di Paolo Scattoni
C’è un modello di sviluppo regionale che meriterebbe maggiore attenzione. Si tratta della regione Puglia. Dopo un lungo periodo di governi democristiani nel 2005 ci fu un segno di discontinuità: la vittoria di un candidato fortemente caratterizzato a sinistra, Niki Vendola. In quel contesto è fondamentale l’incontro con Jeremy Rifkin, economista americano. Uno dei punti cardine del pensiero di Rifkin è quello dello sviluppo rispettoso dei valori ambientali. Da qui la scelta inusuale per quel periodo delle energie rinnovabili. Dopo la presidenza Vendola ci fu il decennio (2015-2025) dell’indipendente di sinistra Michele Emiliano, seguita da quella del PD Antonio Decaro. Sia Emiliano che Decaro proseguirono sul solco tracciato da Vendola.Un percorsso lungo e difficile ma che oggi prospetta una regione proiettata nell’alternativa.
Cito dal sito della regione:”
La Puglia è la regione italiana leader nel settore dell’energia solare, con la più alta produzione fotovoltaica, che rappresenta il 12,9% della produzione nazionale totale nel 2024. Il sistema fotovoltaico pugliese è composto da oltre 110.300 impianti fotovoltaici: il 5,9% del totale degli impianti installati in Italia.
La Puglia è anche all’avanguardia nella produzione di energia eolica, con il 26,4% della produzione nazionale, grazie alla presenza di 1.393 impianti eolici in tutta la regione. Si prevede che la produzione continuerà ad aumentare grazie al numero crescente di progetti per parchi eolici offshore.”
Sono dati che prospettano un vero e proprio modello di sviluppo alternativo sul quale le coalizioni che in Italia preparano i programmi elettorali dovrebbero riflettere.
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Well done, Puglia!