Un mutamento inevitabile da affrontare con consapevolezza

di Paolo SCattoni

https://www.chiusiblog.it/?p=tutti-i-casino-aams-2025

Il “dagli all’immigrato” è uno sport molto praticato dai politici. A cominciare da Trump giù giù fino ad alcuni politici delle nostre parti che si ispirano al ministro Salvini.Il gioco è facile e remunerativo in termini di consenso e voti. Gli immigrati sono non votanti mentre la prevenzione di molti cittadini votanti è abbondante.

Una risposta alternativa della politica è debole. Dovremmo pensare invece ad una politica che si informa e cerca di mettere in campo strategie in cui possano collaborare  autorità locali e statali, ma soprattutto volontariato.

Chiusi può rappresentare un caso paradigmatico. Degli ottomila residenti il 16 per cento sono stranieri contro la media nazionale del 9%. Di questi circa la metà provengono da Paesi dell’Unione Europea. La maggior parte di questi sono rumeni, che negli anni hanno dimostrato una buona integrazione. Molto diversa l situazione degli immigrati richiedenti asilo. Purtroppo le nostre leggi sembrano fatte appositamente per favorire la precarietà.

Allora la domanda è: può la nostra comunità operare per organizzare questa consistente (e lo sarà sempre di più) fetta della nostra popolazione locale per integrarsi e per favorire il percorso per la cittadinanza?

Le condizioni per iniziare il percorso sono essenzialmente quattro.

1) Una permanenza regolare e continuativa in Italia per almeno dieci anni. Il problema principale per la residenza è quello della casa finita la permanenza nei CAS (centri accoglienza stranieri). Si tratta dunque di operare per favorire la ricerca di abitazioni magari con un fondo che garantisca i proprietari che affittano.

2) La conoscenza della lingua italiana. Non facile. I richiedenti asilo tendono a parlare fra loro. Anche l’inglese o il francese è quasi sempre approssimativo. È importante rafforzare la frequenza di scuole serali che permettono l’apprendimento e talvolta il conseguimento di un diploma di scuola media inferiore, come quelli organizzati presso la scuola alberghiera di Chianciano. Ci sono stati casi di conseguimento della maturità professionale.

La conoscenza dell’italiano è anche importante per la comunicazione con le autorità. I primi passaggi presso lezioni del tribunale avvengono con l’aiuto di un interprete non sempre adeguato a tradurre correttamente. La conoscenza dell’italiano è dunque un requisito fondamentale.

3) Un regolare contratto di lavoro e il regolare pagamento delle tasse. Occorre evitare che si eviti il lavoro nero. È un punto fondamentale e occorre quindi mettere il prima possibile gli immigrati con il sindacato.

4) Nessun reato penale come prova di buon comportamento. Per la prevenzione di reati e comunque di comportamenti non appropriati la comunità locale può fare molto. Ricordo con piacere un periodo in cui la parrocchia di Chiusi organizzava due volte a settimana i “pranzi comunitari” con l’aiuto di volontari e del banco alimentare. Era un’occasione di incontro, vi partecipavano  tanti richiedenti asilo non solo di Chiusi manche da altri toscani e umbri. Un modo per informarsi sulle loro esperienze e un modo per prevenire possibili errori favoriti dall’isolamento.

Mi sono chiesto se sulla base di tante esperienze non sia possibile organizzare un “coordinamento per accompagnare il drastico cambiamento della popolazione del nostro comune. Non c’è bisogno di essere esperti di demografia per capire che nel futuro ci sarà n drastico mutamento. Meglio affrontarlo.

Purtroppo i commenti a questo articolo sono stati disabilitati. Immagino per qualche mio errore. pubblico in appendice il commento di Carlo Sacco con la funzione di modifica: Considero l’argomento trattato molto importante. Post sul tema sono benvenuti.

Buon giorno paolo, ecco il testo che ti avrei inviato se ci fosse stato spazio e ti invio una risposta sintetica:

Al punto n.1 dei problemi evocati mi trovi perfettamente d’accordo e condivido ciò che dici.

Al punto 2 : come sempre è una questione di risorse economiche e quindi parliamo di soldi messi a disposizione dall’autorità pubblica in una fase-bada bene- di scarsità di risorse per ogni settore della vita pubblica. 

