Scuola elementare: a chi giova la rissa?

scuola elementaredi Paolo Scattoni

Su una questione dibattuta qui e là sul trasferimento dei 15 iscritti alla prima elementare della sede di Chiusi Città alla ede di Chiusi Scalo, questa mattina ho inviato un commento. Devo aver fatto qualcosa di sbagliato nella tramissione perché il commento ancora non appare.

Penso di aver scritto cose sensate, ma purtroppo non ho salvato il testo. Così qui lo riprendo e lo amplio un po’.

Il mio commento partiva da un comunicato stampa dell’assessore Marchini sulla chiusura della sezione di prima elementare a Chiusi città. Ho ripreso il testo dell’assessore dal suddetto articolo e lo ripubblico qui in appendice.

Quello che non mi è piaciuto di quel comunicato è innanzitutto lo stile che credevo limitato a certe uscite alquanto inopportune del sindaco, che evidentemente ha fatto scuola.

Qualunque sia la posizione pro o contro la decisione sarebbe opportuno discuterne in maniera serena e costruttiva. I 15 bambini iscritti alla prima elementare di Chiusi Città riguardano un territorio molto ampio che comprende Montallese, Montevenere, Querce al Pino, Macciano e credo anche Rione Carducci. Quindi il disagio dovuto alla distanza è abbastanza trascurabile per i 15 iscritti. Il problema riguarderebbe invece la modalità di insegnamento che riguarda il tempo pieno. Ma è davvero così difficile confrontarsi costruttivamente sul tema. Il giudizio sul dirigente scolastico è pesante: ” La gestione scolastica di questo anno, in mano a questo dirigente “reggente”, è stata la più drammatica che si possa ricordare nella storia didattica di Chiusi.”

Sembra che si voglia cercare la rissa. Ma chi giova? Certamente non alla scuola.

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IL TESTO DEL COMUNICATO DELL’ASSESSORE

Abbiamo appreso dai genitori dei bambini iscritti alla futura classe prima della scuola primaria Edmondo De Amicis di Chiusi Città dell’Istituto Comprensivo Graziano da Chiusi che è intenzione della scuola non formare la classe prima nel plesso del Capoluogo. Tale notizia ci lascia esterrefatti, per più aspetti. Nel gennaio scorso i genitori degli alunni interessati ricevono, per mezzo mail, la conferma dell’avvenuta iscrizione al modulo da 30 ore nel plesso di Chiusi Città, iscrizione registrata e confermata anche nel portale del MIUR. Come una doccia fredda il 5 luglio, invece, tutti i genitori sono stati nuovamente contattati telefonicamente e informati che la classe non verrà formata, ma che tutti i bambini iscritti alla prima classe di Chiusi Città avrebbero dovuto iscriversi al Tempo Pieno (40 ore settimanali) a Chiusi Scalo. La scuola vuole obbligare, quindi, 15 famiglie a iscrivere i propri figli in un plesso diverso da quello prescelto e con un tempo scuola diverso, che non è adatto per tutti i bambini. Inoltre, la conferenza zonale dell’educazione e dell’istruzione, in accordo con le scuole, ha dato indicazione per il dimensionamento scolastico di Chiusi di formare per il prossimo anno scolastico tre classi prime: una a tempo pieno a Chiusi Scalo e due a tempo normale una a Chiusi Città e una a Chiusi Scalo, tre classi che sono state regolarmente concesse.

I numeri delle iscrizioni e il tempo scuola scelto dalle famiglie sono noti da mesi alla Scuola e soltanto adesso ci si rende conto delle problematiche che sono nate per un’elevata richiesta di tempo pieno? Per quale motivo obbligare 15 famiglie a questa scelta che comporta oggettivamente anche più costi per le famiglie e un’organizzazione familiare diversa? Tutte queste scelte sono fatte, inoltre, senza alcuna programmazione per i prossimi anni, non considerando gli spazi a disposizione nel plesso di Chiusi Scalo e non valorizzando il bel plesso di Chiusi Città e i suoi insegnanti. Come Comune faremo tutto il possibile, secondo le nostre capacità, affinché le famiglie possano vedere rispettata la propria scelta e che il plesso delle primarie di Chiusi Città non venga sminuito ed aggredito in questa assurda ed incompetente maniera“.

