La stazione di Chiusi, una storia importante, un futuro possibile

stazione vecchia fotodi Carlo Giulietti

Entrando nell’atrio ti accorgi subito della decadenza che ha subito negli ultimi anni è un po’ come rivedere una bella donna o un bell’uomo che sia, dopo che l’hai conosciuta/o nel fiore degli anni, a quaranta – cinquant’anni di distanza, quasi non la riconosci, ti rendi conto di come il tempo passi per tutto e tutti, ti senti invecchiato allo stesso modo, poi però la ragione riprende il sopravvento, se ce n’hai e ti rendi conto che c’è una differenza sostanziale tra i due casi:

Per l’essere umano ci sono pochi rimedi, l’invecchiamento e la fine sono, almeno per le conoscenze attuali, inevitabili, soldi o non soldi, volere o non volere, per un edificio, un servizio, una stazione ferroviaria nel caso specifico, non è la stessa cosa, volendolo si possono trovare i rimedi, restituire nuova giovinezza, nuovo “splendore” è possibile e qui, la volontà prima ed i soldi poi, possono sicuramente fare la differenza!

Chiusi Scalo è nato intorno alla stazione, le sue attività sono nate e cresciute grazie alla stazione, ma non solo Chiusi ne ha tratto indubbi vantaggi, i centri circostanti, tutti, da Chianciano in primis, a Cetona, Città della Pieve, fino a San Casciano e così via, l’elenco è lungo, possono dire di esserne stati beneficiati.

Perché non provare a ridarle attualità?

Si parla di mega-progetti, grandi investimenti basati sul niente, appena si fanno due calcoli ce ne possiamo rendere conto (sempre volendolo) perché, quindi, non pensare di dirottarne, anche solo una parte, sul concreto?

Si mette in concorrenza un paese con l’altro anziché coalizzarli, Arezzo con Chiusi, Cortona contro entrambi, Perugia idem, invece di cercare di far avere a ciascuno (inteso come popolazione) il massimo vantaggio dalle azioni messe in campo.

Alla fine avrà la meglio chi si aggiudicherà l’accosto politico più forte, un po’ come quando si costruì l’autostrada e Fanfani fece la differenza, (almeno così si è sempre saputo), il tutto anche alla faccia dell’interesse generale.

La stazione di Chiusi, ha grandi potenziali da rivalutare:

– a partire dai grandi spazi lasciati vuoti dal dislocamento di tante attività legate al trasporto, dalla ridotta necessità di varie funzioni e via dicendo che potrebbero essere dedicati a servizi stazionee commercio, si potrebbe farne il cuore del centro commerciale naturale di Chiusi Scalo, ulteriore richiamo per potenziali viaggiatori e abitanti della zona.

Si tratta certamente di valutare bene le attività ed i servizi da attivarci, ma qui potrebbe entrare in gioco anche l’iniziativa e l’intraprendenza dei privati o concorsi di idee.

Come si sono trovati progettisti disposti a sbilanciarsi in progetti faraonici per una nuova stazione, se ne potrebbero trovare anche per un progetto di riuso di spazi esistenti o comunque che prevedano ampliamenti compatibili.

Le ferrovie danno in comodato stazioni in disuso o parzialmente utilizzate (…l’impegno della Società è orientato, da una parte, verso la “rifunzionalizzazione” e l’ottimale dimensionamento delle aree destinate alle attività prettamente ferroviarie; dall’altra parte – nel contesto delle iniziative di carattere sociale del Gruppo FSI – verso la cessione a Istituzioni del territorio, in comodato d’uso, degli spazi “non strumentali” da destinare a organizzazioni no profit attive nei diversi settori.
Tali iniziative, oltre ad arricchire la stazione e il territorio di servizi sociali, garantiscono il presenziamento degli edifici e la loro manutenzione corrente, con positivi effetti anche in termini di qualità e decoro…)
perché non provarci?

