di Paolo Scattoni
Questo contributo integra quanto bet365 casinò bonusin un un post sulla popolazione di Chiusi. Quello già sottolineato è la drastica diminuzione dal picco del 2006 quando i residenti sfioravano i 9.000 abitanti. Poi un continuo declino fino ai 8.142 di oggi. Da noi è molto più marcata la tendenza nazionale. I motivi sono probabilmente molteplici. Sicuramente ha inciso il ridimensionamento dell’occupazione nelle Ferrovie con la chiusura del deposito macchine e del personale viaggiante di circa 400 addetti. C’è poi l’invecchiamento che nel 2024 ha visto il saldo fra nascite e decessi in meno 75 unità.
C’è anche da considerare invece il saldo migratorio.
Saldo negativo: Si verifica quando i decessi sono superiori alle nascite, come nel caso di Chiusi nel 2024 con un saldo di -75.
Saldo Migratorio: +101 unità
- Iscrizioni (da altri comuni): 194
- Cancellazioni (per altri comuni): 212
- Trasferimenti dall’estero: 141
- Trasferimenti all’estero: 22
C’è quindi da spiegare il fenomeno delle migrazioni dall’estero che fino a tre anni fa hanno ridotto ma non cancellato il declino. Da tre anni gli immigrati hanno hanno fatto leggermente cambiare segno all’andamento del numero dei residenti. È un dato che probabilmente dipende dalla guerra in Ucraina.
Complessivamente la popolazione straniera è di 1493 unità pari al 18% del totale.
È evidente che se la tendenza qui da noi è simile a quella nazionale le quantità sono molto più marcate. A Chiusi anni fa sono venuti a mancare molti posti in ferrovia con la chiusura del deposito macchine e il forte ridimensionamento del deposito del personale viaggiante, complessivamente circa 400 addetti. L’invecchiamento della popolazione è molto più evidente che non a livello nazionale. La diminuzione della “popolazione tradizionale è stata in parte attutita dall’immigrazione dall’estero.
Queste linee di tendenza richiedono politiche di integrazione che al momento non si vedono. La comunità più numerosa e di più antico insediamento è quella rumena che è il 40% del totale degli stranieri residenti. È una comunità ben integrata. Essendo da Unione europea potrebbe esercitare il voto alle elezioni amministrative con l’iscrizione alle liste elettorali speciali, ma non lo fa. Alle ultime elezioni c’era anche un candidato rumeno che ha ricevuto pochissime preferenze. Quello della partecipazione politica dei residenti stranieri è un problema che alle forze politiche locali non sembra interessare.
C’è da ripensare una politica che tenga conto del cambiamento demografico e la politica locale dovrebbe darsi una bella svegliata.
X Enzo Sorbera. La provenienza è documentata dalle statistiche ufficiali ( https://www.tuttitalia.it/toscana/58-chiusi/statistiche/cittadini-stranieri-2024/ ). Un po’ più complesso è capire quanti di questi hanno un contratto di lavoro. Basterebbe dare un incarico per rapporto. Anche soltanto un’intervista ai CAF della zona ci potrebbe dare un’idea.
Fra i consiglieri comunali c’è un’avvocata che da anni segue le pratiche per le richieste di asilo politico per le quali l’attività lavorativa è elemento importante. Senza mettere in dubbio la necessità di privacy molto potrebbe dirci.
Sarebbe interessante capire il ventaglio della provenienza geografica e relativa occupazione: 597 romeni come gruppo più consistente, ma poi? Certo, ci sono nordafricani (Marocco, Algeria), cinesi, sicuramente ucraini ma pochi comunitari. Significa che, salvo gli ucraini (arrivati per ragioni note), sono stati attirati da nicchie lavorative che rimangono stabili e consentono la permanenza. In rari casi, si tratta di persone con alta qualificazione scolastica (ho conosciuto una matematica e un’ingegnera) che non sono riuscite a spendere, adattandosi a lavori manuali. La stragrande maggioranza non possiede titoli di studio di scuola secondaria (sebbene i figli frequentino con profitto le nostre scuole). Ma la marginalizzazione sempre più spinta del nostro territorio non lascia sperare bene.
X Carlo Sacco. Quelli che conosco io, sono una quarantina, lavorano tutti con contratto o partita IVA. Capisco che 40 su quasi 1500 non permette di generalizzare. Immagino, però, che quelli di più antico insediamento come i rumeni abbiano un regolare contratto o partita IVA.
Ritengo che un’analisi socio economia su questa sezione della popolazione debba essere fatta. I dati sarebbero ricavabili dalle domande di permesso di soggiorno in Questura.
Un dato sui minorenni sarebbe da ricercare presso le scuole.
Un post fatto bene che recupera un’antica tendenza di leggere i dati di popolamento integrazione e interazione. Da approfondire, soprattutto per le realtà locali e periferiche, il modo con il quale, ad esempio, gli stranieri accedono al mercato della casa e quanto incide questa richiesta sulla stabilizzazione dei prezzi di mercato. Sembrerà strano ma la richiesta di alloggi da acquistare da parte degli stranieri ( soprattutto dell’est europa) se da un lato stabilizza verso il basso il valore al mq dall’altro stabilizza un valore medio di scambio. Ciò risulta fondamentale in aree nelle quali i livelli di proprietà dei residenti sono sovrabbondanti rispetto alle esigenze familiari effettive
Sarebbe anche interessante sapere quanta della popolazione residente ed immigrata dall’estero risulti avere un lavoro , od a tempo indeterminato o determinato calcolato sul 18% del totale.Forse il problema alla politica locale non sembra interessare come hai detto ma ai vertici politici provinciali, regionali e nazionali riterrei di si. Come mai via via andando dai vertici verso il localismo l’analisi di tale interesse sembra scemare ? Che spiegazione se ne può trarre ?