Perché Renzi ha vinto (secondo me)

 di Raffaello Battilana

 Con tutto il rispetto e la stima che ho per Paolo (Scattoni), aver scritto un post sul Sindaco di Casal di Principe, nei cui confronti nutro sentimenti di grandissimo apprezzamento, dopo il risultato delle elezioni europee e amministrative di domenica scorsa, è come andare al cinema a vedere un capolavoro e fare commenti positivi sulla bravura di uno dei truccatori.

Mi vorrei soffermare invece sul perchè il risultato di queste elezioni potrebbe rappresentate una novità molto importante per l’Italia. Per la seconda volta nel dopoguerra un partito politico supera il 40%, dopo la DC. Per la prima volta un partito della sinistra supera, in Italia, il consenso del 33-34% raggiunto da Berlinguer e Weltroni. Per la prima volta il partito della sinistra riformista italiano è il partito che ha più peso nel Partito dei Socialisti e Democratici europei.

 Per la prima volta il PD raccoglie consensi nel Nord produttivo e addirittura nel Nord Est delle partite IVA , prima democristiano e poi leghista. Tutto questo perchè il Segretario – Presidente è un attore più bravo di Grillo e Berlusconi? Intanto mi permetto di far notare che sconfiggere Berlusconi per via elettorale non era stato in Italia così facile: ma di questo ci siamo già dimenticati. Sul piano della gestione del palcoscenico poi, Grillo non credo abbia niente da imparare da nessuno. Quindi, a mio avviso, c’è qualcosa di più.

 Intanto è indispensabile che a sinistra si smetta di considerare la capacità di comunicazione un difetto, solo perchè è stata introdotta nella politica italiana dal cavaliere. In una società che alcuni intellettuali definiscono liquida, il rapporto diretto tra elettore e leader (altra parola ostica alla sinistra) è fondamentale.

 E Renzi ha saputo rassicurare e, soprattutto, far intravvedere una via d’uscita senza mandare tutto all’aria, come invece ha comunicato Grillo. Anzi, dirò di più, ha introdotto in politica la categoria della speranza. E’ vero che la speranza è molto vicina alle promesse irrealizzabili, ovvero alla vendita di fumo, ma è anche vero che avere come orizzonte solo la rabbia può accontentare molti, comprensibilmente inferociti nei confronti delle varie caste moralmente indegne, ma ne spaventa ancora di più.

 Gli 80 euro corrisposti a maggio a coloro che hanno un reddito tra 8.000 euro e 28.000 euro lordi sono stati sicuramente “venduti” bene, ma anche la Banca d’Italia ha riconosciuto che possono avere riflessi positivi sulla ripresa della domanda interna. E qui veniamo alla famosa frase di Clinton “It’s the economy, stupid”, per dire quanto incidano sulla scelta degli elettori le proposte economiche, che più di altre hanno riflessi diretti sulle condizioni materiali di vita della popolazione.

 Allora bisogna riconoscere che qui Renzi è un profondo innovatore rispetto all’armamentario tradizionale della sinistra, anche di quella riformista. L’imprenditore, che rischia personalmente e trae profitto da una attività lecita e rispettosa delle Leggi, non è uno sfruttatore, ma contribuisce, insieme ai propri dipendenti, a creare ricchezza.

 La pressione fiscale in Italia ha raggiunto livelli non più sopportabili e non può essere aumentata. All’egualitarismo dei punti di arrivo viene preferita l’eguaglianza dei punti di partenza e la considerazione del merito personale. Da qui l’importanza assegnata alla scuola.

 Certo questo lascia spazi a sinistra che saranno riempiti da tutti quei pezzi di società antagonista, radicale e intellettualmente molto esigente che comunque storicamente rappresenta una minoranza, molto qualificata, ma pur sempre minoranza.