è dislocata, pur nel centro del paese, in posizione facilmente e comodamente raggiungibile anche in auto, dispone di aree comode per posteggiare e può ottenerne altre, disponibili all’evenienza,

dispone già dei servizi essenziali e quello che per il momento non c’è all’interno è ad un passo all’esterno, dagli alberghi ai ristoranti, e quant’altro

– lo scambio gomma ferro è già esistente (gli autobus, i taxi, lì fanno capolinea)

A monte di tutto, è ovvio, occorrerebbe la disponibilità delle strutture e soprattutto a far fermare i famosi tre, quattro, sei treni-missile(??) che per farlo dovrebbero allungare il tempo di percorrenza Firenze – Milano di pochissimi minuti. Luciano Fiorani, che ha passato una vita sui treni, tempo fa elencò tutta una serie di calcoli che nessuno ha contestato: “Secondo i calcoli di gente che se ne intende di orari di treni, quindi, la perdita di tempo facendo fermare una freccia nella attuale stazione di Chiusi rispetto a una fermata in linea nella nuova Medioetruira sarebbe di 5 minuti…http://www.chiusiblog.it/?p=29665 “-, ci sono orari in cui i treni si susseguono con intervalli di 5 minuti circa, possibile che non si possa farne deviarne qualcuno nella vecchia stazione di Chiusi, ma anche di Arezzo se fosse possibile?

I fabbricati esistenti dello scalo, stazione compresa, furono ricostruiti in tutta fretta nell’immediato dopo guerra, successivamente al disastroso bombardamento che lo rase al suolo, con l’impegno che poi sarebbero stati rifiniti a dovere, per questo non fu realizzato neppure il tetto sull’edificio principale, sarebbe ora che si completasse il lavoro iniziato “solo” una settantina di anni fa!

Argomento che meriterebbe un discorso a parte, ma che è pure collegato alle sorti della nostra stazione riguarda il grande spazio dell’area di interporto, anche per questo si potrebbe, almeno tentare, di dargli uno sviluppo, di dargli un futuro, con convinzione, certo non è una cosa a breve scadenza ma, visto che a livello nazionale e internazionale si stanno, pur certamente contro i “disinteressati pareri dei petrolieri”, cercando soluzione all’annoso problema dei trasporti merci, perché non fare di Chiusi un centro per il trasporto intermodale, previo l’inserimento nel piano regionale dei trasporti? La vicinanza con l’autostrada e la posizione geografica giocano a favore. Non posso, per non diventare troppo lungo, entrare nei particolari ma, se qualcuno volesse approfondire l’argomento basta cercare, a partire dalla fiera dedicata all’argomento, che ogni anno si tiene a Roma ( http://www.mercintreno.it/programma/ ) e per spiegare meglio la cosa, approfitto di questo breve ritaglio:

(Tir completi accompagnati che viaggiano sui treni), favorita soprattutto dai governi austriaci e svizzeri. Questa modalità particolare assicura buona parte del traffico tra l’Austria e la Germania, la Svizzera, l’Ungheria, la Slovacchia, mentre per quanto riguarda il traffico italiano l’offerta è principalmente rivolta ai collegamenti transalpini verso Svizzera, Austria e Germania. Scegliere l’autostrada viaggiante è stata per lungo tempo la soluzione per evitare il “contingentamento” del trasporto attraverso l’Austria imposto dai cosiddetti ecopunti (aboliti dal 1 gennaio 2004), mentre il suo relativo successo sta, soprattutto, nel fatto che l’autotrasportatore non deve soddisfare speciali esigenze, né effettuare investimenti e può sfruttare i tempi morti delle ore notturne, senza dimenticare che si possono trasportare i veicoli privi di autorizzazione al transito stradale

.. si possono trasportare autocarri dal peso complessivo di 40 o 42 tonnellate, anziché 28 (imposti dal limite), oltre che col trasporto ferroviario non valgono le restrizioni, come il divieto di circolazione notturno/domenicale…

Quante volte entrando in un’area autostradale, nei giorni festivi ma, anche semplicemente di notte, ci siamo chiesti quanto fosse sacrificio per i “poveri” camionisti trascorrervi notti e giornate in attesa di poter riprendere la circolazione?

