di Paolo Scattoni
Questo post nasce dal personale sentimento di schifo per quello che ogni giorno si sente nei media. È una personale testimonianza per lasciare scritto il mio stato d’animo a futura memoria, quando qualcuno fra figli o nipoti tra qualche anno ci chiederà conto della mancanza di azione al sentire posizioni criminali come “remigrazione” e “deportazione”.
Personalmente credo che per una comunità come la nostra la risposta migliore sia quella di ricercare una presa di coscienza degli elementi positivi delle azioni per l’integrazione. Chiusi può rappresentare un esempio.
Se a livello nazionale la percentuale degli stranieri sulla popolazione è del 9% a Chiusi rasenta il 15%, circa 1300 residenti, come un piccolo comune della dimensione di San Casciano dei Bagni dentro uno come il nostro con 8000.
È possibile individuare esempi positivi per i quali potrebbe essere utile un coordinamento fra quelli che contribuiscono all’integrazione?
Partiamo dalla comunità degli stranieri più significativa, quello dei rumeni. Rappresentano quasi la metà dei nostri concittadini residenti. Si sono trasferiti da noi in diversi periodi. L’integrazione è stata progressiva e non ci sono stati problemi significativi. Un contributo significativo l’ha dato la parrocchia cristiano ortodossa che ha sede nel comune di Chianciano. Non sembrano esserci problemi di occupazione. Rimane da vedere se ci sono margini di miglioramento riguardo ai servizi. Il problema della partecipazione politica resta purtroppo aperto. Proveniendo da un paese della Unione Europea avrebbero la possibilità di votare per le elezioni amministrative con l’iscrizione a uno speciale registro, ma quasi nessuno di loro lo fa.
A distanza vengono i residenti da altri paesi e continenti. La quasi totalità ha un lavoro regolare in alcune imprese locali, piccola industria o agricoltura.
È più difficile capire il livello di integrazione, ma ci sono segnali interessanti. Aiutati nelle pratiche talvolta sono in grado di acquistare un appartamento. La rata mensile del mutuo non è molto superiore all’affitto mensile.
Se qui da noi ci fosse ancora chi parla di remigrazione ci dovrebbe dire come farebbero le imprese locali a sostituirli. Mi piacerebbe un confronto aperto.
Questo blog è a disposizione. È però principalmente compito delle forze politiche locali promuoverlo.
Paolo (Scattoni) mi piace l’idea chelanci di un coordinamento tra lediverse realtà di volontari.
X Daria Lottarini. L’obiettivo del mio post è anche quello di sollecitare un coordinamento dei volontari che cercano di operare per l’integrazione. La presenza di stranieri a Chiusi si avvia verso il 20% e abbiamo l’occasione di rappresentare un modello di buone ed efficaci azioni.
PS Daria il tuo commento e tagliato per aver superato la lunghezza massima. Se mi mandi il testo tagliato vedo di aggiungerlo.
Paolo sono perfettamente d’accordo con te. Non possiamo tacere di fronte a chi parla senza vergogna di remigrazione e di deportazioni.Lo dobbiamo alle nostre coscienze, ma non dobbiamo tacere soprattutto per non permettere che tali atti vengano messi in pratica, come purtroppo è avvenuto negli Stati Uniti. I fenomeni migratori vanno governati e le politiche per l’integrazione sono fondamentali, non si tratta solo di avere manodopera per la nostra economia, che è un fatto indubbio, ma è innanzitutto una questione umanitaria. Bisognerebbe anche studiare la storia per capire che nel mondo ci sono stati sempre fenomeni migratori, e ricordarsi anche del colonialismo, che ha reso ricco l’occidente, l’Europa in particolare, depredando le ricchezze del cosiddetto terzo mondo. E’ certamente compito della politica affrontare la questione e non solo come un problema di sicurezza, ma principalmente per promuovere interventi per l’integrazione. Purtroppo troppo spesso molti cittadini considerano il fenomeno della migrazione come un attacco alla nostra identità (?) ritenendoci superiori forse, oppure come la causa del nostro impoverimento, non considerando le politiche scellerate di chi vuole investire miliardi nella corsa agli armamenti, e non considerando le enormi disparità nella distribuzione della ricchezza. Forse intervenire in queste pericolose disuguaglianze potrebbe anche prevenire fenomeni di razzismo, ma si sà, è più comodo trovare un capro espiatorio, un nemico da…