Il nodo ferroviario di Chiusi. Declino o sviluppo?

Ho chiesto ad Alessandro Fedi, macchinista e sindacalista di aggiornarci sulla situazione del nodo ferroviario di Chiusi (P.Sc.)

di Alessandro Fedi

Innanzi tutto una premessa: dal 28/12/2020 verrà attivato il nuovo sistema di segnalamento ERTMS nella tratta Firenze Rovezzano – 1° Bivio Arezzo Sud.

Questo significa che i treni che non sono attrezzati con tale sistema non vi potranno circolare. Attualmente non so dirti quanti mezzi ha la Regionale su cui è montato l’ERTMS, inevitabilmente, se non ce l’hanno, percorreranno la linea lenta anche quelli che attualmente sono impostati d’orario in DD nel tratto Figline – Firenze, ma ci sono anche dei regionali veloci che percorrono tutta la tratta Arezzo – Firenze sulla linea AV e che probabilmente non potranno accedervi.

Cosa c’entra con la Chiusi – Siena? Poco o molto, a secondo dei punti di vista. Innanzi tutto, dal 28 dicembre, la tratta Arezzo – Firenze si riduce a 2 binari per i treni non attrezzati. La direttissima non potrà più essere utilizzata indifferentemente o in alternativa dal materiale “tradizionale”, ma rimarrà tale solo per le frecce, che potranno usufruire sia dell’una che dell’altra tratta in caso di emergenza.

Per noi, vuol solo dire che ci metteremo un po’ di più di adesso per andare a Firenze.

Veniamo alla Chiusi – Siena.

Secondo me, così come è ora, la linea serve a ben poco. Scarso traffico, percorrenze poco attuali rispetto alla richiesta di mobilità ed il fatto di essere a binario unico, penalizza ancora di più i tempi perché devono essere effettuati anche gli incroci tra i treni circolanti. Infatti il traffico e l’utenza stanno sempre più scarseggiando e parecchi treni vengono sostituiti con pullman.

Da un conto sommario riferito a lunedì 30 novembre, su 17 coppie di treni nella relazione, circa il 25% delle corse sono con pullman. Pullman che, oltre ad aggravare il traffico su strada, ne risentono rispetto alla loro percorrenza. Infatti il bus più veloce è quello che parte da Siena alle 5.35 ed arriva a Chiusi alle 6.50, impiegando 1h e 1/4 con le  fermate a Sinalunga e Rapolano. Già il bus delle 9.45 da Siena, con fermate ad Arbia, Asciano e Sinalunga impiega 1h e 40’ per arrivare a Chiusi. Il treno, con le fermate ad Arbia, Asciano, Rapolano, Sinalunga, Torrita, Montepulciano, impiega 1h 24’ (regionale 6903 da Siena alle 8.04).

È palese che ferro batte gomma.

Ma rimane una velocità commerciale molto bassa: per effettuare 94 Km, il tempo impiegato di 1h e 24’ implica una velocità media di circa 67 Km/h, poco più veloce di un apecar lanciato fuori giri. La mancata elettrificazione inoltre, impone la circolazione di mezzi diesel, più inquinanti e  soprattutto meno performanti rispetto agli elettrici.

Così la Chiusi Siena serve a poco. Bisognerebbe investirci e potenziarla. Per potenziamento intendo raddoppio, elettrificazione ed adeguamento del tracciato e della sagoma limite, sia nel tratto verso Chiusi, che nel tratto verso Firenze.

In quest’ultima tratta, pare siano stati sbloccati i fondi almeno per il raddoppio Empoli Granaiolo, andando a completare il doppio binario da Empoli a Poggibonsi. Quindi, terminato questo raddoppio, rimarrebbero solo 25 Km a semplice binario tra Siena e Poggibonsi.

Per quanto riguarda invece il limite di carico, solo nel tratto Chiusi – Siena, pur permettendo il massimo carico assiale ammesso, c’è qualche riduzione di velocità su alcune infrastrutture che andrebbero adeguate, mi riferisco ad alcuni ponti ferroviari.