Altro link: http://www.fsnews.it/fsn/Gruppo-FS-Italiane/Altre-societ%C3%A0/Piu-camion-sui-treni-merci-tra-Italia-e-Germania

So di chiedere molto, ma non credo sarebbe male, se si aprisse un ragionamento su queste mie considerazioni.

Ci sono due tipi di amministratori pubblici : -quelli che vogliono fare gli interessi generali della collettività e quelli che… sperano di passare alla cassa-, credo indiscutibilmente nell’onestà dei nostri, ma insistere in proposte da castelli in aria, di questi tempi, con quante se ne sentono e con tutte le criticità che ogni giorno ci troviamo a dover superare, potrebbe anche far insorgere dei dubbi.

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17 risposte a La stazione di Chiusi, una storia importante, un futuro possibile

  1. carlo sacco scrive:

    Certo, indicativo di ciò che ti piace e ciò che non ti piace permettimelo !Allora, senza presunzione alcuna-credimi Paolo- dal momento che il mio intervento ripetitivo ha fatto da tappo come dici, togli pure il tappo, stappa pure la bottiglia poi vedremo il liquido che è dentro di essa quale colore politico abbia, se progressivo (cioè migliorativo rispetto all’attualità)o se di mantenimento. Se per te questi sono ”moniti” perchè tali li hai definiti credo proprio che tu ti possa sbagliare.Comunque in tutti i casi tolgo il disturbo.Ti conosco come persona intelligente ma che tu mi venga a dire che il dibattito e la costituzione di un ”comitato” come gruppo di pressione e farla passare come alternativa democratica rispetto a quanto esiste nella politica che ci guida, mi ritiro nel mio guscio e resto a guardare. Personalmente mi diverto di più, e come ben sai chi si accontenta gode.Più che altro in tali momenti che viviamo devo constatare che l’attività diversiva nella politica ha un pregio : quello dell’onnipresenza !
    Non cessa mai, ma anche questa logicamente è ”politica”.Ti saluto.

  2. pscattoni scrive:

    Carlo (Sacco) visto che anche tu riconosci che i tuoi interventi sono ripetitivi ti propongo di scriverne uno “definitivo” che pubblicherò nel settore pagine che così chiunque voglia potrà conoscere il tuo pensiero. Potrai scriverlo senza neppure il limite delle 1400 battute!
    Qui si stava discutendo di ferrovie. Si stava svolgendo un buon dibattito fino a quando il tuo intervento ha fatto da “tappo”. Per quanto mi riguarda, visto che sta nelle regole di questo blog, cercherò di fare in modo che questo non sia più consentito.

  3. carlo sacco scrive:

    Certo che sono ripetitivi perchè è uno ”stato di cose” che è ripetitivo ed è quello ”stato di cose”che ancora continua nonostante tutto e nonostante si creda ancora che possa essere opportuna,-parole tue-:”la creazione di un comitato che possa costituire un elemento di pressione per influenzare scelte tramite un movimento” ? A questo punto mi cheto perchè rimango veramente basito che dopo tutta l’acqua che è passata sotto i ponti su tale tema,ci siano persone che continuino a pensare che in tale situazione politica e partecipativa della gente dentro i partiti-che non esistono più-si possa costruire dal basso un gruppo di pressione per far fronte ed influenzare le decisioni prese dalla politica; ma di cosa discutiamo?Per non parlare poi che se si realizzasse tale aggregazione non sia la stessa politica che se ne appropri come sempre per dirottare l’autobus da un altra parte.Per quanto mi riguarda, i miei non hanno la presunzione di essere ”moniti”(poi verso chi o diretti a chi ?) ma solo l’espressione di quello che penso.Che può benissimo essere sbagliata od inconsistente, ma si crede proprio davvero che una nuova maggioranza che esca dalle elezioni qualunque essa sia ascolti un gruppo di pressione legato ad un movimento? Sai che risate ci fanno? Forse si tiene presente a giorni alterni a quale punto sia arrivata la democrazia politica.

