Con un milione e mezzo di metri cubi siamo fuori dal mondo

di Romano Romanini
Il mercato immobiliare crolla e a Chiusi l’Amministrazione vara un piano da 1.500.000 di mc.
Lasciamo perdere la nostra Amministrazione Comunale che, come la maggior parte delle altre non ha più rapporti con la Terra da almeno 20 anni, ma gli imprenditori, le forze economiche, i sindacati non hanno nulla da dire su un fatto del genere? Ma di quali segnali hanno bisogno?
Che poi non vengano a dire che era impensabile che ciò accadesse.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/06/19/crolla-il-mercato-immobiliare-italiano-meno-20-di-compravendite-residenziali/268242/

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7 risposte a Con un milione e mezzo di metri cubi siamo fuori dal mondo

  1. carlo sacco scrive:

    Il fatto principale che permette molte cose è quello che hai detto tu Luciano :”Questi sono giovani,ma hanno capito benissimo che l’asinello va legato dove vuole il padrone”.E’ quello che sostenevo anch’io e che ho sempre sostenuto a proposito del ”fatto culturale”. Allevati e cresciuti in un contesto economico e sociale proteso verso lo sviluppo,spesso non hanno mai riflettuto sul fatto che i diritti non sono mai concessi,i diritti sono sempre conquistati. E’ un modo di pensare che gli si è cucito addosso come un vestito e qualsiasi cosa possa mettere in dubbio la loro convinzione diventata ormai ”verità” dà loro fastidio,la bollano come vecchiume,non rendendosi conto che i vecchi arnesi della politica fatta da 60 anni a questa parte da chi ha comandato l’Italia hanno lavorato egregiamente nei loro cervelli.Parecchi sono anche laureati ma questo nulla conta,anzi spesso per alcuni può rappresentare un limite.E’quindi un fatto di fascia generazionale sottoposta a quella che parecchi decenni fa si sarebbe chiamata ”controrivoluzione globale”.Spesso le famiglie di origine e di educazione più ”liberale” sono state le migliori come resa educativa dei loro figli.Quelle di sinistra nel loro complesso molto deleterie,non hanno dato nulla ai loro figli come educazione sociale e conoscenza.Di quelle cattoliche, escluso pochissime, è meglio non parlarne.

  2. marco lorenzoni scrive:

    Che la “colata” fosse fuori dalla grazia di Dio e da ogni logica anche di mercato lo abbiamo sempre detto (io l’ho anche scritto più volte, fin da quando se ne cominciò a parlare, dopo la diffusione dei numeri da parte di SEL nel novembre 2010), anche prima di leggere le analisi puntuali del Fatto Quotidiano…
    Insomma non ci vole di essere scienziati per capirlo…

  3. carlo sacco scrive:

    …tutto il resto è ideologico….ed infatti gli dò ragione : 1.500.000 di metri cubi è pragmatico….Più che altro ”fuori dagli schemi precostituiti……”: O provassero a cambiare indirizzo poi vediamo cosa succede e se c’è qualcosa di precostituito che dice qualcosa….

  4. marco lorenzoni scrive:

    Il sindaco l’ha spoegata così la sua caparbietà (dal sito di primapagina, 8 giugno. Dichiarazione fatta a margine dell’incontro promosso dalla Cna e dopo un botta e risposta su facebook): “Io sono per uno sviluppo equilibrato e sostenibile che vada avanti in maniera parallela alle politiche di recupero, non sempre possibili. Nel piano struTturale che adremo ad approvare tra qualche seTtimana in via definitiva dimostreremo tutto questo dentro un equilibrio di scelte condivise con gli enti superiori e di tutela del paesaggio, consapevoli però che molte volte il recupero non è possibile o è difficile da fare, o in alcuni casi impossibile perfino. Ciò che ha detto Malavasi, all’incontro promosso dalla Cna, è che oggi più che mai non occorre relazionarsi ai problemi con approcci ideologici, ma pragmatici. questo a me convince, cosa che a Chiusi stiamo provando a vivere come esperienza amministrativa del tutto nuova e fuori dagli schemi precostituiti, nettamente differente da chi con approccio ideologico difende solo le proprie fobie senza riuscire mai a fare proposte alternative alle nostre.” Mi pare una posizione poco condivisibile, ma chiara.

  5. lucianofiorani scrive:

    Chissà come mai nel paese della “democrazia partecipata” di certi problemi non c’è verso di parlarne, neppure davanti a un aperitivo.
    Questi sono giovani ma hanno capito benissimo che l’asinello va legato dove vuole il padrone.
    Ma quello che più preoccupa è il silenzio omertoso dei diretti interessati, non smarcarsi da una scelta dissennata creerà problemi a tutti e anche chi tacendo acconsente credo che stia facendo male perfino i suoi interessi.

  6. caro romano sono sempre colpita dalle tue osservazioni lineari ma inappuntabili, che non sono polemica ma che elencano fatti, non mai avuto modo di dirtelo ma rimasi colpita dalla frase “la questione è talmente banale che mi sento persino imbarazzato a spiegarla”mi riferisco al tuo discorso fatto in occasione del consiglio aperto.
    Commentando, non riesco veramente a capire, e mi piacerebbe che chi è così convinto, direi “estremamente” convinto, di portare avanti il piano così come è stato concepito, che trovasse il coraggio di spiegare, ovunque lo ritenga opportune le vere motivazioni (anche se di parte anche se imparziali…anche se a favore di qualcuno, non lo sò la qualunque ) in modo che la spiegazione minimamente giustifichi tale caparbietà. Così sembra veramente solo frutto di amministratori “giovani”

  7. Il problema è che tutti (o quasi tutti) hanno perso i rapporti con la Terra, non soltanto le A. C.

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