{"id":24827,"date":"2013-01-27T00:02:13","date_gmt":"2013-01-26T23:02:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.chiusiblog.it\/?p=24827"},"modified":"2013-01-27T17:22:22","modified_gmt":"2013-01-27T16:22:22","slug":"presenze-ebraiche-in-val-di-chiana-nel-medioevo-fra-storia-e-leggenda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiusiblog.it\/?p=24827","title":{"rendered":"Presenze ebraiche in Val di Chiana nel Medioevo fra storia e leggenda"},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\"><a href=\"http:\/\/www.chiusiblog.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/ketubah_260x391.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-25098\" title=\"ketubah_260x391\" src=\"http:\/\/www.chiusiblog.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/ketubah_260x391-199x300.jpg\" alt=\"\" width=\"199\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.chiusiblog.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/ketubah_260x391-199x300.jpg 199w, https:\/\/www.chiusiblog.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/ketubah_260x391-99x150.jpg 99w, https:\/\/www.chiusiblog.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/ketubah_260x391.jpg 260w\" sizes=\"(max-width: 199px) 100vw, 199px\" \/><\/a>di <strong>Roberto Sanchini<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Il <strong>70 e il 135 d.C.<\/strong> sono date estremamente importanti per la storia del popolo ebreo, perch\u00e9 la<strong> distruzione di Gerusalemm<\/strong>e ad opera di Tito, poi imperatore nel 79 d.C., e successivamente la repressione dell\u2019ultima rivolta ebraica in terra di Palestina, segnarono l\u2019inizio della <strong>grande Diaspora,<\/strong> cio\u00e8 della dispersione degli Ebrei nel resto del Medio Oriente e in Europa.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Questo spiega anche perch\u00e9 tracce della presenza di questo popolo si trovino anche in <strong>questa parte della Toscana<\/strong> ai confini con l\u2019Umbria e il Lazio.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">In particolare nei documenti d\u2019archivio e nei libri ho trovato il ricordo di alcuni<strong> personaggi di origine ebraica<\/strong> legati alla storia della nostra zona e di un luogo, appena fuori di Chiusi, detto <strong>Poggio degli Ebrei<\/strong>, dove i loro morti \u201c<em>da tempo immemorabile<\/em>\u201d venivano sepolti.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\"><strong>Sette di loro hanno un nome<\/strong> e sono persone realmente vissute: si tratta di due medici, di due prestatori di denaro a pegno, di un poeta, di un cappellaio e infine di una badessa,<a href=\"http:\/\/www.chiusiblog.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/cappellaio.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-25099\" title=\"cappellaio\" src=\"http:\/\/www.chiusiblog.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/cappellaio-186x300.jpg\" alt=\"\" width=\"186\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.chiusiblog.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/cappellaio-186x300.jpg 186w, https:\/\/www.chiusiblog.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/cappellaio-93x150.jpg 93w, https:\/\/www.chiusiblog.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/cappellaio.jpg 200w\" sizes=\"(max-width: 186px) 100vw, 186px\" \/><\/a> ebrea convertita.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">L\u2019<strong>ottavo personaggio,<\/strong> anonimo, appartiene alla leggenda, una<strong> leggenda cristiana<\/strong> legata al culto del<strong> Santo Anello<\/strong> della Madonna a Chiusi, una reliquia ritenuta miracolosa venerata prima nell\u2019antica chiesa di S. Mustiola e poi nella cattedrale di Chiusi, dove rimase fino al 1473, quando fu rubata e portata a Perugia. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Questa in sintesi la leggenda: ai tempi dell\u2019imperatore Ottone III, attorno all\u2019<strong>anno Mille<\/strong>, l\u2019anello giunge a Chiusi da Roma portatovi da un orafo, <strong>Ainerio<\/strong>, a cui era stato affidato da un mercante ebreo di pietre preziose, che gliene aveva rivelata l\u2019origine; l\u2019orafo per\u00f2 lo trascura, quasi dimenticandosene, fino a quando muore il suo<strong> figlio<\/strong> giovinetto, che durante il funerale risorge lo stretto tempo necessario per rimproverarlo e per invitarlo a far <strong>custodire col massimo onore la reliquia<\/strong> nella chiesa di S. Mustiola. Qui l\u2019anello d\u00e0 una prima dimostrazione delle sue qualit\u00e0 miracolose paralizzando il dito della contessa che aveva osato indossarlo; poi lo risana di fronte alle preghiere della nobildonna.