{"id":5986,"date":"2011-09-11T12:17:14","date_gmt":"2011-09-11T10:17:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.chiusiblog.it\/?p=5986"},"modified":"2011-09-16T14:16:52","modified_gmt":"2011-09-16T12:16:52","slug":"le-vecchie-osterie-di-chiusi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiusiblog.it\/?p=5986","title":{"rendered":"Le vecchie osterie di Chiusi"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><a href=\"http:\/\/www.chiusiblog.it\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/allosteria1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-5993\" title=\"all'osteria\" src=\"http:\/\/www.chiusiblog.it\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/allosteria1.jpg\" alt=\"\" width=\"199\" height=\"254\" srcset=\"https:\/\/www.chiusiblog.it\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/allosteria1.jpg 199w, https:\/\/www.chiusiblog.it\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/allosteria1-117x150.jpg 117w\" sizes=\"(max-width: 199px) 100vw, 199px\" \/><\/a>di <strong>Fulvio Barni<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Qualche volta \u00e8 giusto parlare anche delle <strong>vecchie usanze <\/strong>e costumi <strong>del nostro paese<\/strong> finite ormai nel dimenticatoio..<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><strong>Le osterie <\/strong>di una volta, vale a dire quelle di 50\/60 anni fa, erano <strong>un punto di riferimento<\/strong> per il paese, o meglio, lo erano <strong>per la popolazione maschile, <\/strong>naturalmente. <strong>Le donne <\/strong>quando vi entravano lo facevano solo per cercare i loro mariti che molto spesso si dimenticavano di rientrare a casa. Tra i locali \u201ccelebri\u201d di Chiusi, \u00e8 doveroso ricordare \u201cdal Chipa\u201d, divenuta in seguito <strong>\u201cda Cappannino\u201d, <\/strong>\u201cda Main\u00f2\u201d, divenuta in seguito <strong>\u201cda\u2019 la Zaira\u201d, \u201cda Bistarino\u201d, \u201cda\u2019 la Delfa\u201d. <\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Non appena entrati dentro ai locali, la prima cosa che saltava agli occhi dell&#8217;avventore, nel vero senso della parola, era <strong>il denso fumo <\/strong>che avvolgeva gli ambienti. Un&#8217; acre odore di <strong>sigaro, pipa e sigarette,<\/strong> magari fatte con il <strong>\u201ctrinciato forte\u201d, <\/strong>mescolato ai diversi profumi di vino e della cucina, ammorbavano l&#8217;aria rendendola pesante e, a volte, irrespirabile. Questo, purtroppo, <strong>era l&#8217;unico luogo dove ci si poteva svagare.<a href=\"http:\/\/www.chiusiblog.it\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/il-fiasco2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-5999\" title=\"il fiasco\" src=\"http:\/\/www.chiusiblog.it\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/il-fiasco2.jpg\" alt=\"\" width=\"192\" height=\"262\" srcset=\"https:\/\/www.chiusiblog.it\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/il-fiasco2.jpg 192w, https:\/\/www.chiusiblog.it\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/il-fiasco2-109x150.jpg 109w\" sizes=\"(max-width: 192px) 100vw, 192px\" \/><\/a><\/strong> <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Almeno l\u00ec <strong>le tribolazioni quotidiane, <\/strong>anche se per un breve spazio di tempo, venivano accantonate. <strong>Il teatro <\/strong>e subito dopo la guerra <strong>il cinema<\/strong>, costruito sui ruderi della vecchia porta San Pietro, fatta saltare dai tedeschi in fuga, non erano alla portata di tutti. Sia economicamente che culturalmente. Ogni tanto avrebbero anche potuto permettersi il lusso di andare a vedere qualche\u00a0spettacolo, ma avete idea di <strong>quanti bicchieri di vino <\/strong>ci sarebbero venuti fuori all&#8217;osteria con gli stessi soldi? Tanti ! <strong>Lo spettacolo<\/strong>, poi, <strong>se lo allestivano da soli.