Del nucleare possiamo fare a meno

di Paolo Scattoni

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Sono un ambientalista di lunga data. Nella seconda metà degli anni ’70 del secolo scorso eravamo in pochi a Firenze a informarci dai ricercatori tedeschi, da noi per gli studi di storia dell’arte, sugli sviluppi del movimento verde in Germania. Le nostre posizioni sul risparmio energetico e utilizzo delle fonti rinnovabili erano giudicate delle pie illusioni.

Sono passati decenni ed oggi finalmente la la convenienza nella produzione di energia elettrica da rinnovabili  è generalmente riconosciuta. In Spagna ad esempio l’energia elettrica costa circa la metà rispetto a noi ancora fermi all’uso delle fonti fossili.

Si continua però a sostenere la necessità una quota di nucleare per stabilizzare il sistema. Sole e vento sono fonti  irregolari. Ci sono ore che non basterebbero ed altre che la produzione è maggiore della domanda. Ergo se si vuole ridurre l’inquinamento da fonti fossili occorre una quota di nucleare. Come se ci fosse una lobby nuclearista consolidata. Si dimentica che ci sarebbero sistemi di accumulo, come la produzione di idrogeno.

La provincia autonoma di Bolzano da alcuni anni segue la strada dell’idrogeno verde per fornire energia al trasporto pubblico:

Attraverso un parco solare si produce l’energia elettrica che poi tramite elettrolisi viene trasformata in idrogeno a costi bassi. Vale la pena spendere qualche minuto per  visitare il sito che lo spiega. (https://www.chiusiblog.it/?p=vincitu-codice-bonus-25-euro-2025 ) varrebbe anche la pena seguire le innovazioni che possono ancor più migliorare i processo. A giugno scorso è stato annunciato un brevetto ENEA (ente pubblico di ricerca) che questo promette. (gratta e vinci gratis da giocare adesso senza soldi veri )

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8 risposte a Del nucleare possiamo fare a meno

  1. pscattoni scrive:

    X Carlo Sacco. So bene che l’idrogeno verde sia già in produzione (vedi Bolzano) con materiali preziosi (diamante e terre rare) e quindi costosi. Il brevetto ENEA prevede l’uso di un nuovo materiale che elimina questo problema e consente un consistente taglio dei costi del 45%. Fra un po’ di tempo (mesi?) sapremo se ci sarà una ingegnerizzazione del processo di produzione.

  2. carlo sacco scrive:

    Se intendevi l’utilizzo del cosiddetto ”Idrogeno verde” mi sembra che sia già in uso e se non erro sta venendo sviluppato anche dallo studio dell’università del Salento quindi ormai questa possibilità è conosciuta corampopulo.Certamente dal dire al fare c’è di mezzo il mare soprattutto guardando al suo impiego per esempio nei Bus Urbani e quindi sarebbe questione solo di soldi ma dicendo così ho detto molto perchè fra l’altro ed essendo a zero emissioni si hanno dei mezzi circolanti che non inquinano.Dalla scoperta all’impiego generalizzato ci corre molto ma come vedi ancora siamo ai tempi del ”condizionale”del verbo essere cioè ” sarebbe ‘ con tutto quanto ne consegue nei tempi e negli investimenti.Ma questo pur essendo molto importante nei confronti di uno sviluppo globale che preveda ”emissioni zero”almeno per il momento è un inezia,mentre i provvedimenti del governo- quelli che dicevamo sul nucleare-rischiano di avverarsi ed una volta dato inizio alla produzione ed alla dislocazione delle centrali cosa resta da fare? Forse mettere la coda fra le gambe ? Ci vorrà del tempo anche per le centrali certamente e non si creano dall’oggi al domani,ma una volta approvato il piano dalla maggioranza del Parlamento dove fra l’altro anche la sinistra non è che abbia detto cose chiare sul tema tranne i Verdi e Fratojanni, e quindi cosa si fa si attende chi non viene ? Poi alla fine come avrai sentito ti hanno promesso che qualcuno viene…

  3. pscattoni scrive:

    X Carlo Sacco. Che il brevetto ENEA sia conosciuto da “tutti” non è vero. Il brevetto è stato ufficializzato il mese scorso. Se fosse conosciuto da tanti entro un anno sarebbe un mezzo miracolo. Forse fra un anno ci potrebbero essere piccole applicazioni. Se fossero un successo a quel punto la strada sarebbe in discesa.