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">\u00c8 evidente il ruolo fondamentale, provvidenziale, svolto dall\u2019anonimo<strong> mercante ebreo,<\/strong> perch\u00e9 \u00e8 lui ad affidare all\u2019orafo chiusino l\u2019anello trasmessogli come preziosa eredit\u00e0 dai suoi avi ed \u00e8 lui che, nel donarglielo, gli rivela come esso sia lo stesso usato nel matrimonio fra Giuseppe e Maria, quella Maria \u201c<em>che voi cristiani chiamate Vergine<\/em>\u201d \u2013 gli dice &#8211; e alla cui stessa famiglia egli appartiene.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Nonostante nel medioevo, nel mondo occidentale, gli Ebrei abbiano spesso goduto di cattiva letteratura, questo mercante viene descritto in modo positivo, visto che rinuncia all\u2019anello non per soldi e per spirito venale, ma per buon animo verso il cliente cristiano e la religione da lui professata, quasi si fosse gi\u00e0 nel<strong> suo intimo convertito<\/strong> o desiderasse farlo. <\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_25100\" style=\"width: 235px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.chiusiblog.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/Anello-della-Madonna.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-25100\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-25100\" title=\"Anello della Madonna\" src=\"http:\/\/www.chiusiblog.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/Anello-della-Madonna-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.chiusiblog.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/Anello-della-Madonna-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.chiusiblog.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/Anello-della-Madonna-112x150.jpg 112w, https:\/\/www.chiusiblog.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/Anello-della-Madonna.jpg 576w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-25100\" class=\"wp-caption-text\">Anello della Madonna<\/p><\/div>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Forse la chiave della luce benevola sotto la quale viene presentato il personaggio \u00e8 proprio questo suo apparire \u201c<em>criptocristiano<\/em>\u201d,<strong> \u201c<em>cristiano nascosto<\/em>\u201d<\/strong>, tanto che la stessa figura assume tratti pi\u00f9 aspri e negativi in una seconda versione della leggenda, scritta in volgare alla met\u00e0 del Trecento (la prima, probabilmente pi\u00f9 antica, \u00e8 in latino).<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">In questo caso egli regala la reliquia solo per liberarsene, perch\u00e9 era divenuta l\u2019oggetto dei suoi incubi notturni e non voleva rischiare per essa di allontanarsi dalla sua religione.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Va detto che proprio l\u2019 <strong>\u201c<em>ostinazione<\/em>\u201d degli Ebrei<\/strong> a non convertirsi era sentita nel mondo medioevale cristiano come motivo di ostilit\u00e0 nei loro confronti, dal momento che appariva segno di \u201c<em>cattiveria<\/em>\u201d il loro rifiuto della nuova religione, il cui messaggio, per le comuni radici, essi avrebbero dovuto ben comprendere.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">\u00c8 possibile anche che dietro alla donazione della reliquia ci fosse il riflesso della legge che impediva agli Ebrei di detenere a pegno oggetti di culto cristiani ed altri che portassero il sigillo pubblico.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">L\u2019esistenza di tale norma ci fa comprendere meglio perch\u00e9 la <strong>Comunit\u00e0 di Sarteano il 3 settembre 1560<\/strong> deliber\u00f2 di farsi prestare da alcuni suoi facoltosi cittadini \u201c<em>una sbernia<\/em> <em>di damasco cremisi et una cotta<\/em> <em>di raso dorato<\/em>\u201d (una sorta di mantello da donna e una casacca o gonnella) e sedici \u201c<em>pezze di p\u00e0no lino<\/em>\u201d; era l\u2019unico modo per procurarsi beni preziosi da impegnare a garanzia presso tale <strong><em>Benedetto Hebreo<\/em><\/strong> per ottenere un finanziamento di 90 fiorini da restituire in tre mesi.