Una gestione politica della coalizione aperta a nuove esigenze e a nuovi comportamenti

di Giorgio Cioncoloni

L’ignoranza politica degli ultimi amministratori, e i conseguenti comportamenti, hanno completamente disabituato a valutare gli aspetti politici nella gestione amministrativa, come se questi non esistessero.
Invece esistono e sono fondamentali.
I problemi messi in luce da Paolo Scattoni su Chiusiblog (http://www.chiusiblog.it/?p=39408) sono abbastanza condivisibili, perlomeno nella parte riguardante la presa di distanza del Pd dall’operato della precedente amministrazione, anche se, a dire il vero, un tentativo c’è stato, se non altro nella scelta delle persone.
Tali problemi però potrebbero non essere causati né dal sindaco né dalla giunta, bensì dalla gestione politica della coalizione. Una coalizione complessa, senza precedenti, che non ha avuto i giusti tempi di maturazione e di approfondimento e che è stata condizionata anche dall’iniziale incertezza sull’esito elettorale.
Probabilmente la voglia di concluderla, da parte di tutte le componenti, ha fatto sottovalutare gli ostacoli che si sarebbero presentati, pensando forse che l’obiettivo della vittoria elettorale li avrebbe appianati.
I contrasti di cui si sente vociferare, e che per questo vanno presi con il beneficio dell’inventario, se ci sono stati non credo siano dipesi dai nomi delle persone, bensì dal metodo utilizzato, se un metodo c’è stato.
La gestione politica di una coalizione del genere, proprio per la sua mancanza di precedenti, non può essere condotta come fosse normale amministrazione ma ha bisogno di una notevole intelligenza politica e di una mentalità aperta a nuove esperienze e a nuovi comportamenti.
Dovrebbe essere una gestione in divenire, che si definisce e si completa con l’esperienza pratica del lavoro amministrativo e della realizzazione di un programma che, almeno questo, spero sia stato largamente condiviso.
Focalizzare il giudizio, dall’esterno o dall’interno che venga, sul numero e sui nomi degli assessori fa parte di una visione politico-amministrativa classica che non si addice alla scelta inedita fatta che, in quanto tale, richiede una gestione altrettanto inedita.
L’attuale composizione della Giunta, essendo modificabile nel tempo, sia nel numero che nei componenti, può benissimo essere funzionale a far iniziare un percorso, nel prosieguo del quale può benissimo essere modificata, purché ci siano, da parte di tutti, quella maturità politica e quella responsabilità che un’esperienza del genere richiede, e che mi auguro ci siano, altrimenti c’è il rischio di provocare più danni che benefici.
Quindi, in questo momento, le fibrillazioni interne e le critiche esterne mi sembrano premature e piuttosto fuori luogo, se non addirittura strumentali.

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2 risposte a Una gestione politica della coalizione aperta a nuove esigenze e a nuovi comportamenti

  1. Luciano Fiorani scrive:

    E’ la balcanizzazione della politica.
    I partiti maggiori dell’Occidente ormai, chi più chi meno, viaggiano con consensi intorno al 20% su un elettorato ridotto alla metà degli aventi diritto.
    Chiusi non fa eccezione ed essendo un piccolo comune il voto amicale e clientelare ha un peso enormemente superiore di quanto ne ha nelle grandi città.
    Letta ha perso due terzi dei consensi che avevano preso Padoan e i 5Stelle dolo tre anni fa.
    Comunque la si pensi la realtà non andrebbe mai ignorata.

  2. pscattoni scrive:

    Concordo. Si rischia però di rimanere sul generico. Oggi il problema di una gestione politica della coalizione non legata a vecchi schemi, ma in maniera innovativa, si deve procedere con trasparenza e tempestività. Quello che non è stato fatto prima lo si deve fare velocemente subuto perché in politica il tempo non è una variante indipendente. La scelta del rinvio è di per sé una scelta politica (a mio avviso quanto mai deleteria).
    Per quanto riguarda la trasparenza sui processi decisionali basta vedere la opacità con la quale le ultime amministrazioni hanno operato.
    Possibile che i cittadini non possa sapere cosa bolle in pentola per i locali della Villetta? Se la nuova Amministrazione intenda confermare o correggere quello che è stato fatto. Una sostanziale parte della coalizione. Possiamo, 5 Stelle e SCE hanno già preso posizione. Il PD che dice?
    Che ci dicono del futuro della Fondazione Orizzonti? Qui è stato ricordato la questione della mancata riscossione dei fitti per il fotovoltaico. Chi paga i costi di gestione del Palapania?
    Mi fermo qui, ma un elenco esaustivo dei temi si può fare velocemente.

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