In memoria di Serenella Macchietti

di Paolo Scattoni

Non è semplice per me ricordare l’opera e la personalità di Serenella Macchietti in poche righe. Si intrecciano molti aspetti. Il primo, forse il più noto è quello del suo prestigio di studiosa conosciuta in ambito nazionale e internazionale. Il secondo aspetto è quello del suo impegno per Chiusi ed infine il caro ricordo di un’amica di famiglia.

Per il primo aspetto, quello della studiosa, ho pubblicato su una pagina di chiusiblog una sintesi del suo curriculum fornita da una parente che ringrazio. ( http://www.chiusiblog.it/?page_id=39215 )

Nel secondo aspetto c’è una forte relazione con il primo. In questi giorni stavo proprio leggendo un libro da lei curato “Il conservatorio di Santo Stefano in Chiusi” pubblicato agli inizi degli anni ’90. È un’opera preziosa perché c’è la storia di un’istituzione educativa che data 1785 e che senza questa iniziativa rischiava di andare perduta. Lo ha scritto in collaborazione con Antonio Maone, Gisleno Mosconi e Lucia Moretti. Il valorizzare nella sua ricerca risorse locali è stato un altro aspetto importante. Da segnalare la ricerca storica sulla scuola di ceramica di Don Manfredo Coltellini che ha permesso a molti studenti provenienti  da famiglie disagiate di accedere ad una formazione di qualità .

Il contributo di Serenella Macchietti è da molti ricordato per il suo impegno nella scuola locale e soprattutto per la sua presidenza dell’Istituto di Ragioneria che ha guidato prima di intraprendere la carriera accademica.

Sarebbe un ricordo incompleto senza menzionare le numerose persone che grazie ai suoi consigli, ma anche al suo generoso contributo di insegnante sono riuscite ad accedere ai livelli più avanzati con un diploma di scuola media superiore o alla laurea.

È stata presente in molte iniziative formative in ambito di azione cattolica e in seguito della LUBIT.

C’è poi il ricordo dell’amica di famiglia sin dagli anni ’60. Questo però è un aspetto che non può interessare il largo pubblico, ma che per me è molto importante.

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5 risposte a In memoria di Serenella Macchietti

  1. alfio fanciulli scrive:

    tre doti la rendevano speciale : la grande preparazione,la passione per il Suo lavoro, il carisma che gli consentiva di entrare il classe e ottenere il silenzio e l’attenzione di tutti.
    Grazie professoressa .

  2. Michele Busi scrive:

    Mi unisco al cordoglio per la scomparsa della prof.ssa Macchietti, ricordando in particolare il suo grande contributo alla pedagogia dell’infanzia.
    Ho avuto l’opportunità di collaborare con lei presso l’Editrice La Scuola di Brescia, dove la prof.ssa Macchietti ha pubblicato importanti volumi (tra questi “La scuola infantile tra politica e pedagogia dall’età aportiana ad oggi”; “Un capitolo di storia dell’educazione femminile nell’Ottocento: le scuole di Barbara Micarelli”; “Rosa Venerini all’origine della scuola popolare femminile”) e saggi all’interno di opere collettanee e atti di convegni.
    In particolare ricordo con affetto il suo contributo alla rivista “Scuola Materna” e alle numerose iniziative di formazione promosse per le insegnanti, soprattutto dopo gli Orientamenti per le scuole materne del 1991.
    Inoltre merita di essere ricordata per l’importante contributo alla conoscenza della pedagogia agazziana con i suoi numerosi e qualificati interventi all’Istituto Pasquali-Agazzi di Mompiano.
    Grazie professoressa di tutto, della tua competenza e della tua passione educativa: non ti dimenticheremo.