Sagoma e limite di carico interesserebbero il trasporto delle merci, dato che un potenziamento infrastrutturale potrebbe rappresentare una via alternativa alla tradizionale linea storica via Arezzo.

Andando via Siena, con sbocco ad Empoli verso Est, si potrebbe raggiungere Firenze tagliando completamente il caotico nodo ferroviario, dato che ci si raccorderebbe a Firenze Castello con la linea dorsale, con il tratto Montelupo – S.Donnino servito da ben 4 binari.

Raccordando la linea verso Ovest invece, sarebbe possibile raggiungere celermente i porti toscani, quelli liguri, o sboccare direttamente in Emilia percorrendo la “Pontremolese”.

La fortuna di Chiusi, in passato, è stata anche la ferrovia, inutile negarlo. Quando Chianciano era ancora Chianciano ed aveva un flusso turistico notevole, con tutto l’indotto dei trasporti e non solo che vi orbitava ed esisteva ancora la “spedizione a carro singolo”, di cui usufruivano le industrie della zona, Chiusi era anche un importante scalo merci e nodo viaggiatori. Ora, come allora, la ferrovia può fare da volano, ma non certamente com’è usata attualmente. Siamo sempre più marginali rispetto alle grandi città ed agli snodi ferroviari importanti. Le percorrenze sono troppo alte, impieghiamo troppo tempo ad arrivare nei luoghi serviti dall’AV e non è certo un freccia dispari la mattina ed uno pari la sera che possono soddisfare la reale necessità di spostarsi (non in tempi biblici) dalle nostre zone.

Tra l’altro il collegamento AV è solo per un certo periodo dell’anno e comodo per noi solo verso il sud, andare a Milano con la freccia serale obbliga a partire il giorno prima e soggiornare in hotel, così come per il rientro con partenza alle 5.00 da Milano.

Un collegamento veloce con Siena – Empoli e da lì Firenze o Pisa, dov’è l’aeroporto internazionale Galilei,  potrebbe aprire scenari nuovi per quanto riguarda i trasporti ferroviari e farebbe riguadagnare un ruolo importante a Chiusi con tutto ciò che ne deriverebbe.

Invece, la linea per Siena, nelle condizioni attuali, passata a TFT, rimarrebbe un’appendice, poco utilizzata come adesso e senza alcuna prospettiva se non quella di diventare in futuro una ferrovia turistica come la Asciano – Monte Antico o poco più, mentre invece ci vorrebbe un impulso, anche a livello politico, per effettuare i lavori necessari affinché Siena, capoluogo di Provincia, abbia i suoi collegamenti diretti e veloci con la capitale, senza dover passare per Firenze, come invece fa pensare l’ipotesi di raddoppio solo nella tratta Siena – Empoli. Tutte le zone interessate al passaggio dei binari ammodernati, gioverebbero di una svolta  dal punto di vista dei trasporti.

Purtroppo del raddoppio ed elettrificazione della Chiusi – Siena se ne parla (poco) solo in campagna elettorale e poi sparisce dai programmi per riaffacciarsi alle successive elezioni. Ecco, c’è chi il treno lo prende, ma solo per il proprio tornaconto, raggiunto lo scopo, tutti in pullman o a fare la scampagnata sul “treno natura”.

Un’idea semplice a vantaggio del nostro territorio: perché nel frattempo non raddoppiare ed elettrificare il tratto Montallese – Sinalunga, dato che lì c’è la diramazione per Arezzo di TFT (già elettrificata)?

Le corse di TFT Arezzo – Sinalunga, potrebbero essere prolungate su Chiusi e se messe in partenza da Arezzo in coincidenza con i Regionali veloci Firenze – Foligno, e viceversa per i treni verso nord, potrebbero fornire un’ulteriore possibilità, con rottura di carico ad Arezzo, di raggiungere Chiusi o Firenze, anziché avere “buchi” di orario anche  di 2 ore sulla tratta.