<\/strong> Gli scherzi, le sfottiture, la<strong> &#8220;coglionella&#8221;<\/strong> (prese in giro), erano sempre all&#8217;ordine del giorno.<a href=\"http:\/\/www.chiusiblog.it\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/il-fiasco1.jpg\"><\/a><a href=\"http:\/\/www.chiusiblog.it\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/il-fiasco.jpg\"><\/a> <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><strong>Gli artigiani, gli operai, i contadini, <\/strong>tutti insomma, erano clienti abituali dell&#8217;osteria. Un momento: proprio tutti non direi, <strong>i ricchi ed i nobili <\/strong>frequentavano <strong>il &#8220;caff\u00e8&#8221;. <\/strong>Locale molto pi\u00f9 &#8220;In&#8221; e adeguato al loro rango. Per lo svago invece avevano un <strong>circolo <\/strong>tutto loro, esclusivo, dove soltanto i soci potevano accedere. <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><strong>Il via vai all&#8217;osteria cominciava la mattina presto, <\/strong>quando <strong>il calzolaio, <\/strong>tanto per fare un esempio, chiamava <strong>il falegname <\/strong>e tutti e due insieme passavano <strong>dal fabbro <\/strong>che a sua volta faceva un fischio <strong>al sarto<\/strong>, e cos\u00ec via fino a diventare un nutrito gruppo. Per quel solo &#8220;giro&#8221; <strong>le bevute <\/strong>di vino che facevano erano <strong>pari al numero dei componenti <\/strong>la compagnia. <strong>Pagavano a turno, una volta ciascuno. <\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><a href=\"http:\/\/www.chiusiblog.it\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/mezzo-litro.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-6001\" title=\"mezzo litro\" src=\"http:\/\/www.chiusiblog.it\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/mezzo-litro.jpg\" alt=\"\" width=\"80\" height=\"80\" \/><\/a>E non vi sfiorasse nemmeno l&#8217;idea che stessero tutta la mattina l\u00e0 dentro; nemmeno per sogno, <strong>avevano troppo da fare. <\/strong>Tutto si svolgeva nel giro di pochissimo tempo. <strong>Poi si replicava\u00a0due, tre, anche quattro volte <\/strong>ancora durante il giorno: appena pranzato, insieme alla canonica <strong>partitina a carte<\/strong>, nel tardo pomeriggio e <strong>prima di andare a cena<\/strong>, dopo la chiusura della bottega. <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">I contadini, ovvero, <strong>i &#8220;capoccia&#8221;, <\/strong>(colui che curava gli interessi della numerosa famiglia) che ad essere sinceri, tutto sommato, non facevano proprio una brutta vita,<strong> vi pranzavano spesso. <\/strong>Quando dovevano andare dal fattore allo scrittoio per far segnare sul <strong>libretto colonico <\/strong>crediti, o molto pi\u00f9 spesso <strong>debiti,<\/strong> quando c&#8217;era il mercato, quando c&#8217;era la fiera mensile, quando andavano per comprare una giovenca, quando avevano venduto una scrofa, insomma <strong>tutte le occasioni <\/strong>(forse anche scuse) <strong>erano buone per sostare all&#8217;osteria. <\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><strong>I piatti <\/strong>che venivano offerti ai clienti non erano certo veri e propri manicaretti raffinati. Si trattava di <strong>cibi semplicissimi,<\/strong> per\u00f2 genuini e nello stesso tempo gustosi. <strong>I pici , il baccal\u00e0 <\/strong>(una volta era solo cibo per poveri\u00a0 oggi invece costa pi\u00f9 delle bistecche), <strong>il buristo , i fagioli &#8220;co&#8217; le salcicce o le cotiche&#8221;, <\/strong>erano tra i pochi piatti a disposizione, quelli pi\u00f9 consumati. <\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Fulvio Barni Qualche volta \u00e8 giusto parlare anche delle vecchie usanze e costumi del nostro paese finite ormai nel dimenticatoio.. 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