 Per quanto riguarda il fenomeno 5 Stelle, a mio avviso ha rappresentato e rappresenta un utilissimo stimolo di lotta alla corruzione, agli sprechi e ai costi della politica senza il quale i partiti non si sarebbero sicuramente messi in movimento. Rimane a mio avviso il limite gigantesco di non avere orizzonte culturale e politico diverso dalla lotta alla Casta.

 E l’annullamento delle differenze tra destra e sinistra, che così tanto ha influito sulla raccolta di un consenso trasversale di proporzioni straordinarie, si dimostrerà in futuro un grande elemento di debolezza. Ovviamente secondo me.

 

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16 Responses to Perché Renzi ha vinto (secondo me)

  1. carlo sacco says:

    Paolo, dietro al malcostume e dietro la volontà politica di non combatterlo, o di non combatterlo al punto di fare quadrato intorno ad esso,si cela la volontà politica che poi porta alla conclusione che vi sia instaurata una ”casta”.Se la casta la esamini pezzo per pezzo verranno fuori solo personalismi( i nomi degli inquisiti) per cui non si arriva a nulla nella procedura per il risanamento.Occorre che nell’assetto politico-culturale non si abbiano crepe attraverso le quali passi come oggi passa l’arricchimento illecito e la devoluzione ai partiti,ai quali restano solo le grandi opere, ma anche quelle più piccole per lucrare e mantenere la priorità politica e sociale.In questo senso la partecipazione della gente è doverosa nel piano delle decisioni.Noi andiamo a votare poi il nostro costume culturale è quello di lasciare il campo sgombro agli eletti,che fanno i cavoli loro e del partito che rappresentano.Questo è’ un terreno di cultura che deve essere sottratto e cancellato ai partiti ..I partiti tutti, fin’ora hanno detto no, con gli atti ! La loro responsabilità sulla nascita del grillismo è l’unico sfocio comprensibile che la gente concepisce.Nulla più diventa difendibile !

  2. pscattoni says:

    Si certo ma è un’altra cosa e richiede azioni diverse. Sulla corruzione sono sempre della convinzione che se non c’è un controllo sociale le “esecuzioni” sono soltanto un’illusione di soluzione. Cina docet.

  3. Lo so che quei libri li hai letti, anzi qualcuno me lo hai consigliato tu.
    Sul che fare mi pare che ci sia materiale sufficiente, da norme specifiche anticorruzione (interdizione perpetua dai pubblici uffici, impossibilità per le aziende coinvolte di partecipare a nuovi appalti pubblici, restituzione del doppio del maltolto, reintroduzione del falso in bilancio, esclusione dei reati di corruzione dai soventi indulti e decreti svuota carceri, incentivazione di pratiche di trasparenza e partecipazione…) a campagne mirate per la sensibilizzazione dei danni e dei guasti prodotti dalla corruzione. Davigo ha dimostrato di avere qualche idea in proposito.
    Ma torniamo sempre lì: non si fa nulla o troppo poco e il perchè a me sembra evidente.
    Sulla questione del vitalizio ai condannati per mafia non penso che sia solo malcostume, ed è comunque un segnale inequivocabile nella direzione sbagliata.

  4. pscattoni says:

    Luciano (Fiorani) spero che mi crederai se ti dico che quei libri li ho letti (quelli di carattere giornalistico) e studiati (quelli accademici). Che cosa sia la corruzione lo dicono. Sono un po’ più reticenti sul come combatterla. Nel mio commento tentavo di rilanciare un dibattito sul come si possa affrontare la situazione attraverso partecipazione e trasparenza, quello che potremo chiamare controllo sociale.
    Poi occorre mettersi d’accordo sulle definizioni. Il vitalizio non è corruzione perché stabilito per legge. E’ “soltanto” malcostume.

