di Enzo Sorbera
Nel quadro delle iniziative per Valdichiana 2025 capitale toscana della cultura, il Duomo di Chiusi ospiterà un concerto che vedrà impegnata la neo costituita Corale della Valdichiana.
Si tratta di un gruppo corale che vede riunite la Arcadelt di Chiusi, il Gruppo Corale Chiancianese, il Gruppo Corale del Cantiere di Montepulciano, e alcuni coristi della Corale di Sinalunga.
Il programma prevede l’esecuzione di Missa Katharina e si chiuderà con l’esecuzione dell’inno giubilare ufficiale. Parteciperanno la soprano solista Chiara Franceschelli e l’Orchestra Sinfonica della Miniera di Abbadia San Salvatore. La direzione è del Maestro Luca Morgantini.
Il concerto si terrà venerdì 24 ottobre alle 21 presso il Duomo di Chiusi e verrà replicato presso la Collegiata di Sinalunga alle 18 di domenica 26 ottobre 2025.
Missa Katharina è un’opera del compositore olandese contemporaneo Jacob de Haan. Si tratta di una messa a struttura quasi tradizionale: infatti, presenta tutto il canone fisso del rito cattolico, il c.d. Ordinarium Missae mentre del Proprium Missae sono presenti i soli Alleluia e Amen.
Si tratta di un pagina di musica particolarmente interessante, con momenti decisamente impegnativi (alcuni cromatismi si sono rivelati davvero impervi da “domare”, durante le prove) e soluzioni armoniche che, mentre strizzano l’occhio alla grande tradizione della musica sacra cattolica, non “dimenticano” Wagner , Mahler, Webber e Morricone.
L’iniziativa è resa ghiotta dal fatto che vengono messi insieme cori con tradizioni esecutive e repertori differenti (dalla polifonia alla leggera, il ventaglio è molto ampio) dando luogo a una collaborazione che, se ormai rodata nel caso di Arcadelt e Montepulciano (ultima fatica comune la Cavalleria Rusticana nell’allestimento di Premoli per la direzione di Goldstein), è sperimentata per la prima volta con e tra gli altri gruppi. La dimensione sonora è davvero imponente e riesce ad avvolgere l’ascoltatore in maniera totale. Il lavoro di riarrangiamento di Morgantini (la partitura nasce per organico di fiati o per organo; noi la eseguiremo con l’orchestra) ha portato a un risultato davvero notevole: una degna celebrazione della “capitale toscana della cultura”.
Spero e mi auguro che sarà il primo appuntamento di una lunga serie di collaborazioni con gli amici degli altri cori.
Purtroppo non posso essere presente per una dolorosa sciatica…quando si diventa anziani succede di tutto, soprattutto ai primi freddi. A questo punto sentirò dalle tue conclusioni come è andata e grazie di tenermi aggiornato sulla riuscita del concerto e sono curioso delle tue critiche che spero positive. Attendo la tua relazione. Certo essere presenti sarebbe stato interessante ma fatico a stare sia in piedi chè seduto e allora è meglio che rimanga a casa a crogiuolarmi sulle le cose dell’archivio….Ti saluto.
Ciao Carlone, grazie delle tue osservazioni. Al di là del “brano” proposto (che comunque risponde anche all’esigenza delle celebrazioni giubilari), il dato importante del nostro concerto è la collaborazione di cui è frutto. Circa la Missa, affonda le sue radici in un canone di lunga (e magnifica) tradizione. Come tale, è anche un tentativo di misurarsi con una struttura rigida come quella canonica: un lavoro che potrebbe ricordare quello del poeta sulla forma del sonetto: la struttura garantisce solidità, aggiornare il cantabile è la scommessa. Certo Gounod offre tante suggestioni (credo che tu ti riferisca alla messa per Santa Cecilia; la “messe a deux voix” o la “messe breve” – modalità che anche de Haan ha esplorato – hanno altro “respiro” ), ma io ci trovo dentro tanti altri echi e nomi (incluso lo Stravinskij dei Threni di Geremia: potrà sembrarti una bestemmia, ma la regolarità tecnica della composizione del russo si specchia con certi passaggi metronomici dell’olandese. L’arrangiamento di Luca Morgantini ha però smussato o eliminato queste complicazioni metronomiche). Ogni compositore, e de Haan non fa eccezione, usa tutti gli strumenti che ritiene necessari: così la voce della soprano e quella del coro sono strumenti tra gli altri. Non c’è niente di strano. Ci sono scambi tra orchestra e singole voci che magari sono mascherati (pensa ad andamenti sul Benedictus,ad es.) Ma lo spazio disponibile è tiranno, purtroppo. Spero di vederti tra il pubblico, stasera.
X Carlo Sacco. Se vuole l’autore potrà rispondere. Io vorrei soltanto sottolineare il grande risultato del coordinamento di tante bande della nostra zona che potrebbe avere interessanti sviluppi.
Per Sorbera.Nella struttura evangelica del rito cattolico,la Missa Katharina è tradizionale nell’ordinario presenta solo Alleluia ed Amen.Fondamentalmente è una Messa che anche nell’armonia segue pedissequamente quella che è la tradizione ottocentesca ed in particolare prende a modello Charles Gounod sacro; il kirie infatti si basa molto sulla bellissima”messa solenne di santa Cecilia”.L’autore è un compositore che quasi esclusivamente ha scritto opere per banda e orchestre di fiati e questo lo si nota dalla struttura armonica della Messa che presenta il tipico fraseggio bandistico con alternanza di momenti forti dove risaltano gli ottoni,intervallati da periodi pacati,quasi soffusi, dati soprattutto dai clarinetti,oboi e flauti.Da notare che anche il coro è usato come se fosse uno strumento dell’orchestra e segue il fraseggio bandistico e non c’è dialogo fra l’orchestra o la banda ed il coro; la costruzione della messa ha un andamento romantico e la costruzione in questo senso è debole,si nota molto l’afflato bandistico e questo ha permesso all’autore di poter disporre a piacere delle varie parti della Messa,per cui può essere eseguita nella sua totalità o scegliere varie sezioni per farne concerti singoli come immagino che sarà questa rappresentazione di venerdi con o senza coro.Ciò facilitato dal fatto che il coro rientra ed è trattato come uno strumento dell’orchestra.Nel complesso è una messa romantica che si rifà al Gounod sacro.