Come può cambiare la nostra scuola

 

di Paolo Scattoni

Su Repubblica di venerdì e sabato scorso sono stati pubblicati due articoli che fanno capire dove va e dove potrebbe andare la scuola italiana. Un articolo di sabato rigurdava il grande calo di iscrizioni di uno dei più prestigiosi licei classici italiani: il Dante di Firenze. L’articolo in prima pagina si intitolava: “Cercansi disperatamente studenti per il liceo classico”. Infatti i dati sono davvero impressionanti. Nel liceo fondato nel 1853 e che ha visto fra i suoi allievi importanti personaggi rispetto all’anno scorso le matricole sono passate da 80 a 38, più che dimezzate.

Il dato è sicuramente interessante perché indica una linea di tendenza. Sicuramente oggi chi si iscrive al classico lo fa rispondendo a una vocazione per gli studi umanistici. Non lo fa più perché quegli studi debbano necessariamente indicare, come si diceva una volta, la futura classe dirigente. Infatti, guarda caso, al liceo cloassico andavano i rampolli della borghesia ai quali “per natura” erano riservati le future posizioni di prestigio.

Un altro articolo è stato pubblicato venerdì scorso: “Più docenti, libri meno cari e stop ai contributi dei genitori…. le proposte del governo”. Si tratta di un lungo articolo che riporta il lavoro ancora in corso per l’ennesima legge per la scuola italiana. Un elemento mi ha colpito positivamente, in fatti si legge: “Saranno rivisti gli orari di tecnici e professionali tagliati con la Gelmini“.  Sarrebbe davvero l’ora! Quella scelta sciagurata sta causando una evident dequalificazione delle scuole tecniche e professionali.

Su chiusiblog ne abbiamo discusso anche in relazione alle nostre scuole locali. La presenza aChiusi di corsi tecnici e professionali fa dell’Einaudi/Marconi un vero e propriopolo di formazion e tecnica. A lungo abbiamo dibattuto sull’improvvida decisione della Provincia di trasformare li spazi che un tempo ospitavano i laboratori, quelli della Villetta, per altri usi.

Sarebbe davvero assurdo che di fronte a un  riconoscimentodell’importanza delle scuole tecniche e professionali ci si debba attardare in decisioni del tutto anacronistiche.

Lo abbiamo detto e lo riaffermiamo: è necessario che Chiusi si adoperi per la propria scuola.

Questa voce è stata pubblicata in ECONOMIA, SCUOLA, TERRITORIO. Contrassegna il permalink.