  5. Su cosa sia la corruzione, che danni produce, quali costi abbia, chi ne sono i beneficiari esiste una bibliografia sterminata che ha in Cazzola, Dalla Chiesa, Cicconi, Bobbio, Travaglio alcuni dei nomi più in vista.
    Così come è chiaro quello che andrebbe fatto.
    Il guaio è che i partiti non lo hanno fatto perchè questo sistema è funzionale al loro modo di essere. E per la stragrande maggioranza dei cittadini la corruzione non è vista come un problema centrale. Quindi si va avanti tranquillamente perchè i voti non si perdono per la corruzione (Siena docet).
    Un emendamento presentato dai 5Stelle proprio in questi giorni proponeva l’abolizione del vitalizio ai politici condannati per mafia (Tipo Cuffaro e Dell’Utri). L’hanno presentato in Sicilia e al Parlamento nazionale.
    In Sicilia tutti i partiti hanno votato contro e a Roma solo la Lega si è unita ai 5Stelle.
    Ma di cosa si vuol ragionare?

  6. pscattoni says:

    Negli anni ’90 si disse che la corruzione dipendeva dalla voracità dei partiti. Dopo Mani Pulite i partiti non hanno più avuto la pervasività di prima, ma gli uomini impegnati nei partiti hanno continuato a rubare per se stessi. Qualche volta vanno in galera e speriamo che, una volta accertati i fatti, ci rimangano a lungo. La repressione è importante, ma da sola non risolve. in Cina i corrotti vengono condannati a morte e di esecuzioni ce ne sono a centinaia ogni anno. Anche lì, però, il problema non è risolto. C’è bisogno che i processi siano aperti il più possibile e che quindi ci possa essere controllo da parte di tutti. Per questio credo sia grave il “nascondere” e il “non chiedere” o comunque il non chiedere abbastanza.

  7. carlo sacco says:

    Non è che non la vedono la montagna di sudicio Luciano,la vedono e lo sanno benissimo che questo genere di cose funziona così e che questo sistema impostato non sul merito ma sui soldi e sull’avere,deve per forza ed inevitabilmente funzionare così, a danno di molti ed a beneficio di pochi. Finchè i poveri non si ribelleranno ed abbracceranno una fede politica diversa da quella odierna della sopportazione,della compassione,dell’avere il pensiero paralizzato e lenito da coloro a cui serve paralizzato e lenito,la storia ci insegna che coloro che detengono il potere non lo cederanno perchè convinti dall’ingiustizia sociale che si riproduce.Tanto per arrivare ad un altra citazione” che è del 1848 di Karl Marx che credo tutt’ora valida:” L’unica cosa che può spazzare via questo stato di cose è una rivoluzione”.

  8. Quando ho scritto le righe del commento precedente nulla sapevo del nuovo scandalo “Mose”. L’ho appreso stasera dal telegiornale.
    Pd e Pdl ancora uniti nelle mazzette. Possibile che tanti acuti osservatori non vedano questa montagna di sudicio che ci sta affogando?
    O si sono convertiti al pensiero di quello che disse “Che vuoi che sia qualche mela marcia”.

  9. carlo sacco says:

    Caro Lele,non amo le citazioni ma a questo proposito e per confronto valoriale trovo sia meglio usare parole di altri.Tre citazioni:”Un uomo riesce a pensare a seconda del modo in cui si procura da vivere”.Il secondo detto è quello che ” la democrazia non è affatto il suffragio universale”,così tanto sbandierato perchè tutti votino e determinino le libertà individuali e collettive”.Spesso,e lo vediamo anche nel mondo globalizzato,le socialdemocrazie sono le società più egoiste e retrive al cambiamento e si comportano manovrando perchè lo sviluppo continui a manifestarsi solo dentro i loro paesi.Nelle socialdemocrazie il numero degli esclusi da diverse decadi è in crescita sempre più veloce.La loro quantità aumenta in tutto il globo,anche in quello occidentale,prorio in quello che tu dici che”non ci stai a buttarlo all’aria”e che ha impresso il suo modello di sviluppo-sottosviluppo nella storia a tutte le nazioni.”Ricordati a questo punto del primo detto…..la terza:”Spesso il termine Utopia è la maniera più comoda per eliminare quello che non si ha voglia,capacità o coraggio di fare.Un sogno sembra un sogno fino a quando non si comincia da qualche parte…solo allora diventa un proposito….cioè qualcosa di infinitamente più grande.”Quest’ultima citazione non è del nessuno Carlo Sacco,ma di Adriano Olivetti.