Inoltre, come proposto da Primapagina, con più collegamenti tra Sinalunga e Chiusi, una navetta da Montepulciano a Nottola potrebbe favorire il raggiungimento del polo ospedaliero per tutta la zona interessata della bassa Valdichiana.

Le corse ferroviarie aumenterebbero,  aggiungendo nella tratta a quelle di Trenitalia quelle di TFT, ma dove ho ipotizzato il doppio binario, quindi non andrebbero a gravare sul traffico esistente.  

Anche la scuola di Chiusi potrebbe giovarne, nel caso aumentassero i collegamenti tra Chiusi e Sinalunga, invogliando magari ragazzi residenti nella zona che orbita intorno a Torrita e  Sinalunga ad iscriversi  ai vari indirizzi proposti dall’IIS Valdichiana.

Attualmente, da quando è stato modificato l’orario, effettuando la settimana corta e quindi aggiungendo un’ora nei restanti 5 giorni della settimana, con termine delle lezioni alle 14, coloro che sono iscritti all’istituto, sono costretti ad attendere il regionale per Siena delle 15.10 per rientrare a casa. Non proprio una gran comodità, è da lodare il sacrificio che si sobbarcano questi ragazzi pur di frequentare la nostra scuola.

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12 risposte a Il nodo ferroviario di Chiusi. Declino o sviluppo?

  1. Alessandro Fedi scrive:

    Vi ringrazio per gli attestati di stima che ho ricevuto nei vostri commenti. Ho solo la fortuna di essere ferroviere da generazioni, appassionato del mio lavoro e di aver ricoperto incarichi diversi durante il mio percorso lavorativo, sono ritornato macchinista per scelta di vita. Ciò mi porta a vedere le questioni ferroviarie sotto più aspetti, che magari non sono neanche completamente esaustivi, perché, come dice ad esempio Luciano (Fiorani), per i flussi viaggiatori bisogna tener conto anche dei “mutamenti sociali ed economici intervenuti nell’ultimo decennio“, così come per le merci, il discorso sarebbe molto ampio. La ferrovia del futuro si muoverà nell’ambito dei vari pacchetti ferroviari emessi dalla UE. Certo è che l’immobilismo non ci aiuta e non può essere considerato sufficiente un collegamento AV periodico per evitare ai nostri territori una marginalizzazione purtroppo sempre più marcata. È innegabile che un potenziamento della vecchia “ferrovia centrale Toscana” costituirebbe un upgrading per i collegamenti della fascia interna della nostra Regione con indubbi benefici sui territori toccati, Siena per prima e per quelli più a margine come noi, rivedendo anche quello che si muove sulla linea lenta dato che la DD sta diventando sempre più una linea a sè.

  2. pscattoni scrive:

    Sono d’accordo con Luca (Scaramelli). Persone come Alessandro (Fedi) esperti di ferrovie come di altri ambiti dovrebbero essere valorizzate nel governo della città. Non concordo invece sulla possibilità di acquisire consenso con la propaganda, o almeno non di tutti.
    Questo articolo pubblicato appena 48 ore fa si sta velocemente approssimando alle 300 letture, numero considerevole per questo blog. Un segnale evidente di interesse anche senza panino con la porchetta.

  3. Luca Scaramelli scrive:

    Se fossi il Sindaco di Chiusi prenderei uno come Alessandro Fedi e me lo terrei stretto come consigliere riguardo la questione trasporti, ma visto che per conquistare il consenso basta far credere che la soluzione sia un freccia rossa e un panino con la porchetta perché stare a perdere tempo.

  4. pscattoni scrive:

    Sollecitato dall’indicazione di Daria (Lottarini) mi sono andato a rivedere la discussione in Consiglio comunale di quella mozione presentata in aprile 2018 e discussa in ottobre e respinta. Interessante rileggere il dibattito ed anche la mozione alternativa della maggioranza
    http://chiusi.soluzionipa.it/openweb/albo/albo_dettagli_full.php?id=13134&CSRF=5b6eb01f73b3333a7133a71facb0df6a

    Buon divertimento e buon panino con la porchetta.