I numeri delle iscrizioni e il tempo scuola scelto dalle famiglie sono noti da mesi alla Scuola e soltanto adesso ci si rende conto delle problematiche che sono nate per un’elevata richiesta di tempo pieno? Per quale motivo obbligare 15 famiglie a questa scelta che comporta oggettivamente anche più costi per le famiglie e un’organizzazione familiare diversa? Tutte queste scelte sono fatte, inoltre, senza alcuna programmazione per i prossimi anni, non considerando gli spazi a disposizione nel plesso di Chiusi Scalo e non valorizzando il bel plesso di Chiusi Città e i suoi insegnanti. Come Comune faremo tutto il possibile, secondo le nostre capacità, affinché le famiglie possano vedere rispettata la propria scelta e che il plesso delle primarie di Chiusi Città non venga sminuito ed aggredito in questa assurda ed incompetente maniera“.

La gestione scolastica di questo anno, in mano a questo dirigente “reggente”, è stata la più drammatica che si possa ricordare nella storia didattica di Chiusi. Il consiglio di istituto inerme e silenzioso non può e non deve acconsentire supino alla disfatta dell’Istituzione Scolastica di Chiusi, che sempre ha vantato elementi di eccellenza e che sempre è stata considerata punto di riferimento di tutta la zona. Prima di pensare a pirotecnici cambi di orario, prima di pensare alla settimana breve, si tuteli e si difenda il Plesso di Chiusi Città, si tuteli e si difendano tutti i plessi chiusini nella loro diversificazione dell’offerta didattica, si tuteli e si difendano i sacrosanti diritti delle famiglie e si ascoltino le loro esigenze. Il Comune sarà al fianco delle Famiglie e si farà sempre portavoce della loro difficoltà”.

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7 risposte a Scuola elementare: a chi giova la rissa?

  1. silvia culicchi scrive:

    Vorrei segnalare questa comunicazione, trovata ieri sera nel sito della scuola: http://www.icchiusi.scuolevaldichiana.org/index.php?option=com_content&view=article&id=484:chiarimenti-dichiarazioni-su-scuola&catid=2&Itemid=101
    Luogo e modi decisamente consoni a quelli di un’istituzione.

  2. rigutini arnaldo scrive:

    Quindi i contrari alla settimana corto erano a malapena 15.. che figura :-)! cmq non è il preside che non la vuole è la legge che lo impone! https://www.orizzontescuola.it/numero-alunni-classe-buona-scuola-potranno-sparire-classi-pollaio/
    La buona scuola parla Chiaro:
    Scuola Primaria (art. 10 DPR 81/2009)
    Le sezioni della scuola Primaria sono costituite con un numero di alunni non inferiore a 15 e non superiore a 26, salvi i casi di presenza di alunni disabili. Eventuali iscritti in eccedenza dovranno essere ridistribuiti tra le diverse sezioni della stessa scuola, senza superare il numero di 27 alunni per sezione.
    Nelle scuole nelle quali si svolge il tempo pieno, il numero complessivo delle classi è determinato sulla base del totale degli alunni iscritti.
    Nelle scuole e nelle sezioni staccate funzionanti nei comuni montani, nelle piccole isole e nelle aree geografiche abitate da minoranze linguistiche possono essere costituite classi, per ciascun anno di corso, con un numero di alunni inferiore al numero minimo previsto e comunque non inferiore a 10 alunni
    Le pluriclassi sono costituite da non meno di 8 e non più di 18 alunni.

  3. pscattoni scrive:

    Concordo con quanto scritto da Silvi Fuschiotto. Questo è un caso che deve essere opportunamente discusso con l’autorità competente e cioè il Provveditorato. Sembra quasi che si cerchi di sollevare clamorosamente un caso, quando invece sarebbero tante altre le cose a cui dedicre tempo come ad esempio la questione del carbonizzatore.