  10. Ci sono brandelli di verità (o aspetti condivisibili) in ogni intervento ma qui e oggi due sono le questioni dirimenti a mio avviso: la legalità e la riduzione delle distanze sociali.
    Mentre si discute sui metodi, nel merito, si procede allegramente in tutt’altra direzione. O la cronaca delle ruberie, degli scandali, delle mafie e dell’impoverimento di sempre più ampie fasce della società la leggo solo io?
    C’è qualcuno tra noi che sogna di armarsi e dare l’assalto ai palazzi del potere?
    I cambiamenti, anche quelli più radicali, non possono che essere un processo pacifico (salvo traumi della storia che personalmente non auguro).
    Ma qui stiamo assistendo all’inveramento della “maledizione di Pintor” e, immagino che se ne sia consapevoli, il tempo lavora contro di noi.
    Quanto alla Dc concordo con Paolo, e aggiungerei che ci stiamo sorbendo anche il peggio della tradizione comunista italiana.

  11. pscattoni says:

    Condivido in parte le considerazioni di Lele (Battilana). Anch’io sono, come Lele (Battilana), un incrementalista convinto. C’è però un punto che deve essere evidenziato: la qualità del processo incrementale. Se il metodo è quello dell’apparire, degli effetti speciali, della grattatrina alla pancia e così via, il risultato sarà un cambiamento che non va nella direzione giusta. Magari caro Sandro (Lanzani) questi fossero all’altezza della migliore DC: dei La Pira e dei Moro. Ci metterei la firma. Purtroppo qui siamo ai peggiori democristiani passati per la cura Berlusconi.

  12. Ringrazio innanzi tutto gli amici storici per gli interventi e provo a fare qualche ulteriore considerazione. A Paolo (Scattoni) e Luciano (Fiorani) dico che anche a me l’uso smodato dei media provoca fastidio e preferisco l’understatement all’egocentrismo, ma sono convinto che non siano questi i pericoli maggiori. Da tempo sostengo che Renzi ha un carattere molto decisionista che rischia di sconfinare nell’uso eccessivo dell’autorità, che potrebbe produrre un eccesso di autoritarismo all’interno del PD e nel Paese. Credo quindi utile un sano pluralismo nel partito e una robusta opposizione nel Paese. A Carlo (Sacco) e Alessandro (Lanzani) dico che tra le nostre idee giovanili di uguaglianza e di riscatto dei più deboli ed il momento attuale c’è di mezzo, oltre le vicende personali, il crollo del comunismo. Mi scuso se nei miei commenti ritorno spesso su questo fatto storico. Ma da allora in poi non ho più avuti dubbi nel preferire i miglioramenti graduali nella libertà delle socialdemocrazie alla costruzione di una società eguale nella povertà e senza la libertà di esprimersi. Questo non vuol dire che il nostro assetto sociale, economico e politico mi sembri meraviglioso, ma non ci sto a buttarlo all’aria solo in nome di idee astratte. Perché non basta dirsi difensori dei ceti subalterni, bisogna trovare il modo di migliorare le condizioni di vita di chi soffre effettivamente (e mai come in questa lunga crisi) senza provocare un impoverimento generale della società.