  5. Carlo Giulietti scrive:

    I tempi non sono più quelli in cui “anche il re di Svezia prendeva il treno alla stazione di Chiusi”di cui scrissi all’epoca della“fantastica”idea sulla stazione in linea,però,ora più che mai ci sarebbe la necessità di puntare sul trasporto ferroviario,soprattutto per le merci.Non sono un esperto come Alessandro Fedi o altri,ma ogni volta mi sposto in autostrada,mi confermo l’idea di quanto sia assurdo muovere tutti quei camion singolarmente.
    Secondo il mio modestissimo pensiero, uno dei più grossi investimenti infrastrutturali dovrebbe interessare proprio il sistema di trasporto ferroviario, in tutta Italia.
    Per l’ammodernamento della Chiusi Siena,i tempi erano maturi anni indietro, oggi non so se porterebbe gli stessi benefici dal punto di vista del trasporto passeggeri, studenti a parte,però,con tutti gli sviluppi che propone Alessandro,se fossi un amministratore pubblico della zona,non solo di Chiusi,regionale o nazionale,un bel pensierino sopra ce lo farei, eccome!Anche qui prendendo in considerazione anche l’aspetto del trasporto merci.
    Come scrive Alessandro,purtroppo,ci si ricorda di queste cose solo per fare promesse elettorali,di quelle che si sa non diventeranno mai realtà.Ceccuzzi in occasione della campagna per il suo secondo mandato in provincia,convinse cittadini e politici locali a dirottare tutti i fondi che,all’epoca,erano arrivati per tutta la linea,sul tratto Siena Empoli con la“promessa”che finiti quelli ne sarebbero arrivati altri per la parte…

  6. pscattoni scrive:

    In poche ore ci sono state molte “visite” a questa pagina. Succede di solito quando si discute di ferrovia, stavolta molto più del solito. Il tempo medio di permanenza sulla pagina di oltre sei minuti sta ad indicare che è stato letta con attenzione.
    Gli interventi per ora sono tutti significativi. Penso che sarebbe molto utile specificare per ogni proposta le opzioni per ogni tema. In passato ho lavorato a una sito ancora esistente: chiusiaperta.it, dove, purtroppo in solitaria, ho indicato le “aree di decisione” per Chiusi, una sorta di catalogo dei problemi discussi soprattutto su chiusiblog. Sulla ferrovia ho indicato molte aree di decisione: stazione linea chiusi-siena raddoppio, stazione linea chiusisiena elettrificazione, Stazione linea Chiusi- Perugia, ecc. Per ciascuna ho indicato le opzioni, cioè le soluzioni alternative a cominciare dall’opzione zero e cioè permane la situazione attuale.
    Non voglio costringervi a leggerli, ma potremmo fare uno sforzo nell’indicare le opzioni che poi dovranno essere messe a sistema. Io comincio da “la proprietà della chiusi-siena”: 1. Situazione attuale; 2. passaggio a LFI o similare.

  7. enzo sorbera scrive:

