Pala-Fuccelli: di chi sono quei 126 metri quadrati?

di Rossella Rosati

In considerazione dell’esortazione ricevuta, al fine di meglio chiarire il contenuto del precedente post sul Pala-Fuccelli , vi è la necessità di fissare alcuni “paletti” di fondamentale importanza.

Quando si parla di immobili pubblici ci si riferisce ad immobili appartenenti a tutta la comunità dei cittadini ed al servizio degli stessi, pertanto, la normativa è molto attenta nella salvaguardia di “ciò che è pubblico”.

Con specifico riferimento agli impianti sportivi di proprietà comunale, la giurisprudenza afferma che appartengono al patrimonio indisponibile del Comune, ai sensi dell’art. 826, comma ultimo del codice civile, essendo destinati al soddisfacimento dell’interesse proprio dell’intera collettività allo svolgimento delle attività sportive che vi hanno luogo. In relazione a ciò si fissano alcuni criteri per la regolamentazione della gestione di tali strutture dedicate allo sport.

L’origine del Pala-Fuccelli, almeno per quanto estraibile dall’esame documentale, parrebbe da ascriversi alla concessione del diritto di superficie di un terreno di proprietà del Comune all’allora banca “Cassa Rurale”, che si occupò dell’edificazione del Palazzetto, in favore di tutta la comunità, e della sua gestione attraverso la Coopersport P.I 00527430524, d’ora in avanti denominata “OLD”

Allo scadere del termine trentennale di concessione il Palazzetto sarebbe divenuto di proprietà del Comune, quindi, sostanzialmente di tutti i cittadini, che a loro volta, nella forma di Ente Comunale, avevano concesso il terreno.

Animati da uno spirito collaborativo si riuscì a dotare l’area di un Palazzetto dello Sport sicuramente all’avanguardia, evitando allo stesso tempo che il Comune ne dovesse sostenere i costi edificatori. All’epoca vi fu il sostegno di privati e di realtà imprenditoriali presenti nel territorio comunale affinché il progetto potesse avere un buon esito in favore della comunità, quale del resto ha avuto nel corso degli anni.

L’anno di scadenza della concessione era il 2011, ed infatti con atto pubblico del 21/04/2011 cessò il diritto di superficie ed il Palazzetto , classificato al FGL 59 part 795 sub 1 che divenne di totale proprietà del Comune di Chiusi.

Fino a qui saremmo nel pieno rispetto degli accordi se non si considera la mancata registrazione dell’atto in sede castale , che verrà fatta solamente in data 20/01/2015. Ma…..come si suo dire, “il tempo aggiusta le cose” , per cui, ciò che oggi appare evidente non lo era altrettanto nei 4 anni intercorrenti tra il 21/04/2011 – 20/01/2015 , in quanto se si fossero consultate le risultanze catastali in tal periodo il Palazzetto sarebbe apparso ancora di proprietà della OLD Coopersport. Sia chiaro, tutto ciò non inficia la validità dell’atto del 21/04/2011, solamente che il medesimo non appariva nei confronti di terzi: è come se, fatto un atto concernente una proprietà, il medesimo fosse stato chiuso in un cassetto perché, almeno in base alle risultanze catastali, nessuno doveva esserne a conoscenza.

Quindi , osservando , nell’ottica di quel periodo , da spettatori non avremmo potuto fare a meno di affermare che il Comune era , ancora , concedente , il diritto di superficie e la OLD Coopersport era proprietaria del Palazzetto. Potrebbe trattarsi di una “dimenticanza” relativa ad un bene immobile già divenuto “pubblico” in virtu’ di un atto non pubblicizzato.

Ma……. andiamo avanti …….

Il 29/10/2012 catastalmente si registra un “AMPLIAMENTO” , e cioè si riporta “un allargamento” del Palazzetto.

Le variazioni catastali richiedono una specifica delega ed asseverazione della proprietà, e considerato che con tale variazione catastale ciò che prima era classificato come al FGL 59 Part 795 , alla data del 29/10/2012 viene distinto al FGL 59 Part 795 sub 1 e sub 2 , quindi ,sostanzialmente, ciò che era unito viene ad essere “diviso”, per cui qualcuno dovrebbe aver conferito delega e controllato gli atti.

