Maker Faire e il corso Arduino

stampante casadi Paolo Scattoni

Racconto due storie, che però sono in relazione fra loro. Prima storia. Oggi sono andato a vedere Maker Faire a Roma. La festa degli inventori. Ero stato due anni fa alla prima manifestazione. Era all’EUR al palazzo dei congressi. Volevo capire cosa fosse successo in questi due anni. La nuova sede è stata la città universitaria della Sapienza Università di Roma. Tutti gli spazi liberi erano occupati da decine di stand invase da migliaia di visitatori. Molti ragazzi, ma anche bambini accompagnati da IMG_20151018_133018genitori sempre più rassegnati ad accompagnare figli molto curiosi e competenti su cose che loro capiscono poco. Molti più visitatori, ma anche gli espositori. Dieci volte di più.

Ho subito capito che non potevo come due anni fa vedere tutto, magari soltanto un po’ di tutto. Soltanto un campione del tutto casuale. Ho visto la grande stampante gigante che costruisce la casa a chilometri zero (costruita con argilla e altri materiali organici). Le stampanti 3D costruiscono oggetti molto più sofistica di quelli visti 2 anni fa. Poi anche la produzione casalinga di birra automatizzata. Poi anche l‘orto automatizzato con molti sensori, uno che riesce a misurare anche la rugiada sulle foglie.

Le conferenze che due anni fa erano una trentina ora sono molto più di duecento. Ho seguito una sola conferenza di una collega della Sapienza che guida una ricerca europea sull’esplorazione sottomarina. Ha spiegato come ormai con strumenti a basso costo e un lavoro da scienza di cittadinanza si potrà documentare la morfologia, ma anche la biologia dei mari e degli oceani. Ho aspettato fino alla fine per capire dalla relatrice se sia possibile utilizzare queste tecniche per i i laghi. Risposta positiva, ci risentiremo per capire le possibili applicazioni per il nostro lago.

Insomma un paio di ore sono bastate per capire quello che avevo immaginato. Questa rivoluzione è sorretta principalmente dal microcontrollore Arduino. Se tutto questo è avvenuto in pochi anni, la scuola rischia di non essere capace di adattarsi a questa velocità di cambiamento.

a_004Per fortuna a Chiusi, una volta tanto non siamo impreparati. Ecco dunque la seconda storia. Il corso su Arduino dell’Associazione Innovazionelocale in collaborazione con l’Istituto di Istruzione Superiore sta andando molto bene. Abbiamo svoltato la boa di metà corso. Pensavamo a un corso che non superasse i 15 iscritti. Le iscrizioni sono state molte e non ce la siamo sentita di escludere qualcuno. Per ora ci sono stati 25 affezionati frequentanti. Stiamo un po’ stetti nel laboratorio, ma la sperimentazione della cosiddetta classe capovolta, integrata quindi con video autoprodotti. Una prima sperimentazione che sta andando alla grande. Vedremo se riusciremo a facilitare la realizzazione dei progetti che alcuni degli studenti hanno in mente.

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