Chi sono e dove stanno i “recettori” delle esalazioni del depuratore?

di Paolo Scattoni

Grazie ad una segnalazione ho saputo della pubblicazione della risposta di ACEA alle richieste di integrazioni e chiarimenti sul progetto per il depuratore ex bioecologia. I materiali da leggere e commentare sono tanti.

Non sono un esperto ma una cosa salta subito all’attenzione anche di un non esperto come sono io. Alla richiesta della Regione di specificare i potenziali “recettori” dei rilasci dell’impianto si scrive:

(…) “è stato ampiamente descritto come l’impianto occupi una piccola porzione all’interno di un lotto all’interno del distretto industriale di Chiusi Scalo; tale collocazione rende di fatto l’impianto di depurazione ben distanziato da qualsivoglia recettore, non soltanto quelli sensibili citati nella richiesta. Unico elemento degno di rilievo è la presenza della linea ferroviaria AV Milano Roma, che fiancheggia il lato Est dello stabilimento, pur in sopraelevazione.”

Sembra che ad ACEA non conoscano l’uso del compasso. Se la distanza deve essere un chilometro bastava indicare il cerchio con raggio un chilometro.

Intanto si sarebbe visto che una parte di quella superficie ricade in territorio umbro. Forse anche quei “recettori andavano presi in considerazione. C’è poi da vedere se davvero non ci siano abitazioni e altre attività sensibili.

Molti si lamentano (è avvenuto anche pochi giorni fa) di insopportabili odori rilevati da molti abitanti delle Biffe. Nulla da dire signori di ACEA?

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2 risposte a Chi sono e dove stanno i “recettori” delle esalazioni del depuratore?

  1. pscattoni scrive:

    Lucia Lelli nel gruppo Facebook del Comitato ARIA si chiede: “(…) a che serve prendere a riferimento dei recettori sensibili così lontani, quando a pochi metri da questo impianto ci lavorano e ci vivono tante persone?”. La domanda secondo me è più che giusta. Qui secondo me possiamo applicare il concetto di “scienza di cittadinanza” dove l’impegno degli abitanti si può combinare con quello degli esperti.
    Agli avvocati si potrebbe chiedere un veloce approfondimento del concetto di “recettore” dal punto di vista delle norme statali e regionali (Toscana, ma anche Umbria). Altrettanto velocemente dovrebbero mettere a punto una scheda assai semplici con riferimenti a tipo di attività e funzioni che definiscono il “recettore”. Poi entrano in gioco i cittadini muniti di un geolocalizzatore da telefonino che provvedono a riempire quelle schede (versante umbro e toscana). Così potremo verificare quanto la relazione integrativa di ACEA risponda al vero.

  2. carlo sacco scrive:

    A proposito del puzzo e per quanto mi riguarda dico che è qualche anno che alternativamente ho segnalato scrivendo ai due giornali on line di Chiusi(Primapagina e Chiusiblog) che quando la sera d’estate ceno in terrazza che guarda la pianura verso le Biffe,spesso quando cambia il vento devo sparecchiare e rientrare a cenare in casa perchè avverto un odore dolciastro che non si confà molto col cibo che viene mangiato e gli occhi-non solo a me-iniziano a lacrimare.Questo avviene quasi tutte le sere che col bel tempo ceno all’aria aperta.Non sò a cosa attribuire tale fatto ma certamente non è il vicino di casa che apre la finestra del bagno dopo averlo usato…..Penso proprio che sia altra roba…..ma per quale motivo- mi chiedo- che un cittadino deve essere sottoposto a subire questi stati di costrizione sia della propria libertà sia nei riguardi della propria salute mi deve essere spiegato.

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