  4. pscattoni scrive:

    Carlo (Sacco) faccio un’eccezione e ti rispondo. I tuoi commenti sono ripetitivi e non apportano novità rispetto ai precedenti. Il tuo atteggiamento mi ricorda un film con Troisi (https://www.youtube.com/watch?v=qAxEmlj89bc). Ecco ce lo siamo segnato coscienti del rischio di non ascoltare i tuoi moniti. Questa volta poi il solito messaggio risulta del tutto inappropriato per due ovvi motivi. La decisione che riguarda la linea direttissima Firenze-Roma potrebbero non aspettare le elezioni. Secondo motivo, anche se i vecchi amministratori fossero tutti spazzati via, la nuova amministrazione avrebbe comunque effetti minimi perché non solo non decide il Comune, ma anche perché gli attori che potrebbero influenzare la decisione (comune incluso) sono molto numerosi. Quello che viene proposto (intervento di Massimo Mercanti) è la creazione di un comitato che possa determinare un movimento su alcune scelte fondamentali. Perché ad esempio non tentare di indurre chi lo può fare a chiedere un dibattito pubblico?

  5. carlo sacco scrive:

    Scusate,ma sento che siete i primi voi a dire che tutta questa congrega è gente inaffidabile politicamente ed allora perchè si insiste a dargli credito dicendo e prospettando incontri,concertazioni,confronti…con loro?Uno dice che non comprende perchè ancora si insiste,l’altro rileva le discrasie,l’altro ancora (Fiorani) anche nella sua semplicità tecnica ma con grande visione generale delle cose,osserva con quanto aveste a rilevare anche voi ( Scattoni ed altri)riconoscendo l’incongruenza di certe iniziative e di certe proposte…ma allora ditemi…si giuoca a nascondino oppure si fa solo esercizio disquisitorio?Guardate che in fondo-e lo sapete meglio di me-che la riflessione politica quando si va a contarci(voto) può risolvere anche i casi più intecciati Non voglio dare lezioni a nessuno,ma mi appare che su tale questione sia diverso tempo che ci si ”incischi” sopra.Bisogna dire che purtroppo che la fotografia dell’Italia che ne scaturisce è quella che fino a quando non si avvisa una riduzione del proprio spazio di libertà personale(pendolarismo)non si pone argine a nulla di tale processo deleterio.Ed il processo deleterio è quello della storia di Bertold Brecht quando parlava che i nazisti portavano via i rom,ebrei e comunisti.Lui non era nè rom,nè ebreo,nè comunista,poi vennero a prendere anche lui.Questo dovrebbe far riflettere molti.

  6. pscattoni scrive:

    Secondo me quelli ad un certo livello (diciamo sno al consigliere regionale) quello che significa un nuovo sistema di segnalazione che impedirebbe anche l’uso della direttissima negli ultimi tratti utilizzati (Figline- Firenze e Orte- Roma) lo sanno. Sanno anche che non appena quel sistema verrà introdotto dovranno far fronte con qualche scusa. Diranno che comunque loro l’alternativa l’avevano proposta e cioè la stazione in linea. Quello che per me è veramente patetico è che questa consapevolezza poi si risolva nella proposta di una stazione in linea nell’area dell’ex frigomacello. E’ per questo che non risponodono. Sanno che ci sarà molta gente incazzata e cercano di prevenire con una bufala. Che pena!

  7. Quello che non capisco nell’atteggiamento dei rappresentanti le Istituzioni è il continuo NON DARE CREDITO a coloro (in questo caso cittadini informati) che con dati di fatto offrono la possibilità di valutare soluzioni al problema. Cioè, da un lato si fanno annunci e atti formali per soluzioni come quella della Stazione di Linea (che comunque vedrà sine die la sua realizzazione) dall’altro “addetti ai lavori” che spingono, con dati alla mano, a soluzioni logiche (coppie di ETR da far fermare nelle stazioni) prima che la situazione sulla Direttissima sia compromessa definitivamente. Perché qualcuno non va a spiegare umilmente al Sindaco di turno, all’Albergatore di Chianciano, al Consigliere Regionale, che molto presto “SOLO I TRENI DOTATI DI SSB ERTMS POTRANNO CIRCOLARE TRA SETTEBAGNI E PM ROVEZZANO”? E se non capiscono cosa significa SSB ERTMS perché non chiedono direttamente alla fonte cosa significa?

