Fotovoltaico. Ancora spese legali per una pratica che poteva essere conclusa nel 2016

di Paolo Scattoni

È una vecchia domanda che purtroppo non ha ancora ricevuto una risposta chiara: com’è potuto accadere che un debito di una ditta di Salerno, la SDM, maturato dal 2015 per il diritto di superficie su impianti fotovoltaici non sia stato ancora riscosso.

L’occasione per riprendere l’argomento la dà una recente determina con la quale si dà incarico (il terzo dal 2016) all’avvocatessa Laura Attanasi di Siena da parte del Comune (http://www.chiusiblog.it/?page_id=39939)

Viene citata la prima delibera di Giunta dell’ormai lontano 2016.

Vistaladeliberazione dellaGiunta Comunale n.260del22/11/2016 con la quale viene conferitol’incarico all’Avv.LauraAttanasi di rappresentare l’Ente nella controversia in oggetto con la Società S.D.M.s.r.l. per il recupero coattivo del credito derivante dall’inadempimento agli obblighi di pagamento del canone annuo previsto all’articolo 7 del contratto re p.n.4021/2014, relativamente all’annualità 2016”.

Chi scrive non è riuscito a recuperare quella delibera dalla quale sarebbe interessante capire la strategia del Comune, visto che da contratto (articolo 7) sarebbe stato possibile acquisire gli impianti per una gestione diretta o affidati con un nuovo bando.

La determina cita anche un secondo incarico del 2018.

Vista inoltre la deliberazione della Giunta Comunale n. 17 del 24/01/2018 con la quale viene conferito l’incarico all’Avv. Laura Attanasi di rappresentare l’Ente nella controversia in oggetto a seguito dell’atto di citazione in opposizione a decreto ingiuntivo con il quale la società S.D.M. s.r.l. ha citato il Comune di Chiusi a comparire dinanzi al Tribunale di Siena per sentir dichiarare in via principale la sospensione del giudizio ex art. 295 cpc in attesa che il Consiglio di Stato si pronunci sul proponendo ricorso in appello e, comunque, per dichiarare in ogni caso non dovuta la somma ingiunta e per l’effetto dichiarare nullo e di nessuna efficacia il decreto ingiuntivo”

Insomma la strategia del Comune appare favorire la strategia dilatoria della SDM che in attesa di risolvere la questione per la via più lenta ha con tutta probabilità continuato ad incassare il dovuto per l’energia prodotta senza versare quanto pattuito con il Comune; almeno fino a un paio di mesi fa quando si sono verificato “incidenti” di cui chiusiblog ha dato tempestivamente notizia. (http://www.chiusiblog.it/?p=39865) che hanno interessato due impianti su tre gestiti dalla SDM. Non si sa se quelle variazioni agli impianti siano stati a conoscenza dell’Amministrazione Comunale e se ci siano state segnalazioni

Intanto si deliberano altri 16.000 euro per l’incarico all’avvocatessa Attanasi che si presume sia esperta di diritto civile. (studio Siena Legal Alliance).

Quello che più meraviglia è il silenzio dei media locali. Per un Comune come Chiusi mezzo milione di euro non sono poca cosa.

Dal bilancio 2019 accessibile sul database delle Camere di Commercio si può desumere che la SDM potrebbe non essere in grado di pagare pagare la cifra richiesta e il Comune rischia di accontentarsi di qualche computer usato o poco più.

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