{"id":29521,"date":"2014-10-27T00:26:41","date_gmt":"2014-10-26T23:26:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.chiusiblog.it\/?p=29521"},"modified":"2014-10-26T21:31:44","modified_gmt":"2014-10-26T20:31:44","slug":"un-film-di-denuncia-della-violenza-sulle-donne","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiusiblog.it\/?p=29521","title":{"rendered":"Un film di denuncia della violenza sulle donne"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-family: helevetica;\"><span style=\"font-size: medium;\"><a href=\"http:\/\/www.chiusiblog.it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/coop.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-29523\" title=\"coop\" src=\"http:\/\/www.chiusiblog.it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/coop-226x300.jpg\" alt=\"\" width=\"226\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.chiusiblog.it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/coop-226x300.jpg 226w, https:\/\/www.chiusiblog.it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/coop-113x150.jpg 113w, https:\/\/www.chiusiblog.it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/coop.jpg 640w\" sizes=\"(max-width: 226px) 100vw, 226px\" \/><\/a>di <strong>Enzo Sorbera<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: helevetica;\"><span style=\"font-size: medium;\">Ho assistito alla presentazione di <strong>\u201cCambio marcia\u201d<\/strong>, un \u201ccorto\u201d prodotto da <strong>Coop <\/strong>nel quadro del pi\u00f9 vasto progetto di sensibilizzazione sulla violenza di genere intitolato <strong>\u201cNo alla violenza sulle donne\u201d<\/strong>. <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: helevetica;\"><span style=\"font-size: medium;\">Il<strong> teatro di Acquaviva <\/strong>era letteralmente stipato di gente. Una garbata signora ha fatto la sua sobria presentazione \u2013 una rarit\u00e0, in questi tempi di profluvi verbali inflitti a piene mani a noi incolpevoli spettatori -, e il film \u00e8 cominciato. Nella scenografia di una serie di negozi Coop \u2013 Chiusi, Sarteano, Chianciano, Acquaviva &#8211; , un gruppo di persone comuni \u2013 gli <strong>attori sono dipendenti e soci Coop<\/strong> \u2013 racconta la storia di violenza che subisce una donna da parte del marito. La storia si dipana in forma sempre pi\u00f9 agghiacciante nella sua \u201cnormalit\u00e0\u201d quotidiana, fino ad arrivare al suo culmine e quindi sciogliersi nel finale. <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: helevetica;\"><span style=\"font-size: medium;\">Non racconto la storia perch\u00e9 Coop ha deciso di distribuire, a chiunque ne faccia richiesta, una <strong>copia del filmato,<\/strong> in maniera da garantirne la massima diffusione per poter finalmente dar luogo al dibattito e, si spera, alla presa di coscienza che un tale argomento merita. Tratto dal racconto <strong>\u201cEffetti collaterali\u201d di Lorella Fanotti <\/strong>\u2013 un racconto di un paio di anni fa, che fa parte del volume \u201cRacconti dietro l\u2019angolo\u201d reperibile su Amazon -, il <strong>film \u00e8 diretto da Manfredi Rutelli<\/strong>, che ha curato, insieme ad altre due persone, anche la riduzione del racconto e la sceneggiatura.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: helevetica;\"><span style=\"font-size: medium;\">Certo, non si pu\u00f2 dire che si tratti un bel film: uno schiaffo in faccia non piace mai. E per\u00f2 \u00e8 un film che non perde un colpo, si sostiene e si dipana nella coralit\u00e0 di una serie di volti e voci \u2013 sono una ventina di \u201cattori\u201d, tutti visibilmente emozionati e per\u00f2 determinati al proprio contributo. Bravi, davvero \u2013 che, proprio nel raccontare quella storia, danno vita a un dramma terribile perch\u00e9 senza soluzione o via di fuga apparente. <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: helevetica;\"><span style=\"font-size: medium;\">Il film, a parer mio, pu\u00f2 essere letto secondo due chiavi: quella esplicita della chiusura nel privato, nel dramma che si consuma nel quadro di un malinteso senso della famiglia (il ruolo sociale di moglie e madre irreprensibile \u00e8 scandito dalla preoccupazione delle \u201cchiacchiere\u201d, dei \u201cpanni sporchi\u201d, ecc.) in cui si viene a giocare anche la dialettica schiavo-padrone o, meglio,<em> vittima-aguzzino<\/em>, dialettica negativa cui la donna si sottrae all\u2019ultimo momento, evitando la tentazione della soluzione \u201ca portata di mano\u201d; e c\u2019\u00e8 poi una chiave implicita, rappresentata dalla coralit\u00e0 della recitazione di questa (meravigliosa) <strong>gente comune<\/strong>. <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: helevetica;\"><span style=\"font-size: medium;\">Nel raccontare quella storia, ognuno racconta la storia, purtroppo nota, di un qualcuno che conosce, del vicino di pianerottolo, della signora che qui, accanto a me, sta pesando la frutta sulla bilancia. E ognuno porta il brivido segreto che si tratti di una storia che in qualche modo possa toccare in sorte anche a me che ne parlo. Forse quest\u2019ultimo \u00e8 un <strong>\u201ceffetto collaterale\u201d<\/strong>, nel senso che emerge come un possibile risultato non voluto coscientemente ma che, non di meno, contribuisce a fare la forza di questo breve filmato. <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: helevetica;\"><span style=\"font-size: medium;\">Spero che effettivamente ci sia modo di far circolare questo film: se si riuscisse a <strong>farlo vedere a quante pi\u00f9 persone possibile<\/strong>, potrebbe essere davvero un contributo a migliorare la consapevolezza che la violenza di genere non pu\u00f2 diventare o passare per un fatto ordinario, normale. E\u2019 un fatto doloroso che svilisce chi la subisce ma anche chi la perpetra.<\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Enzo Sorbera Ho assistito alla presentazione di \u201cCambio marcia\u201d, un \u201ccorto\u201d prodotto da Coop nel quadro del pi\u00f9 vasto progetto di sensibilizzazione sulla violenza di genere intitolato \u201cNo alla violenza sulle donne\u201d. 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