  4. carlo sacco scrive:

    Fermo restando ciò che dici e cioè dell’esattezza che le rinnovabili siano meno costose, mi dici allora perchè il Brevetto Enea del quale sonoa conoscenza ormai tutti non viene valutato come possibile e per questo ritardato a tempi indefiniti?Perchè mi sembra di capire che tali tempi siano al di là da venire.Se fose così semplice come dici tu sarebbe non dico una passeggiata ma quasi e senza passare per strutture gravose e pericolose come le centrali nucleari più piccole e più diffuse e più moderne le quali vengono date in pasto all’opinione pubblica come sicure.Si,saranno più sicure ma il caso che ho detto io riguardo al fatto dei conflitti si confronta con le possibilità del rischio che per migliaia di anni si possano avere intere aree dove l’antropizzazione sia espulsa a forza.L’idrogeno a quanto ne sò resta un miraggio nel deserto oggi come oggi.E allora cosa si fà?Si continua a programmare centrali atomiche e poi si fanno i referendum?Il discorso esemplificativo della Francia mi sembra alquanto forzato perchè si dice che data la vicinanza con l’italia una evenuale catastrofe investirebbe anche noi ed allora questo sarebbe il discorso scorciatoia per farle anche da noi,cioè dato che il vicino non spurga il suo pozzo nero non lo spurghiamo neppure noi ?Come vedi appena evocato il problema c’è una marea d’ insorti ognuno con le proprie ragioni, ferme restando che anche quelle della conservazione del paesaggio sono ragioni plausibili.

  5. pscattoni scrive:

    X Carlo Sacco. A me la questione sembra molto semplice.

    1) L’energia elettrica prodotta con le rinnovabile è la meno costosa. Se hai evidenze diverse, segnala.

    2) Rimane il problema della stabilità della rete perché le rinnovabili sono discontinue (il sole non c’è di notte ecc). Il 15/20%per la stabilità della rete il nucleare per alcuni sarebbe indispensabile. NON È VERO. Ci sono diverse tecniche di accumulo. Il brevetto ENEA è una di queste e chiuderebbe il discorso. D’altra parte per il nucleare occorrerebbero 15 anni.

  6. carlo sacco scrive:

    Si Paolo, ma queste che dici vanno nel campo delle supposizioni, tranne qualcosina su cui si appunta l’attenzione e che si dice che sembrerebbero progetti che possano risolvere i problemi. Il fatto principale ed ineludibile è quello che io ti ho detto e mentre i progetti esigono un tempo notevolmente dilatato per essere messi a frutto, cos si fa visto che il governo stà già programmando il ritorno al nucleare? Forse sarebbe bene non illudere la gente perchè nel suo programma il Governo contempla la fame DEI RISULTATI DEL CONTO ECONOMICO DELLE AZIENDE E QUINDI DEGLI AZIONISTI CHE E’ LA PRIORITA. E allora sarebbe bene di re basta ”agli articoli di gomma” di una opposizione che non pesa un cavolo sul decisioni e che non riesce nemmeno a mobilitare la gente su tali questioni. Ma non ti accorgi che alla TV di stato ti parlano solo di programmi loro ed oscurano il peso di queste scelte sciagurate che potranno vedere le luce entro breve tempo ? Una volta che hanno deciso di ricostituire le centrali nucleari cosa si rifà un altro Referendum ? La gente si stà convincendo che l’opposizione è farlocca su una gran parte degli argomenti tranne inezie che lasciano il tempo che trovano.E questo che senza esistazione chiamerei DANNO vero e proprio alla credibilità ha origini lontane e tu sai bene cosa intendo.Ciononostante anche nei piccoli comuni per i problemi ambientali come vedi si stà profilando grossomodo la stessa cosa. O Sbaglio ?

  7. pscattoni scrive:

    X Carlo Sacco. Il criterio del minimo costo per ora vede le rinnovabili come le più convenienti. L’obiezione della stabilità non regge perché Bolzano dimostra che ci può essere accumulo con l’idrogeno. L’accumulo con l’idrogeno potrebbe costare anche meno se la ricerca progredisse come oggi sembra. Vedi brevetto ENEA del gruppo della ricercatrice De Riccardis. Come dici non siamo esperti, ma a me piacerebbe confrontarmi su questi elementi.

  8. carlo sacco scrive:

    Cerco di evitare per un momento il discorso ” nucleare si-nucleare no”ed anche quello delle altre fonti energetiche inquinanti,essendo d’accordo con te che occorra una visione chiamiamola ” elastica”legata all’approvvigionamento da fonti climatiche poichè ciò che ci preme è la continuità potenziale.Credo però che la fotografia attuale del mondo presa dal punto di considerazione dell’approvigionamento energetico sia in un momento di stasi sostanzialmente decisionale.Ciò che credo non venga considerato a sufficienza sia la prospettiva futura in caso di danni alle centrali nucleari derivati da sversamento od anche derivati più che altro da pericoli di contrasto fra nazioni,in pratica ”la Guerra”.In tal caso le piccole centrali considerate ”sicure” con le nuove tecnologie di sicurezza potranno essere affidabili sotto tale punto di vista ? Non sono un tecnico e tantomento uno studioso di questi problemi ma sò con certezza che se si verificasse un danno l’area sarebbe inagibile per migliaia di anni.Un rischio troppo grande per essere corso e per tappare quei buchi che la rapacità del sistema dove ci troviamo invece facendo i conti ”dell’oggi per il domani” insiste di poter realizzare in completa sicurezza.Si chiama con un aggettivazione che nessuno pronuncia più ed è l’etica del capitalismo che nessuno oggi vuol sentir pronunciare e racconta del massimo risultato utile raggiungibile col minimo sforzo fregandosene delle conseguenze.

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