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Benedetto <em>Hebreo<\/em> (in un altro documento si legge: <em>Hibr\u00eco<\/em>) sicuramente aveva un <strong>banco di pegni a Sarteano,<\/strong> non solo perch\u00e9 nel V volume delle Memorie del Comune rimangono testimonianze di pi\u00f9 operazioni di prestito con lui protagonista, ma soprattutto perch\u00e9 \u00e8 lo stesso Comune a imporgli con una deliberazione del 24 luglio 1561 il tasso d\u2019interesse da applicare: il venti per cento.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Questa deliberazione \u00e8 anche l\u2019ultimo ricordo della presenza di un prestatore ebreo a Sarteano e, se si considera che la <a href=\"http:\/\/www.chiusiblog.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/Sarteano-veduta-medioevale.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-25101\" title=\"Sarteano veduta medioevale\" src=\"http:\/\/www.chiusiblog.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/Sarteano-veduta-medioevale-300x97.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"97\" srcset=\"https:\/\/www.chiusiblog.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/Sarteano-veduta-medioevale-300x97.jpg 300w, https:\/\/www.chiusiblog.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/Sarteano-veduta-medioevale-150x48.jpg 150w, https:\/\/www.chiusiblog.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/Sarteano-veduta-medioevale.jpg 394w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>prima era di poco anteriore al 30 luglio 1560, si deve desumere che tale presenza fu limitata nel tempo, cos\u00ec come breve fu il fiorire in quel periodo di numerosi altri banchi di credito ebraici nelle campagne attorno a Firenze, Arezzo e Siena.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Forse segu\u00ec la fine della Guerra di Siena nel 1559, quando anche Sarteano entr\u00f2 nell\u2019orbita dello stato fiorentino e quindi pot\u00e9 stabilire pi\u00f9 facili relazioni con la roccaforte di Firenze in Val di Chiana, Montepulciano, dove viveva e operava un\u2019importante comunit\u00e0 ebraica (44 persone nel 1570), che fra l\u2019altro ci ha restituito un rarissimo registro del banco pegni scritto in ebraico risalente al 1409-1410.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_25104\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.chiusiblog.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/Venditori-di-stracci-nel-ghetto.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-25104\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-25104\" title=\"Venditori di stracci nel ghetto\" src=\"http:\/\/www.chiusiblog.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/Venditori-di-stracci-nel-ghetto-300x211.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"211\" srcset=\"https:\/\/www.chiusiblog.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/Venditori-di-stracci-nel-ghetto-300x211.jpg 300w, https:\/\/www.chiusiblog.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/Venditori-di-stracci-nel-ghetto-150x105.jpg 150w, https:\/\/www.chiusiblog.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/Venditori-di-stracci-nel-ghetto.jpg 500w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-25104\" class=\"wp-caption-text\">Venditori di stracci nel ghetto<\/p><\/div>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">La presenza cess\u00f2 invece quasi sicuramente <strong>non oltre il 1571<\/strong>, quando furono creati i ghetti di Siena e di Firenze, destinati ad accogliere tutti gli ebrei dello Stato toscano, obbligati a trasferirvisi dopo che Cosimo I dei Medici, per divenire Granduca con l\u2019appoggio del Papa Pio V, aveva rinnegato la sua precedente politica di tolleranza nei loro confronti.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Peraltro a Montepulciano, nonostante i divieti granducali, alcuni ebrei restarono fino al 1656, seppure impossibilitati sin dal 1570 ad esercitare qualsiasi attivit\u00e0 di prestito, per la revoca di tutti i permessi.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">In Toscana il clima di ostilit\u00e0 antiebraica si era manifestato apertamente gi\u00e0 prima, nella seconda met\u00e0 del \u2018400 e agli inizi del \u2018500, quando tuonarono contro l\u2019usura soprattutto i Frati Francescani, fra cui San Bernardino da Siena ed il Beato Alberto da Sarteano, quasi parallelamente alla creazione dei <strong>primi Monti di Piet\u00e0, gestiti dal clero e da mercanti \u201c<em>di buona reputazione<\/em>\u201d.