  13. caro Lele
    la faccio breve il Pd ha vinto perché si è trasformato nella democrazia cristiana , è rimasto il nome e la tradizione ma i contenuti sono quelli della balena bianca: priorità scuola ? si ma non chiaramente pubblica. Priorità comunicazione ? si ma con un calco dei personalismi Berlusconiani. Priorità speranza si ma senza alcun segnale di redistribuzione del reddito su proprietà, rendite finanziarie , pensioni d’oro e redditi cittadinanza o disoccupazione o assistenza ai bisognosi o come lo vuoi chiamare. Oscuramento della crisi globale che ci porterà ad un progressivo impoverimento il vero messaggio è si salvi chi può e in pochi potranno. Non è per questo che ho abbiamo lottato insieme qualche giorno fa. :-)

  14. “Le fotine flou fatte dal fotografo ufficiale del premier importato a palazzo Chigi da Firenze. I bambini adottati “salvati” dal governo italiano (ma non questo, quello prima) e portati in patria. La ministra-fatina (ma non quella degli esteri, però, che non è fatina abbastanza) che si fa fare le treccine. La melassa della buona azione sommata alla bella immagine. La propaganda Mulino Bianco. La speranza. Le braccia tese. I sorrisi. La commozione. Il sospetto di propaganda. La risposta pronta: se fosse stata propaganda l’avrebbero fatta prima delle elezioni. La difesa a oltranza. Però le foto sono belle. Però la fatina è carina. E i bimbi? Uh, che belli i bimbi. E non c’è molto altro da dire. Ah, sì una cosa sola: se l’avesse fatto Silvio. Provate a pensarci. Anzi no, non pensateci, che si rovina il quadretto”. Alessandro Robecchi.
    Ci sono tanti modi per leggere un fatto, un gesto, un discorso, un voto… e generalmente accettiamo quello che più ci fa comodo.

  15. carlo sacco says:

    Sono in disaccordo su diversi punti(non tutti beninteso)espressi da Battilana.Uno di questi è quello che il Mov.5 Stelle ”non abbia un orizzonte culturale e politico diverso dalla lotta alla casta”.Tale semplificazione che a guardar bene nasce da una posizione presente in tutti i media che Grillo ha avuto contro nella sua campagna,ha conquistato uno spazio enorme nella mente di coloro che dicono che non abbiano mai sopportato”una politica urlata”e che questa politica alla fine faccia paura,e così vanno ripetendo all’infinito,facendola diventare una verità mediatica,minimizzandone il contenuto ed il merito.Chiaramente una istanza tale trova spazio in tutti gli schieramente moderati che hanno vissuto all’ombra delle differenze sociali reputate come ”normalità” e frutto fisiologico del sistema.La politica cosiddetta urlata,è sempre un male minore comunque rispetto a quella soft che guarda caso è sempre soft al punto di far accettare come normalità le improponibili differenze sociali,ma è urlata anche perchè oggi la misura è colma.Chi una volta votava DC oggi vota senza pensarci due volte PD.Sarei curioso di sapere il giudizio su questo,o il mio è uno schematismo di sinistra?Non è che fra quei 3 milioni guadagnati ci sia gente che abbia intuito che in tale partito via sia anche una diga potente all’assottigliamento della propria fettina di torta?

  16. pscattoni says:

    Caro Lele, non vorrei fare come quello che confonde Ombre rosse di John Ford con un numero di Tex Willer, ma ti voglio richiamare un evento post elettorale. Il ministro per le riforme costituzionali (e dico poco!) Maria Elena Boschi è andata in Congo a riprendere 21 bambini adottati, che erano stati bloccati dalle autorità locai con pretesti vari. Nel viaggio si è anche fatta riprendere mentre una bambina di tre anni le faceva la treccina. La cosa ha commosso tante mamme e nonne d’Italia. la ministra ha giustificato l’operazione perché ha una sorella che è madre adottiva. “Mecojoni” dicono in questi casi a Roma. Ma un dirigente della Farnesina non avrebbe fatto al caso? La politica e le campagne elettorali ormai si fanno con questi mezzucci (secondo me). Con la citazione del candidato (magari fosse eletto sindaco!!!) a sindaco di Casal di Principe ho semplicemente voluto sottolineare che la politica si potrebbe fare con sistemi più seri e nobili. La si potrebbe fare partendo da Chiusi o da San Frediano con strumenti semplici, poco costosi ed efficaci. Non più come ricettori passivi di politiche nazionali, ma come protagonisti.

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