  8. pscattoni scrive:

    Carlo (Giulietti), quello che il presidente dell’associazione albergatori di Chianciano non ha chiaro che la proposta Scaramelli è una soluzione che non ha futuro né dal punto di vista politico (gli equilibri politici sono ormai chiari dopo l’accordo Toscana-Umbria) che da quello funzionale.
    Non capisco perché non si debba creare uno spazio dove tutte le diverse posizioni si confrontano. Stabiliamo le regole di base e poi raccogliamo tutte le posizioni misurandole rispetto a parametri diversi: numero potenziale di passeggeri, impatto sull’economia locale, svantaggi e vantaggi per i pendolari etc.
    E’ evidente che in attesa di una scelta sia da perseguire una soluzione provvisoria minimalista (fermata di una coppia di eurostar) nell’attuale stazione dovrebbe essere sostenuta. Quello che però emerge sempre più chiaramente è che l’ipotesi di una stazione in linea dovunque la si faccia è una non soluzione, peraltro assai costosa.

  9. Carlo Giulietti scrive:

    Il presidente dell’Associazione Albergatori – Federalberghi Chianciano Terme, Daniele Barbetti, ribadisce la necessità di un servizio ferroviario ad alta velocità a Chiusi : – Un servizio fondamentale per lo sviluppo turistico ed economico di Chianciano Terme e del territorio, un impegno concreto che deve unire le amministrazioni, le associazioni di categoria, la politica e la cittadinanza per costruire un progetto comune. Questo l’appello di Daniele Barbetti, presidente dell’Associazione Albergatori – Federalberghi Chianciano Terme, a favore dell’alta velocità a Chiusi e nell’area Media Etruria… – (http://www.i-siena.it/2015/08/barbetti-alta-velocita-fondamentale-chianciano-terme/).
    Ma allora perché non iniziare ad usufruirne da subito, la stazione, bene o male c’è, un po’ in disuso, un po’ trasandata ma, funzionante, interconnessa da nord e da sud, basta farci fermare qualche “trenino”senza aspettare di averne una nuova per forza. Se serve, serve subito, non tra qualche anno! Che aspettiamo, proviamoci o meglio… provateci! Se poi non basta, con i soldi che avanzano dalle emergenze ambientali, che hanno la priorità e da tutte le altre emergenze, che si faccia anche una nuova

  10. pscattoni scrive:

    I dati, cara Daria (Lottarini), sono disponibili solo in parte. In occasione del dibattito organizzato dal comitato pendolari al Teatro, chiesi all’assessore Ceccarelli i dati del movimento passeggeri nella tratta Roma-Firenze per capire se poi tutto questo flusso di treni ad alta velocità era proprio necessario. Confessò candidamente di non averli e che comunque le FS non li davano per non favorire la concorrenza di Italo. Ho più volte chiesto al deputato PD Dallai, quando lo incontravo nei suoi viaggi a Roma da Siena, se poteva ottnerli (magari tramite interrogazione parlamentare) e anche lui mi rispose che non era riuscito ad averli. Poi ci sono dati tecnici, quelli pubblicati nel famoso articolo di Luciano (Fiorani) che nessuno si è sognato di confutare. Ci sarebbero poi quelli disponibili a tutti (perché negli orari ferroviari) con i quali si può calcolare che la scelta di Farneta non funziona per Perugia. Sono tutti elementi, comunque da portare in un confronto pubblico organizzato.

  11. DARIA LOTTARINI scrive:

    In effetti Paolo anch’io mi chiedo perchè se esistono degli studi fatti con numeri verificabili non vengono pubblicati. Sarebbe una base di discussione che metterebbe a tacere i molti che ragionevolmente nutrono dubbi sull’utilità di tale operazione.