<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Peraltro nello stesso periodo, alla corte di Lorenzo il Magnifico, attorno a Pico della Mirandola, scienziati e artisti ebrei contribuirono alla grande fioritura di studi che caratterizz\u00f2 l\u2019Umanesimo italiano.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">In questo ambito si inserisce Abraham da Sarteano, che visse nella cerchia dei banchieri letterati di Firenze e Volterra e che attorno al 1491 partecip\u00f2 a una <em>gioiosa tenzone<\/em> tra poeti ebrei \u201c<em>in lode e in biasimo della donna<\/em>\u201d con una lunga poesia satirica intitolata \u201c<em>Il misogino<\/em>\u201d.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Abbiamo ricordato una badessa, ebrea convertita.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Il suo nome era<strong> Donna Angela<\/strong> ed era badessa del <strong>Monastero di S. Stefano a Chiusi.<a href=\"http:\/\/www.chiusiblog.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/Il-Regio-Conservatorio-di-Santo-Stefano-negli-anni-301.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-25106\" title=\"Il-Regio-Conservatorio-di-Santo-Stefano-negli-anni-301\" src=\"http:\/\/www.chiusiblog.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/Il-Regio-Conservatorio-di-Santo-Stefano-negli-anni-301-198x300.jpg\" alt=\"\" width=\"198\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.chiusiblog.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/Il-Regio-Conservatorio-di-Santo-Stefano-negli-anni-301-198x300.jpg 198w, https:\/\/www.chiusiblog.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/Il-Regio-Conservatorio-di-Santo-Stefano-negli-anni-301-99x150.jpg 99w, https:\/\/www.chiusiblog.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/Il-Regio-Conservatorio-di-Santo-Stefano-negli-anni-301.jpg 509w\" sizes=\"(max-width: 198px) 100vw, 198px\" \/><\/a><\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Probabilmente si era convertita al cristianesimo in et\u00e0 avanzata, quando gi\u00e0 aveva un figlio, ed era entrata in convento portando in dote i suoi beni.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Evidentemente era ricca.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Nel gennaio 1569 i magistrati del Comune chiesero al vescovo di rimuoverla dalla carica. Ufficialmente la motivazione della richiesta era la cattiva gestione delle propriet\u00e0 del monastero, ma la data \u00e8 sospetta perch\u00e9 coincide con la nuova politica antiebraica della casata Medici; di l\u00ec a poco, nel giugno dello stesso anno, sarebbe giunto anche l\u2019ordine sovrano che proibiva ai Chiusini di tenere nella loro citt\u00e0 gli Ebrei.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Forse si voleva solo allontanarla e allontanare con lei il figlio e i nipoti, dato che per ottenere spontaneamente questo risultato la contropartita offerta era la restituzione di tutti i beni portati in dote al Monastero pi\u00f9 un\u2019ulteriore somma di 25 fiorini.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">In fondo la citt\u00e0 di<strong> Chiusi era abituata a convivere con gli Ebrei,<\/strong> come dimostra la presenza \u201c<em>da tempo immemorabile<\/em>\u201d (cos\u00ec si affermava nell\u2019anno 1600) di un luogo destinato alla sepoltura dei loro morti (ma anche per piantarvi le forche) e la memoria specifica di due medici cerusici condotti (Maestro Salomone, nel 1496, e <em>Magistro Moysy<\/em> (Mos\u00e8) Aliucci di Montepulciano, nel 1462-63), di un prestatore di denaro nel 1508 (Ishael Ebreo) e, ancor prima, nel 1493, di statuti in 18 articoli pattuiti \u201c<em>con certi Ebrei<\/em>\u201d per disciplinare le attivit\u00e0 di prestito dietro pegno.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"font-size: medium;\">Nel 1463, a Chiusi, il medico Mos\u00e8 fu tra l\u2019altro l\u2019unico assieme al Comune a contribuire al finanziamento della Crociata di Papa Pio II (L. 200 la sua quota; L. 260 quella del Comune).<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Come a Montepulciano un certo numero di Ebrei continu\u00f2 a vivere in citt\u00e0 anche dopo la creazione dei ghetti di Siena e Firenze. Lo dimostrano una supplica rivolta dal Comune al Granduca nel 1591 perch\u00e9 consenta a Prospero Ebreo, cappellaio, e alla sua famiglia di metter su casa e bottega dentro Chiusi; la risposta fu \u201c<em>Concedesi, purch\u00e9 non impresti<\/em>\u201d. Nel 1636 la richiesta fu analoga per altri due ebrei.