  3. carlo sacco scrive:

    Apprendo solo adesso dal post la notizia della sua scomparsa e me ne rattristo molto avendola avuta come insegnante di lettere all’istituto Tecnico F.Redi sezione staccata di Chiusi. E’ stata la persona che di più fra le altre insieme alla Prof.ssa Nicla Capitini abbia lasciato un segno nel mio percorso educativo scolastico.Negli anni passati raramente la incontravo in treno andando a Firenze e mi chiedeva notizie dei miei compagni di scuola dell’epoca e si ricordava di tutti in maniera lucidissima, i loro caratteri, gli aneddoti scolastici.Il suo modo di spiegare la Letteratura Italiana ha aiutato a tutti a comprendere l’infinito mondo dei sentimenti e della poesia dei grandi italiani che nella storia hanno lascato il segno.Lei il segno lo ha sicuramente lasciato in tutti coloro che hanno avuto la fortuna di incontrarla e credo che non ci sia soddisfazione più bella nella vita che dare qualcosa di proprio e del proprio pensiero ad un altra persona che ti stà di fronte, ascoltarla,capirla, capire le sue emozioni ed i suoi intenti,commentarli e trovarne i perchè.Serenella Macchietti era tutto questo.Una innamorata della vita, una persona riflessiva e di grande modestia ma anche di grande livello intellettuale. Grazie Serenella di tutto ciò che ci hai saputo e voluto dare ma di sicuro quello che ci hai dato resterà per sempre dentro di noi e farà parte di tutti noi.

  4. Rita Fiorini Vagnetti scrive:

    Ecco l amica Serenella sempre in prima fila anche come educatrice, formatrice dei giovani che ha continuato a seguire nei percorsi universitari,  pronta a venire incontro alle loro esigenze ed aspettative, forse rinunciando un po’ ma, senza sacrificio o rimpianto, alla sua vita privata

    Pronta, vivace, impegnata, ha amato lo studio, la cultura, nel senso più ampio del termine, quella fatta di conoscenza vera, di approfondite verifiche, alla ricerca non solo di nozioni ma piuttosto di paragoni, confronti, condivisioni

    Il rispetto per sé e per gli altri la collocava su un piano sicuramente non comune, non da tutti, senza però voler dimostrare questa sua superiorità, andando ad offendere i sentimenti dei più deboli, dei più fragili che spesso riusciva ad aiutare in modo semplice e quasi nascosto 

    Amava Chiusi e cercava nel paese le ragioni del suo modus vivendi, semplice, lineare ma completo perché fatto di emozioni, di profonde sensazioni che vanno oltre il comune senso del dovere

    Cara amica
    Mi hai sostenuto senza troppo apparire in molti momenti della mia vita  professionale e istituzionale con saggi consigli, avendo poco, forse, da parte mia, di ritorno se non affetto e stima e qualche intenso scambio epistolare

    Tutti ti ricorderanno come la bella persona che eri e molti alunni per i tuoi opportuni insegnamenti

  5. Carlo Giulietti scrive:

    A leggere questa notizia, che casualmente ho visto appena pubblicato il post su Fb, mi sono sinceramente commosso, come se avessi perso un parente o un caro amico.
    La Professoressa Macchietti, laureatasi da adulta, dopo la laurea, ebbe un incarico all’Itis di Arezzo quando io frequentavo l’ultimo anno.
    Fu una grande fortuna averla come docente, ascoltare le sue lezioni era veramente formativo, lei era quello che dovrebbe essere chi fa la professione di insegnante.
    Riuscì a farmi scoprire degli aspetti della mia personalità che neppure io ero riuscito a conoscere.
    Con tutti gli studenti aveva parole di incoraggiamento e sapeva tirar fuori il meglio da ognuno, distrarsi durante le lezioni, diceva, può essere sinonimo di intelligenza, di fantasia.
    Eravamo nei primi anni 70, e persone come lei, in questa professione, ne ho conosciute pochissime. Parecchi anni dopo il periodo scolastico, lei insegnava all’università di Arezzo, incontrandoci a Chiusi, mi chiese del mio lavoro di insegnante, le raccontai, tra l’altro, di alcuni contrasti con una persona di scuola che anche lei conosceva, la sua risposta mi fece capire un altro aspetto: “ci credo, esclamò, con la tua meticolosa precisione, come fai ad andarci d’accordo…” Rimasi sorpresissimo, io che mi ero sempre considerato campione di sprecisione, di disordine! Glielo feci notare. “I tuoi temi, ricordo i tuoi temi, le brutte copie che riempivi di correzioni e modifiche, io intendo precisione interiore, del pensiero, dell’essere” aggiunse.
    Grazie Professoressa, averla conosciuta è stato un grande privilegio!.

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