{"id":34057,"date":"2018-02-27T15:49:23","date_gmt":"2018-02-27T14:49:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.chiusiblog.it\/?page_id=34057"},"modified":"2018-02-27T16:31:40","modified_gmt":"2018-02-27T15:31:40","slug":"chiusi-4-0","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.chiusiblog.it\/?page_id=34057","title":{"rendered":"Chiusi 4.0"},"content":{"rendered":"<p>In questa pagina vengono raccolte le proposte per lo sviluppo di strategie all&#8217;adattamento di Chiusi alla rvoluzione tecnologica in atto.<\/p>\n<p>27.7.2018 Contributo di Paolo Scattoni<\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\"><u><b>Contributo alla discussione su un progetto di autogoverno locale: Chiusi 4.0<\/b><\/u><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\"><b>1. Introduzione<\/b><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Questa nota esplora le potenzialit\u00e0 di una comunit\u00e0 locale formata da gruppi di cittadini fra loro organizzati. Le azioni previste, infatti, debbono poter essere realizzate anche senza relazionarsi al governo ufficiale gestito da rappresentanti eletti. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Assume che la conoscenza comune diffusa nella comunit\u00e0 locale pu\u00f2 svilupparsi in maniera efficace per la qualit\u00e0 della vita. La nota non prefigura un piano complesso coerente e rigido, ma la possibilit\u00e0 di un coordinamento flessibile capace di riorganizzarsi continuamente sulla base di nuovi apporti o di fallimenti di progetti pregressi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">La rete e l&#8217;innovazione tecnologica permettono oggi di pensare azioni a costo sostenibile da parte di piccoli gruppi, che possono affiancarsi e magari anche competere con quelle ufficiali espressione della democrazia rappresentativa.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\"><b>2 Informazione<\/b><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Recentemente a Chiusi abbiamo sperimentato una sorta di &#8220;catenaccio&#8221; da parte della stampa cartacea o quella online. Troppo spesso i centri di potere tradizionali (soprattutto il partito di maggioranza) hanno pesantemente condizionato il rilascio di informazione. Molto spesso il tutto \u00e8 stato indirizzato a preparare decisioni che avrebbero potuto risultare sgradite o comunque criticate. L&#8217;informazione autogestita e partecipata \u00e8 possibile a basso costo. L&#8217;utilizzazione dei social ha in qualche modo aiutato a correggere le forme pi\u00f9 evidenti di strumentalizzazione.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\"><i><u>2.1. Giornalismo di cittadinanza<\/u><\/i><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Sin dal 2010 l&#8217;esperienza di chiusiblog (per un anno chiusinews) ha dimostrato pur con limiti che il giornalismo di cittadinanza \u00e8 possibile. I tentativi di forzarne la chiusura hanno dimostrato che questa forma di informazione e dibattito ha disturbato la macchina dell&#8217;informazione orientata dal governo locale. Ne 2017 i post pubblicati sono stati 2010.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">I contatti pi\u00f9 di 86.000 La maggior part dei post sono stati commentati. La scarsit\u00e0 di dibattito \u00e8, secondo alcuni, dovuta alla esclusione di contributi e commenti anonimi. Molti temono che esprimere un giudizio pu\u00f2 avere conseguenze secondo la regola del &#8220;non si sa mai&#8221;.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">I contributi debbono riguardare i problemi locali, salvo rare eccezioni. I post brevi e facilmente leggibili. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">I costi molto limitati soprattutto se i gestori potranno fare affidamento su una consulenza informatica gratuita. \u00c8 difficile valutare l&#8217;impatto e l&#8217;utilit\u00e0 di iniziative di questo genere che per\u00f2 gli utilizzatori apprezzano.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\"><i><u>2.2. Monitoraggio dei problemi locali<\/u><\/i><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Molto spesso la complessit\u00e0 dei problemi locali non permette una conoscenza di facile accesso da parte della maggioranza dei cittadini. Una collaborazione fra cittadini potrebbe consentire una documentazione aggiornata di quello che avviene nella comunit\u00e0 locale. Per Chiusi da aprile \u00e8 stata lanciato il sito &#8220;chiusiaperta.it&#8221;. Il progresso lento di quell&#8217;iniziativa testimonia la necessit\u00e0 di un gruppo che si occupi di questo servizio. Di nuovo l&#8217;investimento \u00e8 quasi trascurabile. \u00c8 necessario un sito e la collaborazione molto saltuaria di un informatico.