Ascoltare gli alberi: un esperimento vicino a noi

monityoraggio alberodi Paolo Scattoni

Niente so del gruppo umbro Margaritelli che spazia dall’industria ferroviaria a quella del legno.  Quello che mi ha colpito, navigando in rete, è un’interessante sperimentazione svolta nella proprietà Margaritelli di un’area a bosco di 150 ettari nel comune di Piegaro a confine con Città della Pieve.
Si tratta di un progetto scientifico proprio sugli alberi di quest’area, inserito in uno studio internazionale denominato TRACE (Tree monitoring to support climate adaptation and mitigation through Pefc certification).
Si tratta di capire come reagisono gli alberi ai cambiamenti ambientali che li circondano compreso il riscaldamento della terra.
Sono stati applicati sensori assai sofisticati su alcuni di questi alberi e dai risultati di queste rilevazioni continue è possibile ricavare anche elementi per una migliore gestione del bosco.
Di questo progetto si è molto scritto anche in relazione a un’applicazione artistica che ne è derivata. Il musicista Federico Ortica è riuscito a creare un’applicazione che traduce le risonanze degli alberi.
Quello che è stato fatto può ispirare anche l’attività dell’associazione Innovazione Locale. Ricordo che in uno dei corsi sul microcontrollore Arduino nella prima lezione si chiedeva agli studenti di immaginare applicazioni su oggetti più disparati. Anche l’albero era fra questi, magari un monitoraggio che  permettesse di misurare acuni prametri (crescita, produzione di ossigeno, acquisizione di acua, ecc.) ma un’applicazione musicale non è mai emersa.

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7 risposte a Ascoltare gli alberi: un esperimento vicino a noi

  1. Enzo Sorbera scrive:

    Bonella, i sensori di cui disponiamo non permettono rilevamenti affidabili in ambienti en plein air come una via di comunicazione (dovremmo associarli ad anemometri ed altri attrezzi per poter avere affidabilità con gradi di confidenza accettabili). L’idea è buona, ma tecnicamente, almeno per il momento, impraticabile -a meno di non “accontentarsi”, ma non è mai stato il nostro caso -.

  2. carlo sacco scrive:

    Appena la febbre mi scende sotto 38 ,50 vedo di metterci le mano se posso, ora non è proprio possibile.Tanto era solo un commento e non una cosa urgente.

  3. Paolo Scattoni scrive:

    x Crlo Sacco. Ora l’intervento di Enzo Sorbera è ripubblicato. Avevi intenzione di commentare se non sbaglio.

  4. Bonella Martinozzi scrive:

    Mentre la Regione Toscana ha autorizzato l’uso di 29 pesticidi https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/02/18/qualita-delle-acque-la-toscana-autorizza-luso-di-29-pesticidi-cosi-la-regione-da-il-cattivo-esempio/4974434/ migliaia di ragazzi , in tutte le città del mondo, hanno organizzato scioperi e manifestazioni per chiedere interventi urgenti della politica sui temi ambientali https://video.repubblica.it/mondo/greta-la-giovane-attivista-per-il-clima-davanti-a-juncker-stiamo-sistemando-il-vostro-caos/327649/328250
    Per calarci nella nostra piccola realtà quotidiana , posto che si parla di centraline che rilevano la qualità dell’aria , chiediamo se è possibile un monitoraggio della qualità dell’aria in Via Cassia Aurelia a Chiusi Scalo , considerata anche l’Ordinanza N° 40 del 09/05/2009 emessa dal Sindaco del Comune di Chiusi e diretta a regolare il traffico dei mezzi pesanti all’interno del centro urbano , a seguito dei rilievi compiuti dalla Polizia Municipale che evidenziavano la necessità di migliorare la sicurezza della circolazione e la qualità della vita all’interno dell’abitato

  5. pscattoni scrive:

    Non so perché sia sparito, ma l’ho pubblicato di nuovo.

  6. carlo sacco scrive:

    Avrei voluto rispondere a Enzo Sorbera che è intervenuto sul tema ma l’articolo è stato rimosso e non c’è più.Perchè ?

  7. enzo sorbera scrive:

    Molto interessante. Il Trace ha riflessi anche sul nuovo codice degli appalti – vedi https://www.pefc.it/ e https://www.pefc.it/images/stories/Documents/Manuale-GPP-PEFC-2018.pdf -. Immagino che si tratti di un progetto che ha da gestire una quantità di dati esagerata. Quello che mi interessava, però, è il possibile ritorno su progetti di Innovazione Locale. Per esperimenti di calcolo numerico con Octave, qualche tempo fa ho fatto ricorso a HDF5, uno strumento messo a disposizione dal National Center for Supercomputing Applications dell’Università dell’Illinois. Si tratta di un “ecosistema” come lo definisce Andrew Collette che permette di strutturare dati scientifici in formati aggregati secondo modalità proprie dell’ambito disciplinare interessato. In sostanza, HDF5 è un meccanismo che permette di memorizzare enormi quantità di dati omogenei con un modello dati organizzato gerarchicamente ed etichettato con metadati definiti arbitrariamente dall’utente. Così, ad es., per riprendere un progetto dell’associazione, potrebbe essere utilizzato per memorizzare più punti di rilevazione dell’aria e con una cadenza temporale (il delta-T della fisica  ) di mettiamo 10 secondi. Significa che, in fondo alla giornata, avremmo una quantità di dati esagerata. Ne parlerò in un prossimo articolo per il blog. L’interessante di questo ecosistema è che può gestire strutture fino all’esabyte di dati e, oltre che con Matlab e Octave, può essere programmato con Python.

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