{"id":7775,"date":"2011-10-23T00:02:39","date_gmt":"2011-10-22T22:02:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.chiusiblog.it\/?p=7775"},"modified":"2011-10-23T00:02:39","modified_gmt":"2011-10-22T22:02:39","slug":"la-leggenda-dellanello-della-madonna-che-un-tempo-fu-conservato-a-chiusi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiusiblog.it\/?p=7775","title":{"rendered":"La leggenda dell&#8217;anello della Madonna che un tempo fu conservato a Chiusi"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><a href=\"http:\/\/www.chiusiblog.it\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/lo-sposalizio1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-7783\" title=\"lo sposalizio\" src=\"http:\/\/www.chiusiblog.it\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/lo-sposalizio1.jpg\" alt=\"\" width=\"184\" height=\"273\" srcset=\"https:\/\/www.chiusiblog.it\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/lo-sposalizio1.jpg 184w, https:\/\/www.chiusiblog.it\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/lo-sposalizio1-101x150.jpg 101w\" sizes=\"(max-width: 184px) 100vw, 184px\" \/><\/a>di <strong>Fulvio Barni<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Fu ricavato da un pezzo di <strong>onice<\/strong>, la sua fattura \u00e8 piuttosto <strong>modesta <\/strong>e quindi non lo possiamo definire un\u00a0 vero e proprio <strong>gioiello<\/strong>, ma, in realt\u00e0, per i fedeli, \u00e8 <strong>un tesoro<\/strong> d\u2019inestimabile valore. <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Sto parlando di quello che la leggenda e la \u00a0tradizione ritiene essere <strong>l\u2019anello <\/strong>con il quale <strong>Maria di Nazareth<\/strong>, madre di <strong>Ges\u00f9,<\/strong> and\u00f2 sposa a <strong>Giuseppe. <\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><strong>Custodito<\/strong> per quasi <strong>cinque secoli <\/strong>a <strong>Chiusi,<\/strong> oggi \u00e8 conservato nella <strong>Cattedrale di San Lorenzo in Perugia.<\/strong> La prima volta cui vi si fa cenno ufficialmente, sicuramente sempre a causa della mancanza nel nostro archivio storico comunale della parte precedente il 1400, \u00e8 all\u2019interno di un <strong>documento <\/strong>che porta la data del 25 maggio <strong>1474<\/strong>, redatto dall\u2019allora cancelliere comunale di Chiusi, <strong>Leonetto Cavallini. <\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Questa <strong>reliquia,<\/strong> che richiamava, senza voler essere esagerati, grandi <strong>folle di pellegrini, <\/strong>anche con notevole ritorno economico per la citt\u00e0 (<em>forse sta qui la vera ragione del furto<\/em>), veniva <strong>esposta<\/strong> alla venerazione dei fedeli <strong>tre volte all\u2019anno: il luned\u00ec di Pentecoste <\/strong>(detta anche festa di Pascuccia rosata), <strong>il 3 luglio <\/strong>(festa patronale di <strong>Santa Mustiola<\/strong>) ed il <strong>3 agosto <\/strong>(per i pellegrini di ogni parte d\u2019Italia di ritorno da <strong>Assisi,<\/strong> dove si recavano per ottenere <strong>l\u2019indulgenza<\/strong> chiamata <strong>del perdono<\/strong>).<a href=\"http:\/\/www.chiusiblog.it\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/sacro-anello.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-thumbnail wp-image-7786\" title=\"OLYMPUS DIGITAL CAMERA\" src=\"http:\/\/www.chiusiblog.it\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/sacro-anello-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a> <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><strong>Raramente,<\/strong> e solo in casi eccezionali, veniva mostrato fuori dalle predette date a <strong>personaggi di un certo rilievo.