SCIE DI CONDENSAZIONE O “SCIE CHIMICHE”? Proviamo a chiarire

du Carlo Giulietti

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A seguito del recente incontro pubblico organizzata dal Centro meteo Macciano in collaborazione con il Comune sulla meteorologia con il colonnello Mario Giuliacci in un post del Comune della Città di Chiusi è stata posta la domanda ricorrente sulle cosiddette “scie chimiche”;. Forse non sono il più qualificato per farlo, ma credo che sia importante dare una risposta, non oso dire scientifica, ma almeno basata i su dati concreti (come quelli dello studio ARPA Friuli Venezia Giulia), per evitare di alimentare teorie prive di fondamento.

Cosa sono le scie di condensazione Contrails (dall’acronimo inglese CONdensation TRAILS)? Sono nubi artificiali che si formano quando il vapore acqueo dei gas di scarico degli aerei incontra l’aria gelida ad alta quota (sotto i -30/-40 °c), trasformandosi in cristalli di ghiaccio. il meccanismo è identico a quello che vediamo uscire dal tubo di scappamento di un’auto nelle mattine invernali. Perché alcune scie persistono e altre no? Non è una prova di attività misteriose, ma pura meteorologia:

Dissipazione rapida: L’aria è secca, quindi il “cubetto di ghiaccio”; (la scia) evapora subito.

Persistenza: L’aria è già satura di umidità, quindi la scia non evapora, resiste e può espandersi in velature, proprio come una nuvola naturale.

ESISTONO LE “SCIE CHIMICHE”? Il termine “Chemtrail” (dall’acronimo inglese CHEMical TRAIL) non ha alcuna definizione scientifica. È semplicemente il nome dato dai negazionisti alle normali scie di condensazione che persistono più a lungo per via delle condizioni atmosferiche. Gli aerei emettono gas di scarico (CO2, vapore, fuliggine) esattamente come auto e caldaie, ma non possono influenzare temporali, uragani, siccità o fenomeni meteorologici estremi.

Gli effetti sull’ambiente: le emissioni avvengono solitamente sopra i 3.000 metri e, in genere, non raggiungono il suolo. Contribuiscono all’effetto serra, ma non hanno effetti diretti sulla salute umana o sul meteo locale. In sintesi: le scie sono reali, ma sono un fenomeno fisico perfettamente spiegabile e monitorato.

Per curiosità, lo studio ARPA FVG conclude ritenendo che in Friuli Venezia Giulia gli effetti inquinanti delle scie di condensazione siano trascurabili a livello locale, ad eccezione, in linea di principio, della zona aeroportuale, dove logicamente, gli aerei devono volare a quote inferiori ai 3000 m

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