Il problema è la diversità dei soggetti che potevano rilasciare delega ed asseverazione della proprietà, stante la mancata registrazione catastale dell’atto, poiché se in base all’atto di cessazione del diritto di superficie la legittimazione spettava all’Ente Comunale , trattandosi di un bene pubblico, per il Catasto la legittimazione spettava alla “OLD” Coopersport , ancora risultante proprietaria.

….ed infatti c’è un aspetto caratteristico nelle annotazioni dell’AMPLIAMENTO ……il tempo fa da gambero e VA ALL’INDIETRO

poiché si registra:

Diritto di proprietà del Comune di Chiusi DAL 29/10/2012 AL 21/04/2011

Diritto di superficie della Coopersport P.I. 00054250527 (old) DAL 29/10/2012 AL 21/04/2011

Ciò accade quando gli atti non vengono depositati nella giusta sequenza ,che potrebbe sembrare una dimenticanza , ma che in questo caso , come in altri , influisce nella legittimazione ad agire, negli anni intercorrenti nel perseverare di tale dimenticanza, dei diversi soggetti e , se si considera che coinvolto era un Ente Pubblico, “la cosa” , almeno dal mio punto di vista , mi apparirebbe ancor più grave , stante la mancanza di rispetto nei confronti di tutti i cittadini,..……ma “la cosa” non si è fermata qui………

dal 29/10/2012 al 18/07/2018 la OLD Coopersport , registrata al Catasto con 3 denominazioni diverse, quindi in questa occasione come “Coopersport srl sede in Chiusi ”risulta proprietaria di un “immobile “ di 126 mq classificato al FGL 59, PART 795 Sub 5 Via Poggio Gallina P.T. ……..

PS Ci tengo a sottolineare , come ho già avuto occasione di farlo con alcuni personalmente , che non è assolutamente mia intenzione attribuire responsabilità a Soci della Coopersport o Persone appartenenti all’Ente Comunale , che, e di questo ne sono più che sicura , non ne hanno avuto sicuramente coscienza e conoscenza, tuttavia ritengo che il “risentirsi” di alcuni non costituisca un valido motivo per tacere e lasciar perdere quanto piuttosto l’occasione perché possano fornire gli opportuni chiarimenti a chi , come me, è curioso di sapere per comprendere.

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3 risposte a Pala-Fuccelli: di chi sono quei 126 metri quadrati?

  1. Rossella Rosati scrive:

    La questione della responsabilità civile è aspetto diverso da quanto evidenziato nell’articolo e può dipendere dal regolamento vigente tra le parti . Sicuramente al fine della determinazione aiuta sapere chi è proprietario di cosa e le modalità di gestione della stessa, tuttavia nulla toglie che le parti possano accordarsi dando una specifica disciplina e magari prevedendo l’obbligo della sottoscrizione di assicurazioni ad hoc. Il problema della responsabilità in correlazione alla proprietà e/o gestione dei Palazzetti pubblici è stata oggetto di uno specifico studio da parte del CONI : https://www.coni.it/images/rivistadirittosportivo/dottrina/07_Porzia_99-119.pdf …… comunque, non ci preoccupiamo , se non erro , nel Palazzetto , perlomeno le tegole non ci sono, facendo venir meno l’esigenza di specificare da quale punto preciso la tegola sia caduta . Poi sul fatto che anche quest’ultimo tema sia da chiarire non ci sono dubbi come non accampo dubbi in merito all’esistenza di una copertura assicurativa .

  2. pscattoni scrive:

    Mi associo alla richiesta di Rossella (Rosati). È così difficile rispondere? Sulla mancanza di trasparenza sembra esserci continuità con la precedente amministrazione.

  3. enzo sorbera scrive:

    Domanda, per capire. Allo stato attuale, chi è proprietario della particella FGL 59 part. 795 sub 1? E della sub 2? Se tutta la part. 795 era oggetto della concessione trentennale, sembrerebbe di poter affermare che sub 1 e sub 2 sono di proprietà comunale. Il fatto che un atto non sia stato registrato non toglie la scadenza 2011 del trentennio. Andiamo al sodo: se cade una tegola e colpisce un cittadino, chi paga?

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