  12. pscattoni scrive:

    E’ di ieri un comunicato del sindaco di Montepulciano a a favore della stazione in linea a Chiusi (http://www.ilcittadinoonline.it/cronaca/provincia/alta-velocita-montepulciano-sostiene-chiusi/).
    I casi sono due: o esiste uno studio che ci sfugge (non i disegni in computer grafica che non servono a niente) oppure i nostri amministratori non si rendono conto della materia in discussione. È evidente che se la stazione in linea rappresentasse davvero un provvedimento tale da incidere efficacemente sul trasporto ferroviario il consumo di suolo di una stazione è una questione di importanza molto relativa. Ma è davvero così? Occorre approfondire la questione anche attraverso un confronto pubblico dove tutti possano portare elementi conoscitivi essenziali.

  13. carlo giulietti scrive:

    Sarebbe interessante conoscere il numero di persone che utilizzano ogni giorno le due frecce che fanno sosta ad Arezzo, per regolarci sulla reale possibile utenza di questa tipologia di servizio relativa alla zona di competenza. Anche se il paragone con Chiusi è poco applicabile per vari motivi.

  14. pscattoni scrive:

    x Massimo Mercanti. Si un gruppo di pressione è possibile perché a Chiusi e dintorni vi sarebbero le competenze.
    x Carlo Giulietti. L’dea di un collegamento con Perugia non è peregrina. Già ai tempi di Burlando, ministro dei trasporti, l’ex sindaco di Perugia, passato al ministero, la proposta la fece e stava per essere finanziata. Si tratta di un semplice bypass di Terentola di pochi chilometri e quindi a basso costo.

  15. Carlo Giulietti scrive:

    Sicuramente, Paolo, quello che scrivi è importantissimo, non sono entrato di proposito nell’argomento per non mettere “troppa carne al fuoco”, ma il trasporto locale, anche a lunga percorrenza, verso Roma e Firenze, tu giustamente parli anche di Perugia, che, insieme ad Arezzo è il nostro centro urbano naturale deve essere considerato “il pane quotidiano” da cui non deviare troppo anche per una ipotetica stazione rinnovata. La linea di Siena merita un discorso a parte, ma eventualmente ne parlerò successivamente.

  16. Massimo Mercanti scrive:

    Sono anni che parliamo della questione “risorsa” Stazione di Chiusi nel contesto dell’ Alta Velocità (anche su questo blog) e non se ne viene a capo. Forse sarà il caso di capire quali potrebbero essere i soggetti “altolocati” con i quali condividere le soluzioni più giuste aggregando gruppi di pressione. Forse basterebbe quel gruppo di persone che ogni volta accompagna con tanti “mi piace” le numerose interviste a personaggi istituzionali rilanciate da Facebook. Forse anche loro si stancheranno di sostenere il “nulla” rispetto a realtà, come per esempio, la stazione di Arezzo dove almeno una coppia di Frecciarossa da la parvenza di una Stazione importante…Pensiamo a progetti faraonici e nel frattempo l’edicola interna alla Stazioneè chiusa…se la mattina alle 6,30 vuoi comprare le sigarette devi farlo con le monete altrimenti non c’è resto…Insomma funi e campane ci sono…ma suonano sempre a morto…o mi sbaglio?

  17. pscattoni scrive:

    Grazie Carlo (Giulietti) per questo post così sentito. A quelli come noi che conoscono la stazione fin da bambini piange il cuore vedere questa decadenza. In contemporanea con il tuo post me ne è arrivato un altro molto più tecnico. Le prospettive potrebbero essere tante e tutte da esplorare e dibattere. Anche la lenta potrebbe rappresentare una grande risorsa se studiata insieme alle linee umbre. Con un piccolo intervento che già era stato pensato molti anni fa si potrebbe raggiungere Perugia in poco più di mezz’ora e proseguendo è anche pensabile ad una sorta di anello ferroviario che integri l’Umbria con la Toscana meridionale. Io non mi arrendo e giro la domanda a chi si candida alla guida della nostra città

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