Al punto 3 : Non si eccepisce nulla per gli immigrati che hanno un regolare contratto di lavoro, ma il problema- ed è inutile dirselo- è quello di poter fermare l’immigrazione clandestina poichè è quella che  consuma risorse pubbliche poiché i compensi che lo stato fin’ora dà all’associazionismo religioso, all’associazionismo privato ed al cooperativismo sono una fonte di dissanguamento delle risorse pubbliche poiché in prospettiva coloro che vengono ospitati dai centri sopracitati una volta ottenuta la cittadinanza(10 anni ) chiedono il ricongiungimento familiare e lo stato si prenderebbe  in carico almeno per i prossimi anni 2,5 milioni di persone che non hanno mai lavorato in italia e che graverebbero sulla spesa pubblica al riguardo di sanità, pensioni future e consumi di sito casino con bonus senza deposito 2025 fiscalità pubblica dovrebbe prendersi carico di dette persone e non è uno scherzo e dal momento che anche cittadini italiani disastrati ce ne sono, il problema diventerebbe  serio veramente e porterebbe a scontri sociali. Sono d’accordo con te che l’immigrazione non la si possa fermare ma regolamentarla decisamente di certo si e personalmente ho pochissima fiducia quasi nulla sulle sovvenzioni che si darebbero alle loro nazioni affinchè il problema rimanga circoscritto a loro.In pratica non funziona il discorso : facciamoli lavorare in casa loro poiche questi paesi da dove provengono sono al top della corruzione pubblica e di certo come successo altre volte l’assistenzialismo in casa loro non funziona. Non ho ricette ma non credo che occorra farli venire in Italia e farli decantare il luoghi di detenzione all’estero come  succede in Albania per cercare di disincentivare l’immigrazione.Quando non ci sono regole anche all’interno di un paese come l’Italia si dà adito al formarsi di condizioni che facilitano l’affermarsi di mafie o di paraventi creati appositamente per succhiare soldi pubblici come sta avvenendo adesso. E’ inutile fermare il vento con le mano.Occore regolare diversamente il ventilatore ma nessuno dei partiti in Italia ha la ricetta e andando avanti si stà costituendo la condizione perchè questi nuovi arrivi possano votare (ed è un diritto che nessuno vuole misconoscere) quando nella loro vita precedente non hanno contribuito alle casse pubbliche  che riguardano le pensioni perchè non hanno mai lavorato. Queste sono scappatoie per falsare i risultati e per tenere la gente che vota col cappio al collo, un cappuio sottile ma efficente che equivale ad un ricatto anche verso la stessa italia e figuriamoci se la gente che ha  mangiato  una volta al giorno si crei questo problema. Una pletora di poveret6ti che scappano dalla miseria e si adeguano ma non possiamo accoglierli tutti e le regole vanno cambiate e velocemente. 

Questa voce è stata pubblicata in Thunderstruck II. Contrassegna il permalink.

2 risposte a Un mutamento inevitabile da affrontare con consapevolezza

  1. pscattoni scrive:

    X Carlo Sacco. Evidentemente non sono stato chiaro, me ne scuso. Al punto (3) ho cercato di spiegare che se un immigrato vuole rimanere e dopo alcuni anni procedere alla richiesta di cittadinanza deve avere un regolare contratto di lavoro e fare regolare denuncia dei redditi. Quindi “non succhia” risorse, al contrario le versa all’erario.

  2. carlo sacco scrive:

    A parte il discorso prettamente umanitario non contestabile poichè una nazione civile si contraddistingue anche per questo,ma un discorso terra terra su tale argomento-e me lo chiedo spesso-è anche quello delle risorse che va visto in maniera POLITICA poichè fermo restando che l’immigrazione non si fermi con nessun mezzo,il sostentamento di tali uscite economiche da parte di una nazione civile dovrebbe comprendere anche l’affrontare tale problema.Vediamo che i pricipali paletti od ostacoli ad affrontare detta spesa in un periodo di magra che a causa della la crisi generale della società diventa veramente un problema.Problema che inevitabilmente è POLITICO in primis per la ripartizione del peso economico sulle famiglie italiane a causa dell’evasione fiscale incontrollata e principalmente delle piccole/medie aziende,poichè si stima in più di 100 mld di euro e con tali cifre sapete quanti argini e comportamenti utili all’integrazione ci si potrtebbero fare se fosse anche equilibrato il settore dell’assistenzialismo demandato a privati ed a forme cooperativistiche che assorbono e gestiscono privatamente i flussi di denaro a loro assegnati mentre tale attività principalmente sarebbe dovuta dallo stato che ne viene dissanguato?In più il problema pensionistico ed assistenziale per stimati 2,5 milioni di persone che nella loro vita non hanno mai effettuato versamenti all’Inps come si potrebbe risolvere?Questo è anche un problema di giustizia.

I commenti sono chiusi.