Interrogazioni ignorate. Il costo politico della mancata trasparenza


di Paolo Scattoni

Quella in figura è la tabella degli accessi ai post di chiusiblog dal 25 marzo ad oggi. Raccontano una storia che vale la pena riassumere. Parte dalla presa d’atto del mancato inserimento i due interrogazioni all’ordine del giorno della seduta del Consiglio comunale del 29 marzo. Come vedremo la vicenda avrà rilevanti riflessi politici. Come si può notare gli accessi sino ad ora sono quasi duemila se si considera anche gli accessi alla pagina con il testo delle due interrogazioni . Probabilmente un migliaio di cittadini di Chiusi hanno letto. Questi numeri da soli stanno ad indicare una rilevanza politica.
Il primo post (386 accessi) è del 25 marzo quando si comprende che le due interrogazioni non ci sono.
I consiglieri interessati cercano il sindaco, ma riescono a parlare soltanto con il vice-segretario che dice di aver avuto rassicurazioni dal sindaco che le risposte erano già state fornite verbalmente agli interessati. I consiglieri chiedono lumi anche alla Prefetto perché ovviamente un comunicazione informale non può sostituire quella formale in Consiglio.
Il 29 marzo, giorno del Consiglio, i consiglieri di minoranza presentano un documento dove contestano il mancato inserimento e lasciano la seduta per protesta. Il post relativo , pubblicato quasi subito, ha sino ad ora raccolto 713 accessi con tempi di permanenza che indicano che è stato letto con attenzione.

Segue il giorno dopo un post “tecnico” dove si chiariscono in generale le prerogative dei consiglieri (282 accessi). Infine il più recente che inquadra queste prerogative anche in termini di regolamento e introduce alche notazioni politiche (421 accessi).
Negare valenza politica a tutto questo, per classificarlo come “sceneggiata” o “siparietto”, vuol dire negare l’evidenza.
Il dibattito si è soprattutto soffermato sull’interrogazione 5Stelle che pone una domanda molto semplice se il sindaco fa attività professionale è corretto che i contributi debbano essere pagati dal Comune? Domanda assai semplice che avrebbe richiesto pochissimi minuti di risposta.
L’interrogazione depositata dai consiglieri di Possiamo riguardava invece un po’ più di informazione sull’incarico di 2900 euro ad una avvocato per una querela relativa a pubblicazioni su blog e social relative alla mancata corresponsione di circa 400.000 euro dai concessionari del diritto di sperficie per la realizzazione di impianti fotovoltaici. Quegli scritti secondo quanto dichiarato dal sindaco nella seduta di Consiglio comunale del 23 dicembre avrebbero leso prestigio e onorabilità dell’Istituzione Comune. Su questa comunicazione al consigliere Scaramelli è stato impedito di prendere la parola e da qui la presentazione dell’interrogazione.
Una risposta avrebbe permesso di confermare o smentire voci ricorrenti secondo le quali la querela non sarebbe stata presentata per chiara insussistenza di alcuna rilevanza penale. D’altra parte è una querela che non più essere presentata per la scadenza dei prescritti 90 giorni dal fatto. Ma la legale che aveva avuto l’incarico ha ricevuto un compenso? Se così fosse chi avrebbe gettato discredito sull’Istituzione  e danno economico?
Come avrebbe detto un amico che purtroppo non c’è più: “uno sputtanamento in mondovisione”.

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