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Le notizie raccolte sono sicuramente scarne ma due dati balzano subito all\u2019attenzione: il<strong> numero limitato<\/strong> degli Ebrei presenti e il loro <strong>livello culturale<\/strong> generalmente elevato.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Cognizioni tecniche approfondite e un buon bagaglio di conoscenze erano del resto indispensabili perch\u00e9 essi potessero esercitare le sole attivit\u00e0 che per legge erano loro consentite: alcuni mestieri manuali, di tipo artigianale (fabbro, sarto, muratore, tessitore, vasaio, &#8230;), certe occupazioni del settore terziario (osti, librai, scrivani, &#8230;), ma nessuna libera professione, salvo quelle di medico, prestatore di denaro, coniatore di monete e importatore di spezie.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Forse, per\u00f2, \u00e8 stato proprio il livello culturale sensibilmente superiore alla media del tempo, assieme alla fede religiosa, la forza (l\u2019 \u201c<em>ostinazione<\/em>\u201d tanto contestatagli) che ha consentito a questo popolo di mantenere la propria identit\u00e0 per pi\u00f9 di due millenni, a dispetto dei suoi numeri (una consistenza demografica limitata a famiglie e piccole comunit\u00e0 all\u2019interno di grandi nazioni) e delle tremende persecuzioni di cui \u00e8 stato vittima.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Sin qui ho parlato del popolo ebreo che non si confonde con gli altri e anche degli altri che nel tempo hanno voluto evitare di mescolarsi ad esso, tanto da rinchiuderlo letteralmente, nelle citt\u00e0, in un ghetto, un quartiere con tanto di cancelli che la notte venivano serrati.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Soprattutto ho parlato di presenze fisiche.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Ora vorrei affrontare il tema delle sopravvivenze culturali, delle tracce cio\u00e8 che nella cultura di questi luoghi hanno lasciato tali presenze, numericamente forse limitate ma si direbbe costanti per secoli, se \u2013 come visto \u2013 un documento del 1600 (bando indirizzato dal Gonfaloniere e dai Priori di Chiusi al Vescovo, per l\u2019affissione sulla porta della Cattedrale) attesta l\u2019uso \u201c<em>per tempo immemorabile<\/em>\u201d di far seppellire i <strong>loro morti \u201c<em>in un certo poggio posto in corte di Chiusi contrada il Portone nomato Poggio del Ebrei<\/em>\u201d.<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Alcune appartengono alla categoria dei luoghi comuni, fondati su pregiudizi la cui nascita sarebbe troppo comodo e antistorico attribuire alle Leggi razziali di Mussolini del 1938, pur se la propaganda all\u2019epoca fu forte e capace di attecchire rapidamente nei modi di dire ancor prima che nei cuori.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">\u00c8 il caso dell\u2019uso della parola \u201c<em>ebreo<\/em>\u201d in un certo nostro intercalare, non nel senso etnico suo proprio ma in quello dispregiativo di \u201c<em>avaro<\/em>\u201d, uso probabilmente radicatosi perch\u00e9 agli occhi del popolino assillato dai bisogni chi prestava denaro dietro pegno (l&#8217;ebreo) possedeva molto denaro e viveva miseramente, sfuggendogli che per quel prestatore il denaro non era una propriet\u00e0 come la terra per il padrone, ma essenzialmente uno strumento di lavoro come per i nostri vecchi la zappa o &#8220;<em>le bestie<\/em>&#8220;; nelle sue orecchie non potevano inoltre non risuonare gli echi delle prediche del clero contro l\u2019usura.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Si possono invece escludere ragioni sociali recenti, perch\u00e9 la storia moderna delle presenze ebraiche in Val di Chiana, quella cio\u00e8 successiva all\u2019unit\u00e0 d\u2019Italia, rivela piuttosto, nei rapporti con la gente comune, momenti importanti di solidariet\u00e0 e di condivisione di obiettivi.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_25108\" style=\"width: 160px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.chiusiblog.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/Libro-Marcella-Levi-Bianchini.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-25108\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-25108\" title=\"Libro Marcella Levi Bianchini\" src=\"http:\/\/www.chiusiblog.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/Libro-Marcella-Levi-Bianchini.