonata a se stessa; è stata ristrutturata e resa accogliente per ospitare gli “alunni” che partecipano al corso. Quindi, riqualificazione del centro storico. Passiamo poi a tutto l’indotto che la scuola porta: ragazzi che vivono a chiusi per due anni: questo significa che mangiano a chiusi, conoscono chiusi, vivono a chiusi (magari ci fosse qualche cosa in più da offrire nei loro momenti di svago e socialità non sarebbe male) e la portano all’interno delle loro famiglie in tutta italia; si formano a Chiusi per quello che sarà il loro percorso di vita e che grazie all’alto livello della scuola di formazione ed alle relazioni che ha entreranno a lavorare in primarie aziende italiane che portano il nostro brand Italia in tutto il mondo. Credo che questo sia più che sufficiente per capire l’apporto alla nostra economia e da Chiusina mi sento profondamente orgogliosa che si sia scelto il mio paese per un percorso del genere. E proviamo a pensare al valore del progetto complessivo di cui fa parte il Makecampus

  6. Rossella Rosati scrive:

    In riferimento al commento del Dott. Goggi ,mi permetto di far notare che la descrizione evidenzia l’importanza di Makecampus ma ciò che forse sarebbe stato maggiormente necessario è la quantificazione dell’apporto di Makecampus all’economia locale ed anche all’eventuale sviluppo di iterazioni e rapporti tra gli importanti brand che hanno confermato i tirocinanti e la realtà territoriale in cui Makecampus s’inserisce. Questo perchè le definizioni della Valdichiana Senese , e nel caso de quo, di Chiusi come “culla del Rinascimento” , e della sede del campus come “un’antica dimora di Chiusi che si affaccia sui territori dove i grandi artisti del Made in Italy hanno mosso i primi passi” , rispettivamente contenute nel sito e nella pagina Fb di Makecampus, non vorrei che avessero determinato negli studenti , per cui tali materie dovrebbero costituire la base della loro formazione , una sorta di “scontento” nei confronti dell’ospite.

  7. pscattoni scrive:

    Concordo con Carlo (Giulietti). Sarebbe interessante capire se la fondazione Lombardi sia stata inconsapevole o consapevole strumento della strategia volta a colpire l’Istituto Valdichiana che è in atto da qualche tempo http://www.chiusiblog.it/?p=35208.
    Quelli che in passato hanno sognato la chiusura o quantomeno il ridimensionamento di questa scuola si mettano l’animo in pace. Ormai la tendenza è chiara. Al nord il rapporto fra scuole tecnico/professionali e licei è già al 40/60%. Ora c’è bisogno che se ne rendano conto anche i nostri politici locali. La popolazione sembra averlo capito e la reazione a quanto successo per la Villetta lo dimostra.

  8. Carlo Giulietti scrive:

    Non conoscevo i particolari relativi alla struttura di questa “accademia”, comunque averla definita scuola non penso sia offensivo.
    Penso anche che il direttore Goggi abbia fatto bene a rimarcarne l’importanza e rimarcare anche la maniera indecorosa in cui la vicenda è stata condotta da parte dell’amministrazione comunale uscente. Anche loro però non avrebbero dovuto prestarsi al gioco in cui erano stati utilizzati, evidentemente, inconsapevolmente all’inizio.
    Lo invito anche a leggere questo articolo cui metto il link
    Spero che finalmente la nuova amministrazione riesca a trovare una soluzione confacente all’istituto Valdichiana e all’accademia Makecampus
    http://www.chiusiblog.it/?p=38732

  9. pscattoni scrive:

    Gentile Direttore Goggi, grazie per il suo intervento. Condivido con lei la sensazione che “tutto si sia svolto con imbarazzante superficialità ed approssimazione”. Per me è più che una sensazione, una quasi certezza.
    Personalmente credo che si debbano aggiungere due notazioni. La prima riguarda la scelta della sede. Perché proprio nei locali della Villetta? È uno spazio da decenni utilizzato dall’Istituto Valdichiana (precedentemente denominato Istituto Professionale Marconi). Per quale motivo non si sono esplorate altre soluzioni? In prossimità c’è un edificio (ex Ragioneria) di proprietà della Provincia che è ampiamente sottoutilizzato e offre anche un accesso indipendente. Fonti attendibili ci dicono che sarebbe stata prospettata la possibilità dell’utilizzo dell’utilizzo dell’ultimo piano del palazzo vescovile in piazza Duomo.
    La seconda notazione riguarda una scarsa capacità di relazionarsi con la cittadinanza dell’Accademia da lei diretta. Cosa ha saputo la popolazione di Chiusi di questa iniziativa? Nel momento in cui si usufruisce dell’utilizzo di una proprietà pubblica a me sembrerebbe un’attenzione dovuta.

  10. Massimo Goggi scrive:

    Buongiorno a tutti,
    il mio nome è Massimo Goggi, direttore didattico uscente di Makecampus, non sono intenzionato ad intromettermi nella disputa politico/giuridica, unica mia sensazione è che il tutto si sia svolto con imbarazzante superficialità ed approssimazione.
    Dal momento in cui sono venuto a conoscenza dei problemi legati alla vicenda ho seguito questo blog. C’è una cosa che ritengo doveroso chiarire: quella che tutti definiscono “scuola di sartoria”, questo assolutamente non è. Makecampus è una “Accademia di alta formazione Moda e Design” con l’obiettivo di rappresentare un’eccellenza nel settore. Il corso si articola in quattro aree:
    Area Culturale: docenti provenienti dalla Sorbona di Parigi oltre ad un affermato costumista più volte premiato “David di Donatello”
    Area Manageriale: docenti dall’Università Bocconi di Milano, dall’Università Cattolica e da quella di Modena e Reggio Emilia
    Area progettuale: Manager provenienti da importanti marchi a diffusione internazionale, rappresentanti del Made in italy
    Area tecnica: Tecnici di comprovata esperienza presso importanti brand
    La finalità è trasmettere delle competenze a 360° nella gestione della filiera tessile abbigliamento, dal processo strategico/creativo alle operations.
    I tirocinanti tutti confermati dalle aziende.
    Ho sentito come un dovere questo intervento a sostegno di una corretta informazione ma anche la necessità di una domanda finale:
    ” Non è che Chiusi stia perdendo un’occasione?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

 characters available