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\"><i><u>2.3. Archivi e conoscenza comune<\/u><\/i><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">\u00c8 assai frequente che una comunit\u00e0 locale dimentichi avvenimenti che hanno interessato molti e determinato dibattiti anche intensi. La memoria breve sta alla base della debolezza con la quale la comunit\u00e0 stessa si confronta con portatori di interesse organizzati. La disponibilit\u00e0 di memoria digitale di massa a basso costo apre a sistemi autogestiti. Si tratta quindi di progettare un sistema capace di ospitare le cronache locali per argomento. \u00c8 fondamentale riuscire a garantire la trasparenza di processi decisionali dei pubblici poteri cos\u00ec come ad altri portatori di interesse. Garantire la trasparenza in maniera autogestita pu\u00f2 contribuire a migliorare la qualit\u00e0 delle decisione. La garanzia di tracciabilit\u00e0 permette anche di accelerare processi decisionali che rivisitano cosi di azioni precedentemente scelti.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\"><b>3. Formazione<\/b><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">In una visione di autogoverno locale la formazione assume un ruolo strategico. L&#8217;autogoverno locale in questo caso pu\u00f2 assumere un ruolo di grande importanza. Infatti la velocit\u00e0 del mutamento trova troppo spesso una scuola assai lenta, quasi ferma e impotente, nel rispondere a quella che viene definita la terza rivoluzione industriale, che per alcuni \u00e8 a ormai divenuta la quarta. Questo ritardo \u00e8 ancora pi\u00f9 critico nelle cosiddette aree interne.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">A tale situazione critica questa iniziativa ipotizza che si pu\u00f2 rispondere essenzialmente in due modi: attivando una formazione utilizzando risorse locali o sfruttano le risorse in rete. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\"><i><u>3.1 Potenzialit\u00e0 locali<\/u><\/i><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">L&#8217;esperienza dei corsi di introduzione ad Arduino organizzati dall&#8217;associazione Innovazione Locale ha dimostrato che si pu\u00f2 arrivare a organizzare corsi di buona qualit\u00e0 con risorse locale. Quell&#8217;offerta dovrebbe essere ampliata. Nella nostra comunit\u00e0 esistono numerose risorse che possono o potrebbero contribuire alla formazione.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Un esempio \u00e8 quello dell&#8217;insegnamento della lingua italiana. Alcuni volontari hanno provveduto in diversi modi ad impartire lezioni per la conoscenza della lingua italiana degli immigrati o richiedenti asilo stranieri. Un altro esempio \u00e8 quello della LUBIT che se pur emanazione della curia vescovile \u00e8 basata sul lavoro volontario di alcuni volontari. Quell&#8217;iniziativa potrebbe essere ripetuta anche in ambiti diversi da quello biblico e teologico.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\"><i><u>3.2 Formazione integrata con risorse in rete.<\/u><\/i><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">La rete offre una grande quantit\u00e0 di risorse per la formazione. Molte sono di ottima qualit\u00e0, altre meno. L&#8217;auto-organizzazione della formazione vi pu\u00f2 fare affidamento una volta scelti gli strumenti pi\u00f9 adatti. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Il punto pi\u00f9 qualificato dell&#8217;offerta \u00e8 quella dei Massive Open Online Courses (MOOC). Ci sono diverse piattaforme dove le pi\u00f9 importanti universit\u00e0 del mondo mettono a disposizione corsi brevi (di solito dalle 4 alle 8 settimane) su su un&#8217;enorme variet\u00e0 di temi. I corsi sono di solito gratuiti. Si paga eventualmente la certificazione di superamento dell&#8217;esame a cura della universit\u00e0 che organizza. I corsi sono costruiti per un rapporto individuale e interazione in rete, ma niente impedisce di organizzare un sistema misto dove il corso \u00e8 accompagnato da un incontro regolare di un gruppo organizzato con tutor locali esperti.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">I fruitori di questa attivit\u00e0 possono essere studenti interessati ad integrare le loro conoscenze scolastiche come pure da cittadini interessati.