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"205\" srcset=\"https:\/\/www.chiusiblog.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/Libro-Marcella-Levi-Bianchini.jpg 150w, https:\/\/www.chiusiblog.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/Libro-Marcella-Levi-Bianchini-109x150.jpg 109w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-25108\" class=\"wp-caption-text\">Libro di Marcella Levi Bianchini<\/p><\/div>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Sono esemplari le storie di Marcella Levi Bianchini, ebrea sfuggita al rastrellamento del Ghetto di Roma dell\u2019ottobre \u201943, che a Chiusi trov\u00f2 ospitalit\u00e0 e rifugio per mesi fino all\u2019arrivo degli Alleati, e di Aldo Mieli, altro ebreo, figlio del ricco proprietario terriero della Foce, che, socialista e letterato, fu tra i principali organizzatori della protesta contadina del maggio 1902, a Chianciano, la prima in Toscana.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Al nome Mieli \u00e8 legata anche la donazione di un\u2019importante collezione di reperti etruschi in favore del Comune di Siena, ora conservata nel museo dell\u2019Accademia dei Fisiocritici, segno che nel primo ventennio del secolo scorso anche i rapporti con le istituzioni pubbliche erano pi\u00f9 che buoni.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Devo peraltro annotare una voce dissonante, che mi \u00e8 stata riferita relativamente alla pretesa che \u201c<em>l\u2019Ebreo padrone della Foce<\/em>\u201d, quindi presumibilmente lo stesso Aldo Mieli o suo padre, avrebbe avuto nei confronti delle donne che si recavano nella Grotta delle Pocce Lattaie per attingere l\u2019acqua della polla che vi scaturiva, ritenuta sin dall\u2019antichit\u00e0 \u201c<em>miracolosa<\/em>\u201d e in particolare capace di favorire la secrezione del latte nelle puerpere. Voleva essere pagato, in quanto proprietario del fondo.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Su di una voce non si possono costruire teorie ma la lettura pi\u00f9 ragionevole dell\u2019episodio, qualora gli si riconoscesse un fondamento di verit\u00e0, potrebbe essere la seguente: da un lato le donne che sono fonte della notizia, arrabbiate contro quella che a loro appare, per pregiudizio antico, l\u2019 \u201c<em>avidit\u00e0 dell\u2019Ebreo<\/em>\u201d; dall\u2019altra il padrone del luogo, intellettuale progressista, che richiede l\u2019obolo assolutamente non per ingordigia ma per porre freno a quella che dall\u2019alto della sua cultura ritiene una pratica superstiziosa e bigotta.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Tutto questo in un\u2019epoca in cui nella vicina Chianciano lo sfruttamento delle acque minerali e termali era gi\u00e0 un\u2019attivit\u00e0 imprenditoriale avviata.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_25109\" style=\"width: 180px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.chiusiblog.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/Aldo_Mieli_1879-1950_E001-2_thumbnail.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-25109\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-25109\" title=\"Aldo_Mieli_1879-1950_E001-2_thumbnail\" src=\"http:\/\/www.chiusiblog.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/Aldo_Mieli_1879-1950_E001-2_thumbnail.jpg\" alt=\"\" width=\"170\" height=\"243\" srcset=\"https:\/\/www.chiusiblog.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/Aldo_Mieli_1879-1950_E001-2_thumbnail.jpg 170w, https:\/\/www.chiusiblog.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/Aldo_Mieli_1879-1950_E001-2_thumbnail-104x150.jpg 104w\" sizes=\"(max-width: 170px) 100vw, 170px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-25109\" class=\"wp-caption-text\">Aldo Mieli (1879-1950)<\/p><\/div>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Va da s\u00e9 che un contributo illuminante potrebbe venire dalla lettura degli scritti e delle carte di Aldo Mieli e della sua famiglia.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Torniamo a un passato pi\u00f9 remoto con una tradizione popolare che \u00e8 invece segno delle comuni radici religiose: l\u2019uso delle rose nei riti della Pentecoste, la Pentecoste cristiana e quella ebraica (<em>Shavuot<\/em>), che entrambe ricorrono tra maggio e giugno, cinquanta giorni dopo la Pasqua.