Per una vera integrazione in una società che cambia

di Paolo Scattoni

Netbet bonus compleanno 2025

Chiusiblog da quando ancora si chiamava chiusi news ha cercato di capire come stia cambiando il nostro comune. Il casino live con croupier italianicercava un primo approssimativo bilancio. La popolazione si attestava a circa 8600 abitanti dei quali il 13% stranieri. dal 2010 ad oggi le tendenze di allora si sono rafforzate.La popolazione totale si attesta appena al di sopra a 8.000 e la percentuale di stranieri è aumentato (17% a gennaio 2024).

Purtroppo questi cambiamenti strutturali non vengono percepiti. È ancora fortemente presente un sentimento di incomprensione. Girano nella popolazione “storica”storie fantasiose che addebitano agli stranieri comportamenti illegali come risse, furti,prostituzione e tanto altro. Sono frutto dell’ignoranza e basta una veloce verifica per smentirle. Sono quindi basate sull’ignoranza. C’è però anche il dubbio che vengano diffuse per motivi “politici“. Costa poco,ma rende molto scagliarsi contro una grande fetta di popolazione che non conta perché non vota.

Sarebbe necessaria una seria analisi sociologica che permetta di capire le dinamiche del mutamento che presumibilmente continuerà nel futuro prossimo. Dovrebbe essere un’analisi  tale da toccare ambiti relazionati, primo fra tutti quelli della scuola e della formazione professionale. C’è anche il problema del mercato degli affitti dove la diffidenza certamente non aiuta.

Nel tempo è stato il volontariato a favorire l’integrazione e a mio parere con ragionevole successo. Ora occorre fare di più.

p.s. Di solito condivido questi miei pensieri con un gruppo di amici. Commenti sono benvenuti.

Questa voce è stata pubblicata in https://www.chiusiblog.it/?p=tiger-palline-di-natale. Contrassegna il permalink.

4 risposte a Per una vera integrazione in una società che cambia

  1. pscattoni scrive:

    X Luca Scaramelli. I bambini ci danno una lezione. Segnano una tendenza. Da grandi sarà praticamente impossibile diventare razzisti o semplicemente prevenuti. Rimane però l’interrogativo: è possibile accelerare. Negli ultimi anni ci sono state iniziative di volontariato. È possibile imparare e mettere a sistema? Ricordo la bella esperienza dei “pranzi comunitari” organizzati due volte a settimana aperta alle famiglie bisognose, ma anche i richiedenti asilo che venivano non solo da Chiusi. Mi piace immaginare che servissero a mettere in comunicazione e prevenire possibili “sbandamenti”.
    In generale non è possibile ignorare che il 17% della nostra popolazione è straniera senza un coordinamento che veda la combinazione di politiche dei poteri pubblici e del volontariato.

  2. Luca Scaramelli scrive:

    Sicuramente la situazione e l’andamento in prospettiva sono quelli descritti nell’articolo. Bisognerebbe peroʻ, a mio avviso, sezionare un poʻ la questione. Per quello che noto io, ad esempio, gli stranieri cambiano molto il loro comportamento e la loro voglia e capacità di integrazione in base alla provenienza. Ci sono stranieri perfettamente integrati grazie al fatto di essere ormai alla terza generazione, e che comunque riescono a vivere la vita del paese in modo naturale, altri per cultura religione usanze che hanno difficoltà maggiori. Dall’altro lato c’è il comportamento dei cittadini italiani, i giovani abituati fin da piccoli a scuola nello sport o in altre forme di socialità a vivere con bambini provenienti dall’estero o nati qui da famiglie provenienti da altri stati, vivono il tutto in maniera naturale, per loro è una cosa normale alla quale la maggior parte delle volte non fanno più caso. Diverso è il comportamento delle generazioni più grandi o anziane che per ignoranza mostrano ancora atteggiamenti diffidenti se non in molti casi razzisti.

  3. pscattoni scrive:

    Sergio, concordo. Una gran parte dei nostri studi di urbanistica ha riguardato il contenimento della crescita e del consumo di suolo. Oggi la prospettiva è rovesciata.

  4. Sergio Zevi scrive:

    Grazie Paolo per il post su chiusiblog.
    Interessante la tua nota sugli andamenti demografici di chiusi e le tendenze di crescita della popolazione straniera nel quadro comunque di una decrescita complessiva della popolazione. Bisognerebbe approfondire questa rilevante problematica soprattutto per quanto attiene alla domanda di nuovi servizi e alla scolarità. Sai per caso se questa tendenza interessa altri centri dell’area ?

I commenti sono chiusi.