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\"><b>4. Innovazione tecnologica<\/b><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Una piccola comunit\u00e0 locale ha maggiori problema seguire il flusso di potenziali innovazioni che la rivoluzione tecnologica in corso impone. Nei grandi e medi centri urbani ci sono maggiori opportunit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">La corrente di pensiero dominante che al momento prevale per progetti di scienza di cittadinanza capace di produrre innovazione si basa su attrezzature complesse a basso costo. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">L&#8217;introduzione sul mercato del microcontrollore Arduino e dei suoi numerosi cloni ha determinato grandi cambiamenti.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\"><i><u>4.1 Ambiente Maker<\/u><\/i><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Quello de maker \u00e8 un vero e proprio movimento caratterizzato da attivit\u00e0 quasi ludiche e allo stesso tempo indirizzate alla creazione di prodotti e sistemi di rilevamento fra i pi\u00f9 diversi. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">L&#8217;attivit\u00e0 del maker pu\u00f2 essere svolta anche a livello individuale, ma la mancanza di un ambiente adeguato rende l&#8217;attivit\u00e0 del maker sterile e senza adeguata finalizzazione.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">i tratta quindi di mettere in attp misure realistiche e sostenibili per l&#8217;accesso a infrastrutture adeguate. Nella pratica locale un punto di partenza fondamentale potrebbe consistere nella creazione di in FabLab, un luogo di incontro che contenga attrezzature che un utente singolo non pu\u00f2 permettersi. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Altra potenzialit\u00e0 \u00e8 quella del co-working. Imprese a tecnologia avanzata mettono a disposizione spazi e servizi in cambio di un puro rimborso spese da parte degli utilizzatori che li utilizzano per sviluppare un progetto di nuovo prodotto o servizio. Soltanto allora si potr\u00e0 pensare a start up per le quali in teoria esiste uno spazio attrezzato messo a disposizione dal Comune.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\"><i><u>4.2 Informazione su prodotti e processi<\/u><\/i><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">In una comunit\u00e0 che cerchi di governare a livello locale la transizione imposta dall&#8217;innovazione tecnologica \u00e8 importante avere informazione sul \u201ccome si fa\u201d. Ci sono previsioni di rapidi mutamenti sull&#8217;energia. C&#8217;\u00e8 un consulente che non condizionato dai prodotti che vende fornisce consulenza su come orientarsi? La stessa esigenza riguarda molti altri settore come la domotica. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\"><i><u>4.3 Junior Science Shop<\/u><\/i><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Lo Science Shop \u00e8 una struttura, spesso collegato a un dipartimento universitario che fornisce sostegno gratuito alla ricerca partecipativa indipendenti in risposta alle preoccupazioni vissute dalla societ\u00e0 civile. Si tratta di un approccio basato sulla domanda e bottom-up alla ricerca. Il loro lavoro pu\u00f2 essere descritto come la ricerca su base comunitaria. In Italia sono molto rari e comunque i piccoli centri urbani e le aree interne hanno spesso difficolt\u00e0 a raggiungere queste strutture. Inoltre le attrezzature a basso costo e il movimento maker consentono di pensare alla costituzione di science shop anche in \u201cperiferia\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Obiettivo di questo progetto \u00e8 quello della costituzione di uno science shop che veda coinvolto il locale Istituto professionale, ma anche associazioni locali per l\u2019innovazione tecnologica e le imprese. Per comodit\u00e0 lo chiameremo \u201cJunior Science Shop\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: sans-serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Paolo Scattoni<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Chiusi, 25 Febbraio 2018<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In questa pagina vengono raccolte le proposte per lo sviluppo di strategie all&#8217;adattamento di Chiusi alla rvoluzione tecnologica in atto. 27.7.2018 Contributo di Paolo Scattoni Contributo alla discussione su un progetto di autogoverno locale: Chiusi 4.0 1. 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