    Dall’aspetto tecnico sottolineato da Alessandro emergono (almeno) due necessità prioritarie: una politica di mini-area (di confronto e accordo tra i comuni di Chiusi – Montepulciano – Torrita –Sinalunga) per la destinazione/creazione di investimenti che consentano di far diventare la tratta in questione una vera alternativa alla dorsale AV tra Chiusi e Firenze e una politica interprovinciale (Siena, Pisa e Livorno) che punti alla migliore raggiungibilità del porto di Livorno e dell’aeroporto di Pisa (snellendo il carico sul nodo di Firenze). Attualmente, in auto, occorrono oltre due ore e mezza per arrivare a Pisa e poco più per arrivare a Livorno. Con un mezzo più pesante si può immaginare quanto degrada la “performance”. L’apertura verso Livorno consentirebbe, in più, di abbassare le tasse portuali – che attualmente, ad es., dirottano flussi turistici da Livorno all’attracco verso Genova o La Spezia, con conseguenti riduzioni dei tempi di visita sul territorio rivierasco toscano da parte di turismo di crociera (che non amo, ma che fino a tre anni fa attraccava a Livorno) -. Dall’altro lato, bilancerebbe l’idea fiorentina (appoggiata da Giani) di potenziare Peretola e il conseguente impatto e scapito su Campi e su Pisa. Insomma, se si guardasse un po’ più lontano, avremmo modo di sviluppare alleanze anche con chi sembrerebbe poco interessato a noi.

  8. Luciano Fiorani scrive:

    Il quadro delineato con competente puntigliosità da Alessandro (Fedi) ci riporta indietro negli anni e smonta facilmente tutta la retorica che ha accompagnato la fermata dei due freccia rossa.
    Quei due treni, come viene ricordato, in realtà è solo uno, quello verso sud ed in ogni caso lasciano pressoché inalterato il problema dei collegamenti ferroviari della nostra città e di questo territori con le tre principali destinazioni: Roma, Firenze e Siena.
    Su Siena e sulla Linea Chiusi-Siena andrebbero approfonditi oltre che certi aspetti tecnici anche i mutamenti sociali ed economici intervenuti nell’ultimo decennio; Siena, con il crollo del Monte dei Paschi, l’informatizzazione e ora il telelavoro non è più un punto di riferimento essenziale e quotidiano come era appena un decennio fa.

  9. Daria Lottarini scrive:

    La nostra mozione del 2018.
    http://www.chiusiblog.it/?p=34762

  10. Daria Lottarini scrive:

    Ciò che viene affermato nell’articolo da Alessandro Fedi rappresenta le criticità fondamentali che riguardano la questione dei trasporti. Questione che non ha mai trovato spazio prioritario nell’agenda della politica locale. Non scendo nei dettagli così ben analizzati, negli anni passati il gruppo consiliare di Possiamo ha cercato più volte di portare all’attenzione del Consiglio comunale le problematiche dei trasporti e l’importanza di ridare centralità alla stazione di Chiusi. Purtroppo l’attuale maggioranza è stata completamente sorda rispetto a ciò. Una delle azioni da intraprendere, a nostro avviso, era quella di lavorare ad una politica di area. Probabilmente ci siamo arresi troppo presto come minoranza, visto che i nostri referenti locali erano cosi miopi, avremmo dovuto rivolgerci ad altri livelli istituzionali. Senza dubbio non c’è tempo da perdere ed è obbligatorio inserire questo argomento tra le priorità di chi dovrà amministrare questi territori.

  11. pscattoni scrive:

    X Massimo Mercanti. Anche secondo me l’articolo rappresenta un’ottima base per un dibattito, ma ci spero poco. Avevo chiesta ad Alessandro (Fedi) un parere sulla “regionalizzazione” della Chiusi- Siena che spesso viene data con nonchalance, mentre a me sembra una follia. Alessandro ha preso la richiesta molto sul serio ed ha confermato il mio dubbio, ma inquadrandolo in una visione strategica.
    Quello che mi conforta è che competenze sulle ferrovie esistono in loco. Bisogna attivarle.

  12. Massimo Mercanti scrive:

    Chissà se un resoconto del genere (fatto da un addetto ai lavori) farà riflettere la “governance” territoriale…o si pensa solo alla porchetta per festeggiare l’arrivo nella banchina di una stazione di un treno AV? Proprio su questo blog ne parlammo del sistema di segnalamento ERTMS che avrebbe penalizzato la percorrenza di alcuni materiali rotabili. Bhe…questo potrebbe essere un tema di “confronto” tra forze politiche nelle elezioni comunali del 2021…o c’è da aspettare il nome del candidato a Sindaco?

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