  4. Silvi fuschiotto scrive:

    Mi pare opportuno puntualizzare che l’ultima parola sulle classi compete al provveditore, che siede a Siena, che guarda i numeri, che poco considera il singolo caso, così come accade per tutti i servizi, esempio per i servizi ospedalieri (cosa ben più grave ma per cui non ho visto simili levate di scudi). Detto ciò, la decisione non può essere dipesa dalla scuola ma calata dall’alto e quindi sarebbe necessario stringersi la mano e andare a Siena d’amore e d’accordo a parlare al provveditorato.
    Invece no! Guerra alla scuola. Guerra a quella cosa in cui tutti possono mettere bocca perché tanto ci sono stati anche loro! Ho letto e sentito cose che devo dimenticare ogni qualvolta varco la soglia della scuola per andare a lavoro! Ho fatto il diavolo a quattro per ottenere il trasferimento nella scuola del mio Paese e nel sentire le parole sprezzanti del primo cittadino nei confronti di quello stesso Istituto che mesi prima aveva decantato mi sono sentita male. Male, talmente male che le budella tornano a torcersi ogni volta che leggo cose simili! Fermatevi, riflettete e datevi una calmata che a Siena delle vostre ridicole diatribe non gliene pole fregare di meno…anzi. (Ma questa è opinione personale) a Siena di queste scuole periferiche non importa proprio niente! Una brutta pagina per tutti: scuola e cittadinanza, quella interessata in prima persona e quella che si diverte a sputare odio su Preside e insegnanti. I vostri figli osservano e imparano, anche, da voi! Occhio!

  5. Rossella Manfridi scrive:

    I dati del Rapporto Invalsi evidenziano “innegabili motivi di preoccupazione”. Lo ha detto il Ministro dell’Istruzione Bussetti, alla presentazione dei dati delle prove Invalsi oggi alla Camera. Un terzo degli studenti “bocciato” alle prove di italiano e di matematica. Uno dei motivi per cui gli studenti del Sud si sono mostrati come maggiormente deficitari nelle prove viene individuato nella mancanza del tempo pieno o tempo prolungato.
    L’altro aspetto da considerare è quanto espresso dallo psicologo Crepet , condiviso anche da altri intelletti autorevoli quali Galli della Loggia o Scotto di Luzio , quale “ La scuola deve recuperare autorevolezza e per far questo occorrerebbe che i genitori fossero allontanati dalla stessa in modo che gli insegnanti possano tornare ad assolvere il loro compito. I genitori si sono sentiti alla pari con chi è in cattedra da 30 anni e questo è stato un disastro “
    “Compito della scuola non è insegnare la democrazia, ma dotare lo studente di strumenti che gli consentano di costruirsi liberamente un proprio modo di stare nella sfera pubblica” Ci troviamo di fronte a chi troppo spesso strumentalizza politicamente intervenendo con giudizi che privano la scuola di quella autorevolezza che le deve essere riconosciuta , dimenticando che la scuola non è costituita da un individuo ma da un collegio che ogni giorno s’impegna per sviluppare la libertà di pensiero e la competenza, a meno di non voler essere ancora il fanalino di coda…

  6. Fabri Camastra scrive:

    Chi giudica malamente il ‘peggio’ additandolo ad esempio di cosa non buona commette il fatale errore di valutazione dato dal fatto che al peggio non vi è fine.

  7. Bonella Martinozzi scrive:

    “La gestione scolastica di questo anno, in mano a questo dirigente “reggente”, è stata la più drammatica che si possa ricordare nella storia didattica di Chiusi.
    Questi toni contro il Dirigente Scolastico sono inaccettabili, ricordo ancora il ” l’assemblea è mia e do il microfono a chi voglio” pronunciata dal Sindaco dopo aver tolto di mano il microfono al Dirigente

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