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Quando parlo della Pasqua, anche in questo caso mi riferisco a una festa comune alle due religioni: la Pasqua di resurrezione dei Cristiani e la Pasqua ebraica (<em>Pesach<\/em>), che celebra il passaggio del Mar Rosso da parte del popolo d\u2019Israele guidato da Mos\u00e8 in fuga dall\u2019Egitto.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">La fonte delle notizie, per la parte cristiana, sono sempre gli archivi della Valdichiana, seppure l\u2019usanza di far cadere dall\u2019alto petali di rosa durante la messa della vigilia di Pentecoste appartenga pi\u00f9 in generale alla tradizione medioevale romana ed abbia dato il nome alla festa, nota in passato come \u201c<em>Pasqua <\/em>(<em>Pascuccia<\/em>)<em> rosata<\/em>\u201d o \u201c<em>Pasqua rosa<\/em>\u201d, che poi \u00e8 lo stesso nome ancora in uso presso gli ebrei di Roma per chiamare <em>Shavuot<\/em>, quando, forse per ricordare il profumo dei fiori presente al momento della promulgazione della <em>Tor\u00e0<\/em> (la Legge) sul Monte Sinai, le sinagoghe ricevono un addobbo floreale, di rose in particolare.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">A Chiusi c\u2019era la consuetudine di adornare di rose il grande vaso di terracotta, o \u201c<em>conca<\/em>\u201d, che conteneva l\u2019acqua che, dopo essere stata consacrata, veniva portata a casa dai fedeli insieme alle rose, in segno di benedizione.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Non presuppone invece necessariamente radici comuni o presenze locali l\u2019esistenza nel vernacolo chiusino di fenomeni fonetici e vocaboli tipici del <em>bagitto<\/em>, il linguaggio parlato un tempo dagli ebrei livornesi: \u00e8 il caso della trasformazione della \u201c<em>v<\/em>\u201d in \u201c<em>b<\/em>\u201d nella parola \u201c<em>voce<\/em>\u201d, pronunciata \u201c<em>boce<\/em>\u201d (da cui anche \u201c<em>bociare<\/em>\u201d e \u201c<em>Bociona<\/em>\u201d, il soprannome di una vecchia bidella), e di aggettivi come <em>impipinito <\/em>(pieno di s\u00e9, molto preso da un\u2019emozione o convinzione) e <em>gadollo<\/em> (\u201c<em>bello gadollo<\/em>\u201d = robusto, pasciuto, dall\u2019ebraico \u201c<em>gadol<\/em>\u201d, grande), che qui comunque rimangono nel limbo di un uso occasionale e quasi sempre caricaturale.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Tutt\u2019al pi\u00f9 contatti potrebbero essere avvenuti a Livorno: in tempi recenti, per i molti ferrovieri l\u00ec emigrati per ragioni di lavoro, o anche pi\u00f9 in antico; nel 1630, ad esempio, Flaminio Dei, esponente della pi\u00f9 antica nobilt\u00e0 chiusina, fu nominato addetto militare di quel porto divenuto la \u201c<em>citt\u00e0 senza ghetto<\/em>\u201d, sede privilegiata di una grande comunit\u00e0 ebraica costituitasi<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_25111\" style=\"width: 224px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.chiusiblog.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/Livornine.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-25111\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-25111\" title=\"Livornine\" src=\"http:\/\/www.chiusiblog.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/Livornine-214x300.jpg\" alt=\"\" width=\"214\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.chiusiblog.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/Livornine-214x300.jpg 214w, https:\/\/www.chiusiblog.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/Livornine-107x150.jpg 107w, https:\/\/www.chiusiblog.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/Livornine.jpg 513w\" sizes=\"(max-width: 214px) 100vw, 214px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-25111\" class=\"wp-caption-text\">Livornine<\/p><\/div>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">per effetto dei bandi (ricordati nel loro insieme come \u201c<em>Le Livornine<\/em>\u201d) con cui fra il 1591 e il 1593, per assicurarne lo sviluppo e il popolamento, il granduca Ferdinando I garant\u00ec ai mercanti \u201c<em>ebrei, turchi e mori<\/em>\u201d piena libert\u00e0 di stabilirvisi e di commerciare, assieme alla pi\u00f9 completa libert\u00e0 di culto e di organizzazione interna delle rispettive comunit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Rovistando tra le pieghe della nostra cultura materiale potremmo trovare ulteriori elementi di consonanza e d\u2019identit\u00e0, si pensi al <strong>brustico e al tegamaccio, <\/strong>piatti di pesce tipici del Lago di Chiusi e dintorni, cucinati con lisca e squame cos\u00ec come prescrivono anche le rigide <strong>regole ebraiche;<\/strong> in questa caso, per\u00f2, a spiegare la coincidenza c\u2019\u00e8 solo la presunzione della formazione di entrambe le tradizioni culinarie in contesti naturali e sociali simili, quelli dei pescatori delle acque interne della Val di Chiana e della valle del Giordano.