Un corso sperimentale che merita attenzione

IMG_20180724_113904di Leonardo Beati, Paolo Bright Eluonyeobia, Giovanni Progress Onyeka

Oggi 24 luglio presso i locali della parrocchia si è tenuta la prima lezione di un corso Arduino molto originale.Il docente del corso è George Onuoha, che è un ospite della casa di accoglienza di Chiusi Scalo per richiedenti asilo.

Su chiusiblog il tema dei corsi di Arduino è stato più volte trattato. Infatti è stato il primo corso di Laboratorio Ambiente.

È interessante sottolineare che ggli studenti sono anch’essi in parte di provenienza dal centro di accoglienza per richiedenti asilo, Ma insieme a Paolo e Giovanni ha partecipato anche Leonardo che è un chiusino DOC

Il docente George Onuoha è arrivato in Italia con un barcone appena 11 mesi fa. Ha velocemente imparato l’italiano e ora può fare il docente di questo corso dopo aver frequentato quello organizzato da Innovazione Locale. Per questo corso è stato facilitato dalle sue precedenti conoscenze di elettrotecnica ed elettronica maturate in Nigeria.

Già dalla prima lezione si può ipotizzare un certo ottimismo per il futuro. Con altre 12 ore di lezioni gli studenti acquisiranno le necessarie competenze per passare alla realizzazione di progetti.

Questa voce è stata pubblicata in CULTURA, ECONOMIA, SCUOLA. Contrassegna il permalink.

8 risposte a Un corso sperimentale che merita attenzione

  1. pscattoni scrive:

    Sul futuro del corso ci sono buone notizie. I due richiedenti asilo trasferiti in un primo momento a Radicondoli hanno avuto dalla Prefettura l’autorizzazione ad essere ospitati nella struttura della Misericordia di Cetona. Questo permetterà loro di seguire il corso ed essere coinvolti nelle attività che seguiranno. A giorni il nuovo calendario delle lezioni.

  2. pscattoni scrive:

    I complimenti di Carlo (Giulietti) me li prendo un po’ anch’io. Arrivare a questo risultato c’è voluto tempo ed oggi c’è un richiedente asilo che è in grado di insegnare un argomento non semplice come Arduino.
    Purtroppo questo esperimento potrebbe morire sul nascere perché gli ospiti della Casa di Accoglienza di Chiusi Scalo sta chiudendo i battenti e gli ospiti redistribuiti anche in altre strutture lontane da Chisi. Speriamo bene.

  3. Carlo Giulietti scrive:

    Progetto esemplare, complimenti, anche l’iniziativa non dovrebbe essere lasciata solo a volonterosi, come in questo caso, ci vorrebbe un piano che mettesse a disposizione di queste persone opportunità simili, anche in altri settori, in modo da non farle stare mesi o anni a “morire di inedia”.
    Non penso che tra loro ci siano tanti che affrontino tutte le difficoltà che, almeno in parte conosciamo, per poi stare tutto il giorno con le mani in mano e tirare a campare. Poter offrire una qualche formazione sarebbe utile anche a chi, poi, dovesse successivamente decidere o venisse fatto rientrare al proprio paese.

  4. pscattoni scrive:

    Maria (Spina) i tre giovani nigeriani questa iniziativa se la stanno gestendo da soli anche se con l’aiuto dell’associazione Innovazione Locale e alcuni di noi. Vediamo come si svilupperà l’iniziativa. L’idea è quella di uno spazio di collaborazione gestito anche da loro.

  5. maria spina scrive:

    Finalmente una notizia che riguarda la possibilità di incanalare “per il verso giusto” le capacità che moltissimi, fra questi giovani, possiedono. Ci dovrebbe essere un “fiorire” di cose analoghe!!!

  6. pscattoni scrive:

    Un ragionamento che non fa una piega il tuo Roberto (Turi). Tu da anni presiedi una ONG che si dedica da anni all’assistenza legale degli immigrati e ne sai certamente più di me. George Onouha è arrivato 11 mesi fa su un barcone con qualche panno addosso. Unico possesso era quello che conteneva la sua testa. I responsabili della struttura di accoglienza mi chiamano e più meno mi dicono “Questo ragazzo è laureato, tu che sei docente universitario lo devi guidare all’integrazione”. Per la lingua pesco in famiglia avendo un figlio che si sta per laureare nell’insegnamento dell’italiano come seconda lingua. I miei colloqui invece hanno riguardato i temi della sua laurea: economia. Quasi per caso, soprattutto per fare un po’ di pratica di lingua lo invito a partecipare al corso Arduino. Poi un altro amico gli regala il suo portatile in via di dismissione. Scopro poi che George realizza applicazioni con Arduino sulla base di un manuale in inglese. Possibile? Scopro che George è figlio di un elettrotecnico che se lo portava dietro a lavoro e quindi in quel contesto ha maturato competenze in quel campo. Oggi tenta l’esperienza da docente in un corso su Arduino. Tutto per una serie di concidenze fortuite che hanno accompagnato le notevoli capacità di George.
    È mai possibile che in questo cambiamento epocale della nostra società si debba procedere a tentoni, da dilettanti allo sbaraglio, come me in questo caso.

  7. Roberto Turi scrive:

    Mi occupo di legalità e di processi d’integrazione, credo che oggi più che mai il tema centrale e proprio questo, non dobbiamo chiuderci a riccio pensando di salvare il proprio “orticello” ma arricchire la società che può e deve utilizzare al meglio la conoscenza delle persone. Siamo alle solite il clamore impresso da quello che non conosciamo ci rende vulnerabili e nel 2018 stiamo ancora cercando la soluzione invece di cogliere l’opportunità!!!

  8. pscattoni scrive:

    Io c’ero e sono felice per esserci stato. Di questi tempi si parla tanto di immigrati come di cose. “Quanti ne prendiamo noi, quanti se ne prendono gli altri”. Il fatto che siano PERSONE con tanti problemi ma anche con potenzialità non sembra interessare. Auguri ragazzi!!!!!

I commenti sono chiusi.