<\/strong> Tra le celebrit\u00e0 dei secoli passati si ricorda <strong>l\u2019imperatore Carlo IV di Boemia <\/strong>(17 aprile 1355), <strong>papa Eugenio IV <\/strong>(1443), <strong>i cardinali Orsini e Dei Conti <\/strong>(1436), <strong>il capitano Francesco di Niccol\u00f2 Piccinino, <\/strong>comandante degli armigeri senesi (15 ottobre 1431), <strong>la Duchessa di Camerino <\/strong>ed ancora un lungo elenco di persone non meno illustri. <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><strong>Ma l\u2019Anello non usc\u00ec mai dalle mura di Chiusi.<\/strong> Il duca <strong>Filippo Maria Visconti, <\/strong>malato ad un occhio, chiese che gli fosse inviato a <strong>Milano<\/strong>, ma si vide <strong>rifiutare<\/strong> la richiesta nonostante le preghiere, suppliche e ordini di <strong>papa Eugenio IV <\/strong>e della<strong> signoria di Siena.<\/strong> Infatti, tale <strong>oggetto, <\/strong>in un misto di superstizione e fede, era ritenuto\u00a0 <strong>miracoloso<\/strong> per le patologie degli <strong>occhi. <\/strong>E questo ce lo ricorda anche <strong>Fazio degli Uberti <\/strong>nel suo \u201cDittamondo\u201d:<\/span><\/span><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.chiusiblog.it\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/lanello.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-7789\" title=\"l'anello\" src=\"http:\/\/www.chiusiblog.it\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/lanello.jpg\" alt=\"\" width=\"89\" height=\"185\" srcset=\"https:\/\/www.chiusiblog.it\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/lanello.jpg 89w, https:\/\/www.chiusiblog.it\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/lanello-72x150.jpg 72w\" sizes=\"(max-width: 89px) 100vw, 89px\" \/><\/a>\u201c<span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><em>molto \u00e8 ben conosciuto quel cammino<\/em><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><em>bont\u00e0 del virtuoso e santo Anello<\/em><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><em>che a conservar la vista \u00e8 tanto fino\u201d<\/em><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Quello che leggerete di seguito \u00e8 un riassunto del <strong>racconto<\/strong> di padre <strong>Giovanni Crisostomo Trombelli, <\/strong>che rintracci\u00f2 una stesura della narrazione di <strong>come giunse a Chiusi l\u2019Anello pronubo della Madonna. <\/strong>Tale ritrovamento avvenne in <strong>un codice dell\u2019XI\u00b0 secol<\/strong>o conservato nella <strong>Biblioteca Angelica di Roma. <\/strong>Nell\u2019anno <strong>1765, <\/strong>con licenza dei superiori, il sacerdote lo trascrisse e lo pubblic\u00f2 nel suo volume: <strong>\u201cMariae sanctissimae vita ac gesta\u201d. <\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p><strong>\u201c<\/strong><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><strong>Ugo di Tuscia, duca di Toscana dal 961,<\/strong> aveva sposato una nipote dell\u2019imperatore <strong>Ottone III <\/strong>di nome <strong>Giuditta. <\/strong>Entrambi amanti di gioielli e pietre preziose. In quel tempo viveva <strong>a Chiusi <\/strong>un certo <strong>Ainerio<\/strong>, orefice esperto e uomo di fiducia di questi nobili per i loro acquisti di una certa importanza. <strong>Ainerio, <\/strong>nel <strong>985, <\/strong>ebbe notizia che un giudeo romano, di ritorno dall\u2019oriente, aveva portato con se <strong>ori, gioielli e pietre preziose.<\/strong> Inform\u00f2 subito la contessa di quello che aveva saputo, ed ella, dopo averlo rifornito di denaro, lo invi\u00f2 a <strong>Roma<\/strong> perch\u00e9 potesse acquistare per lei della buona merce. L\u2019orefice part\u00ec e una volta giunto a Roma <strong>compr\u00f2 <\/strong>tanta roba fino ad esaurire tutti i soldi che gli erano stati affidati. <strong>Il Giudeo<\/strong>, ad affari conclusi, come premio per tutti quegli acquisti, volle <strong>regalare<\/strong> ad Ainerio <strong>un anello in onice <\/strong>di modesta fattura. Lui lo guard\u00f2 sprezzante e gli chiese se avesse voluto prenderlo in giro.