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Voglio concludere con un mistero, o meglio con un toponimo della cui presenza al momento non \u00e8 possibile dare una spiegazione plausibile: Sionne, pronunciato \u201c<em>Zionne<\/em>\u201d, con la \u201c<em>z<\/em>\u201d sorda, da mia madre e dai suoi familiari, che ci abitavano.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">In questa localit\u00e0 prossima a Querce al Pino, individuata da un\u2019altura che fiancheggia a occidente l\u2019autostrada, si ritrova il nome del colle a mezzogiorno di Gerusalemme su cui Davide fond\u00f2 la rocca, Sion, divenuto poi sinonimo di Gerusalemme stessa e del popolo d\u2019Israele.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">\u00c8 forse il \u201c<em>Poggio del Ebrei<\/em>\u201d di cui parla il documento del 1600?<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Credo che sia da escludere, perch\u00e9 l\u2019ubicazione pi\u00f9 plausibile di quest\u2019ultimo, che era detto \u201c<em>posto in corte di Chiusi contrada il Portone<\/em>\u201d, dovrebbe essere fuori Porta Lavinia, alle falde della collina dell\u2019Arcisa, dov\u2019\u00e8 presente il vocabolo <strong>Portonaccio (cio\u00e8 \u201c<em>Portone Vecchio<\/em>\u201d),<\/strong> gi\u00e0 censito nel catasto trigonometrico di fine \u2018700 dell\u2019Archivio comunale di Chiusi (particella 623 del Popolo di S. Secondiano), che probabilmente deve il suo nome ai resti d\u2019una porta della citt\u00e0, la stessa ricordata da Bartolomeo Macchioni nell\u2019ultimo decennio del XVII secolo (\u201c<em>il Campo della Recisa unisce con quello di Piero, e solo \u00e8 separato da una porta antica<\/em>\u201d).<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Le ripe sabbiose della collina si prestano poi ad essere stato teatro di attivit\u00e0 abusive di cava di rena, le stesse che il bando del 1600 voleva impedire minacciando \u201c<em>punizione espressa con pene temporali e schomunica<\/em>\u201d; sappiamo infine che proprio la localit\u00e0 <strong>Portonaccio nel 1911 ha restituito un sepolcreto<\/strong> risalente agli anni iniziali dell\u2019occupazione longobarda della citt\u00e0 (fine VI sec. a.C.) e pertanto d\u2019individui che probabilmente ancora non risultavano integrati nella comunit\u00e0 cristiana di Chiusi.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Facile dunque vedere in questo luogo anche quello destinato per tutto il medioevo a \u201c<em>sepelire ebrei<\/em>\u201d.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Roberto Sanchini Il 70 e il 135 d.C. sono date estremamente importanti per la storia del popolo ebreo, perch\u00e9 la distruzione di Gerusalemme ad opera di Tito, poi imperatore nel 79 d.C., e successivamente la repressione dell\u2019ultima rivolta ebraica &hellip; <a href=\"https:\/\/www.chiusiblog.it\/?p=24827\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[5,8,10],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.chiusiblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/24827"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.chiusiblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.chiusiblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chiusiblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chiusiblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=24827"}],"version-history":[{"count":14,"href":"https:\/\/www.chiusiblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/24827\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":25115,"href":"https:\/\/www.chiusiblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/24827\/revisions\/25115"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.chiusiblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=24827"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chiusiblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=24827"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chiusiblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=24827"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}