di Paolo Scattoni
Come spesso ricordato, chiusiblog è soltanto un diario di vita locale. raramente sono state fatte eccezioni. Questo articolo lo potrebbe essere, ma come vedremo nelle conclusioni un aggancio alla vita locale c’è.
In questi giorni succedono cose che potrebbero segnare il futuro del globo. L’operazione militare americana in Venezuela ne è una clamorosa conferma così come l’intenzione che gli americani possano annettersi la Groenlandia. La lotta alla droga nel primo caso e la sicurezza nel secondo sono giustificazioni del tutto infondate. La vera ragione si chiama petrolio, gas e terre rare. Anche per i quattro anni della guerra in Ucraina hanno la stessa origine. A guardar bene, però tutti i conflitti in atto nel mondo presentano la stessa tendenza: Congo, nord Mozambico, Sudan e così via: motivazioni ufficiali risibili, fonti energetiche quelle reali.
Mezzo secolo fa ero un giovane ambientalista antinuclearista. Ricordo che la mia posizione sulle fonti rinnovabile era considerata un’illusione. Oggi a mezzo secolo di distanza le cose sono radicalmente cambiate. La produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili attualmente COSTA MENO di quella prodotta con gas e petrolio.
Nel 2015 a Parigi fu siglato un accordo per una riduzione dell’uso di fonti non rinnovabili e clima alteranti. Su questa strada si sono mossi importanti Paesi europei. Ormai la Spagna può offrire energia elettrica da fonti rinnovabili (sole, vento e idroelettrico) molto più più bassa rispetto alle non rinnovabili. Il Portogallo è all’80%. Spagna e Germania al 60%. Grazie all’energia meno costosa la Spagna riesce ad ottenere uno sviluppo industriale molto superiore al nostro.
Tutto sembra una grande opportunità. Invece Trump e Putin negano la crisi climatica? Semplice uno sviluppo basato su gas e petrolio permette loro di imporsi come padroni del mondo, cosa non più possibile con le energie rinnovabili.
Veniamo allora a valutare lo specifico per il nostro territorio. Recentemente è emersa la decisione regionale di designare ben 50 ettari in zona agricola per il solare. La quantità è inaccettabile. Ma c’è davvero incompatibilità fra produzione energetica e paesaggio? Possiamo pensare a un piano che riesca a rendere compatibile i due aspetti? Si può fare un censimento delle aree dismesse e potenziali tetti solari?
X Carlo Sacco. Nel 2015 a Parigi la maggioranza degli stati si è impegnata a diminuire le emissioni dei gas clima alteranti. I risultati sino ad ora sono stati vari. Il dato che oggi la produzione elettrica da fonti rinnovabili fa coincidere l’impegno a diminuire l’emissione di gas nocivi con quella della contro il ricatto dei paesi produttori di gas, petrolio e carbone. In sintesi anche nella logica del libero mercato è più conveniente fare ricorso alle rinnovabili.
E’ strana la storia,perchè lo scrivente-cioè il sottoscritto-quando parlava che il fine di questa guerra Russia/Ucraina era quello di far saltare dall’interno la Russia perchè sarebbe stato troppo pericoloso per l’occidente attaccarla e l’intento era di eliminare il governo di Putin e mettere le mano in un esercizio di libero scambio a vantaggio dell’occidente sulle immani ricchezze contenute in un paese di 10 fusi orari,è stato criticato in mille occasioni soprattutto dai settori della sedicente politica italiana rivolta a sinistra,ma anzi questa ha aderito sin da subito alle sanzioni ed accettando il gas americano pagato tre volte tanto,ed è stata sempre tale sinistra che si è uniformata con lEuropa ad inviare armi e sostegno a Khiev insieme alla destra.Adesso si vorrebbe spingere a pensare che da una parte gli USA come potenza in declino-ma prima militarmente funzionale ad imporre il proprio interesse nel mondo-e di contempo la stessa Russia nelle condizioni in cui si trova-siano unite l’una nello sfruttamento delle risorse energetiche che più inquinano e circondata da Nato e paesi ostili,l’altra testa pensante del capitalismo a predisporsi aggressivamente cercando di non perdere l’egemonia che la Cina piano piano le stà sottraendo.Il tuo ragionamento teoricamente è giusto Paolo ma se si programma di fare la guerra e spendere in difesa 800 miliardi di Euro restano le briciole per il programma destinato a fallire al quale tu guardi.