Comunicato Possiamo sinistra per Chiusi: come si perde una banca.

ricevuto da Daria Lottarini

Dopo il giusto clamore iniziale sulla vicenda della locale Banca di Credito Cooperativo è caduto un silenzio di rassegnazione.  Le speranze che molti soci avevano nel riuscire a invertire il destino di una fusione imposta dall’alto, si stanno infrangendo nel disinteresse delle istituzioni e della stessa Amministrazione comunale. 

 “La politica non deve occuparsi dei numeri, ma deve dare una visione di radicamento nel territorio indicando come e dove consolidarsi”. Tuonava il sindaco all’assemblea della BCC di qualche mese fa.  Niente, però, è stato fatto per costruire un diverso percorso di consolidamento dell’Istituto e poter mantenere i principi e le finalità mutualistiche del credito cooperativo che, invece verranno inesorabilmente perse.

Così, in un clima di inerzia l’atto finale della fusione imposta con Banca Tema è sempre più vicino. In questa vicenda l’intero paese paga l’incapacità di un gruppo dirigente che negli ultimi mesi ha guidato la banca, dimostrando opacità e scarsa visione strategica. Sconta in negativo la miopia e il poco coraggio di un sistema istituzionale che non è stato capace di fare sistema nel difendere gli interessi di un territorio. In tutto questo ha avuto un peso decisivo l’isolamento politico della nostra città e dell’amministrazione comunale   che sotto la guida di Scaramelli e Bettollini hanno rotto tutti i rapporti con il tessuto territoriale e istituzionale del comprensorio. Il protagonismo divisivo ci ha reso più deboli nella possibilità di aggregare e poter mettere in campo azioni positive per evitare di subire fusioni imposte dall’alto e senza poter verificare soluzioni più adeguate, come le ipotesi circolate con Banca Centro o Banca di Anghiari, che operano in realtà che, da sempre presentano caratteristiche di omogeneità e affinità socio economiche simili alle nostre. 

 Così Chiusi, zavorrata da amministratori distratti nelle loro diatribe, silenzi politici assordanti, candidati senza meriti che si incensano da soli e un tessuto sociale ed economico sempre più disarmato, sta perdendo definitivamente un’altra risorsa: una struttura bancaria centenaria che fino a qualche anno fa era in progressiva espansione e garantiva una partecipazione strategica nella vita sociale e culturale, caratterizzandosi nell’essere volano per lo sviluppo economico di un intero territorio.

Possiamo sinistra per Chiusi

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2 risposte a Comunicato Possiamo sinistra per Chiusi: come si perde una banca.

  1. ROSSELLA ROSATI scrive:

    Il cooperativismo è una filosofia del pensare e dell’agire. Banca Tema è la Banca del credito cooperativo delle Terre Etrusche e della Maremma, gruppo ICCREA banca s.p.a, quindi, volendo, nulla vieta l’applicazione dei principi del cooperativismo in modo omogeneo sulla totalità del territorio operativo di riferimento. Tutte le BCC fanno di questo concetto la loro bandiera ma occorre vedere se è loro intenzione di aderirvi concretamente .
    Il “depauperamento” economico attuale è il risultato della dissonanza con le dichiarazioni “positivamente ridondanti” di cui, frequentemente, siamo stati oggetto tanto in ambito bancario che politico in senso stretto.
    L’intervento “politico” di una banca sul territorio è molto più permeante ed invasivo dell’intervento degli stessi “politici” di quel territorio, quando poi riescono ad andare a braccetto la questione può farsi seria.
    Vorrei ricordare che, comunque, le attuali figure apicali per 1/3 sono di Chiusi o, comunque, provengono dalla “vecchia” dirigenza bancaria territoriale, ed alcune di esse estremamente vicine ad esponenti politici locali.
    Se non abbiamo caratteri comuni con Banca Tema , quali caratteri comuni abbiamo con Anghiari, Stia, Soci, Caprese, Citerna, Monterchi? Il cooperativismo non era già forse svanito in precedenza? …e mentre accadeva ciò i “politici” avevano già la visione del “futuro-attuale” assetto del territorio?

  2. Elvio Baglioni scrive:

    La Banca è persa di sicuro.
    Non sto qui a ricordare le vicende e le responsabilità della scellerata fusione con la BCC di Montepulciano; fusione da dove parte la tragedia che oggi ritroviamo. Ciascuno faccia le proprie analisi e considerazioni.
    Ricordo che la CR di Chiusi è nata nel 1908. In questi decenni e decenni di vita molte persone hanno dato “tutto” per far crescere questa azienda che è stata fondamentale per l’economia di Chiusi e dei paesi limitrofi. Finisce tutto!!!!! Credo di si!! Peccato!!
    Non dimentichiamoci della riforma Renzi, sulle CR-BCC (senza commento), ed il quadro è completo.
    Ci mancava una ulteriore fusione con il “Grossetano” che ogni persona di buon senso, se interrogata, non trova e/o non troverà una sola ragione per capirla, per condividerla sia dal punto di vista territoriale che strategico commerciale. Se non per accontentare i vertici. Ricordo che la Banca è costituita da soci, clienti, dipendenti ed amministratori (pro-tempore non a vita).
    Per completare il quadro, a mio parere, il Gruppo ICCREA , inadeguato, improvvisato, con mancanza di strategia e di personale adeguato a raccordarsi e dirigere con un numero così grande di BCC, ha condannato le stesse a non svolgere più il proprio ruolo, come è sempre stato. Considerato che i vertici di ICCREA GRUPPO hanno perso il “controllo della situazione” si sono affrettati ad organizzare fusioni, fusioni, fusioni, così da ridurre la Banche per meglio controllarle (questo è lo spirito della…

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