<em> <strong>\u201cNo\u201d, <\/strong><\/em>replic\u00f2 il giudeo, <strong><em>\u201cnon disprezzarlo, perch\u00e9 al mondo non esiste tanto denaro che potrebbe comprarlo. Questo \u00e8 l\u2019anello col quale Giuseppe spos\u00f2 Maria di Nazareth. Mi \u00e8 stato tramandato dai miei avi e bench\u00e9 noi non aderiamo al Cristianesimo, lo abbiamo sempre conservato con devozione. Era da qualche tempo che volevo farne dono ai cristiani. Chi meglio di voi potrebbe serbarlo con onore? Riponilo in un luogo degno e siategli devoti&#8221;.<\/em><\/strong> <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Ainerio prese l\u2019anello e lo mise nella borsa senza dare nessuna fiducia alle parole dell\u2019ebreo. <strong>Tornato a Chiusi <\/strong>lo mise dentro una cassetta tra altre cose di poco valore e lo dimentic\u00f2. Alcuni anni dopo ad Ainerio mor\u00ec l\u2019unico figlio che aveva. Straziato, piangendo con gran dolore, fece portare la sua creatura in chiesa con un solenne funerale. Mentre la folla di parenti ed amici assisteva silenziosa al rito funebre, avvenne <strong>un prodigio<\/strong>: il fanciullo apr\u00ec gli occhi e si mise seduto sulla bara. Raccont\u00f2 di essere arrivato alle soglie del Paradiso e di aver visto <strong>la Madonna <\/strong>che gli andava incontro dicendo queste parole: <em><strong>\u201cRitorna da tuo padre e digli che quello che gli \u00e8 stato detto in terra \u00e8 confermato anche in cielo. Allo stesso pari di cosa di nessun valore, tiene ci\u00f2 che un amico gli aveva donato&#8221;<\/strong><\/em>. Spiegandogli che si trattava dell\u2019anello della vergine Maria. Sentite queste parole, il padre stupito ripens\u00f2 a quel <strong>regalo dimenticato.<\/strong> Il figlio parl\u00f2 ancora e disse: <em><strong>\u201cil Beato Michele Arcangelo e San Callisto Papa si sono lamentati di te per i voti che facesti e che non hai mantenuto. Promettesti di restaurare la chiesa di San Callisto e di andare a pregare nel santuario di San Michele Arcangelo sul Gargano. Per questo motivo sono stati messi da Cristo sul mio corpo due peli, uno appartiene alla barba di San Callisto ed \u00e8 avvolto sul braccio, l\u2019altro \u00e8 un capello della madre di Dio e si trova sul collo\u201d. <\/strong><\/em><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Mostrato ai presenti quello che aveva appena detto, prese una cassetta che era stata posta alla testa della bara, la apr\u00ec, ne tir\u00f2 fuori <strong>l\u2019anello<\/strong> e pronunci\u00f2 ancora queste parole:<em><strong> \u201cIo ora ritorner\u00f2 l\u00e0, da dove qui sono stato mandato, prima per\u00f2 strappate i peli dal mio corpo e conservateli con grande venerazione insieme all\u2019anello, nella chiesa della vergine Santa Mustiola\u201d. <\/strong><\/em><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Il fanciullo, prima di morire, indic\u00f2 anche dove avrebbe dovuto essere sepolto: <em><strong>\u201cScaverete in un luogo dove sono appese immagini di metallo, troverete un sarcofago di marmo e l\u00ec mi seppellirete\u201d. <\/strong><\/em>Alcuni giorni dopo, l\u2019anello insieme ai due peli fu esposto <strong>all\u2019adorazione<\/strong> dei fedeli. Volle vederlo anche <strong>la contessa Gualdrada<\/strong>, che indegnamente lo prese e se lo infil\u00f2 al <strong>dito,<\/strong> il quale le rimase subito <strong>paralizzato<\/strong>\u201d.<a href=\"http:\/\/www.chiusiblog.it\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/duomo-di-chiusi.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-7795\" title=\"duomo di chiusi\" src=\"http:\/\/www.chiusiblog.it\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/duomo-di-chiusi.jpg\" alt=\"\" width=\"130\" height=\"100\" \/><\/a> <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Dalla leggenda, purtroppo, possiamo ricavare un solo riscontro:<strong> il sacro anello fu davvero custodito per molti anni nella basilica di Santa Mustiola <\/strong>(sembra che sia stato collocato in basilica nel 989, ma la data non \u00e8 storicamente certa). Probabilmente questo avvenne fino al suo<strong> trasferimento <\/strong>nella <strong>Cattedrale di San Secondiano<\/strong>, circa l\u2019anno 1251. Lo spostamento fu necessario, ci dicono le cronache dell\u2019epoca, \u201c<em>per assicurarlo contro un possibile furto da parte di gente forestiera<\/em>\u201d. <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Infatti, <strong>la chiesa <\/strong>intitolata alla Santa, era <strong>fuori le mura <\/strong>e quindi distante dalla citt\u00e0. <strong>Un altro spostamento <\/strong>ci fu ancora nel giorno di Pasqua rosata dell\u2019anno <strong>1420.<\/strong> Per ordine del <strong>vescovo Pietro Paolo Bertini, <\/strong>fu collocato nella chiesa di <strong>San Francesco<\/strong>. Il cancelliere <strong>Leonetto Cavallini, <\/strong>nel suo verbale del 25 maggio 1474, scrive che <strong>questa reliquia si trovava a Chiusi da 484 anni.<a href=\"http:\/\/www.chiusiblog.it\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/lanello-sotto-chiave-a-perugia.jpg\"><\/a> <\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><a href=\"http:\/\/www.chiusiblog.it\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/lanello-sotto-chiave-a-perugia1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-7797\" title=\"l'anello sotto chiave a perugia\" src=\"http:\/\/www.chiusiblog.it\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/lanello-sotto-chiave-a-perugia1-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>Tempo in cui effettivamente era imperatore<strong> Ottone III<\/strong>. \u00c8 facile, per\u00f2, intuire che egli si bas\u00f2 su quanto diceva la leggenda e non su date certe. \u00c8 molto probabile anche che tale racconto fu fatto al cancelliere da qualche chiusino, essendo lui di Roma, e quindi <strong>non a conoscenza delle tradizioni del luogo. Nella chiesa <\/strong>officiata dai <strong>frati minori <\/strong>conventuali,<strong> l\u2019anello <\/strong>pronubo della Madonna vi rimase per <strong>cinquantatre anni<\/strong>. Fino al <strong>23 luglio 1473, <\/strong>allorch\u00e9, <strong>frate Wintherio da Magonza <\/strong>(1), dimorante egli stesso nel convento francescano di Chiusi, nottetempo <strong>lo rub\u00f2 e lo consegn\u00f2 ai governanti perugini. <\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">L\u2019Anello fu oggetto di quello che oggi si definirebbe <strong>un furto su commissione? <\/strong>Mah!..pu\u00f2 darsi\u2026chiss\u00e0!&#8230;anzi, <strong>si!<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><strong>(1)<\/strong> <em>Magonza era la sua citt\u00e0 e quindi tedesco di nascita. Alto di statura, capelli crespi, pingue e panciuto. Questo \u00e8 frate Winther. Ricordato sempre in tutti i documenti del momento, come frate Wintherio. Dimora nel convento francescano di Chiusi dal 1470.<\/em><\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Fulvio Barni Fu ricavato da un pezzo di onice, la sua fattura \u00e8 piuttosto modesta e quindi non lo possiamo definire un\u00a0 vero e proprio gioiello, ma, in realt\u00e0, per i fedeli, \u00e8 un tesoro d\u2019inestimabile valore. 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