Dolcianello amaro?

di Paolo Scattoni

Due giorni fa il consigliere regionale Tommaso Fattori mi ha scritto una mail urgente chiedendomi un parere su una delibera riguardante Chiusi che si sarebbe discussa nella seduta del Consiglio regionale di ieri.Si tratta di una variante al PIT regionale con l’inserimento delle aree della Boncia e di Dolcianello in modo da rendere possibili in queste due aree il rilascio di autorizzazioni edilizia senza il nullaosta della soprintendenza. Ho passato questa richiesta a chi ne sa più di me e sulla base delle risposte inviato il parere al consigliere Fattori.

Non so come sia andata la discussione in consiglio, ma un riconoscimento al consigliere Fattori va sicuramente dato essendosi preoccupato di una delibera inserita all‘ordine del giorno all’ultimo momento, o almeno così ho capito.

Dolcianello è un’area contigua a quella del complesso della villa di Dolciano. Il nome ha evocato in me vecchi ricordi di una vicenda di molto tempo fa molto discussa.

Sono così andato a rivedere nell’archivio di questo blog che mi ha riportato al 2012 e alla vicenda Cascina Pulita. Un progetto per il deposito e avvio di trattamento di rifiuti delle lavorazioni agricole sottoposto a procedura VIA allora di competenza Provinciale. La documentazione era depositata anche presso il Comune. Gli allegati però erano irrintracciabili http://www.chiusiblog.it/?p=21296 . Siamo all’8 settembre 2012.

Quell’articolo dette luogo ad un serrato dibattito con ben 27 commenti.

La vicenda viene poi descritta in un articolo successivo del 17 settembre (http://www.chiusiblog.it/?p=21620) anche questo con ben 16 commenti, l’ultimo dei quali di un certo Rossi Mario (nome assai comune) che adombra l’accusa di razzismo. Nell’articolo si faceva riferimento ad una precedente autorizzazione rilasciata ad un’altra impresa la Immobil-Eco la cui titolare era una signora rumena.

Il giorno dopo si viene a sapere che la segnalazione di Luciano Fiorani e Paolo Scattoni all’ufficio del difensore civico regionale ha avuto i suoi effetti e finalmente gli allegati sono disponibili. (http://www.chiusiblog.it/?p=21736 ).

La consultazione della documentazione fa però aumentare più che risolvere i dubbi sull’autorizzazione. Qui entra in gioco l’urbanistica e nel commento successivo si riporta il parere di un urbanista che varrebbe la pena rileggere (http://www.chiusiblog.it/?p=21777).

Il 21 settembre c’è la presa di posizione della lista “Primavera di Chiusi” che attraverso il suo addetto alla comunicazione Luca Scaramelli (http://www.chiusiblog.it/?p=21827) si chiede se il sindaco non voglia trasformare Chiusi in una pattumiera. Osservazione alquanto pertinente visto che l’operazione depuratore Bioecologia era già da tempo in corso.

C’è poi un commento ad un articolo di Primapagina che riporta una dichiarazione di un tecnico della società e siamo al 25 settembre http://www.chiusiblog.it/?p=22048

Veniamo dunque all’ultimo passaggio, quello di un post di Luciano Fiorani che fornisce un’interpretazione politica della vicenda (http://www.chiusiblog.it/?p=22168) l’occasione è data dalla risposta a due interrogazioni discusse in seduta di Consiglio comunale il 27 settembre.

Mi scuso con tutti coloro che hanno avuto la pazienza di leggere fino in fondo questo lungo post. Può darsi che sia stata una lettura inutile perché magari l’area di Dolcianello non è quella qui discussa. D’altra parte una delibera regionale di variante al PIT riferita a Chiusi introdotta, a quanto si capisce all’ultimo momento “di soppiatto” avrebbe richiesto tempi diversi per un approfondimento.

Intanto però una ricostruzione storica c’è. La discussione sulla “vocazione” di Chiusi se pattumiera di area vasta o culturale passa anche da queste noiose ricostruzioni.

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3 risposte a Dolcianello amaro?

  1. Paolo Scattoni scrive:

    x Carlo Giulietti. Secondo me c’è poco controllo da parte di chi lo potrebbe fare, i consiglieri comunali. La richiesta di variante al PIT immagino sia venuta dal Comune. Quali saranno le conseguenze e difficile dire. Su quelle aree ora salta una valutazione che fino ad ora c’era e cioè il rispetto del vincolo paesaggistico. Chi avvantaggi questa misura onestamente non so. Non è neppure certo che l’area di Dolcianello ricomprenda anche quell’impianto perché non c’è stato il tempo per il controllo tramite un’interrogazione al GIS regionale che no è cosa semplice per un non tecnico. Sulla necessità di garantire in me trovi una porta splancata.

  2. Carlo Giulietti scrive:

    Paolo, scusa, ma ormai che hai messo in ballo questo argomento, visto che tu ne hai le competenze e conoscerai i dettagli, potresti far capire alcune cose che, soprattutto a chi come me non è esperto in materia, non credo siano molto chiare?
    1) La Regione non penso si sia mossa autonomamente, quindi ,su richiesta di chi ha fatto questa delibera, si sa?
    2) Altra cosa che sarebbe utile sapere, cosa può comportare questa scelta, che vantaggi ne potrebbero derivare e per chi e quali gli svantaggi per i cittadini (se ce ne fossero)?
    Ricordo le discussioni sull’insediamento di Cascina Pulita e non ricordo, all’epoca, si sia mai venuti ad avere chiarissimo quello che si facesse dentro quel capannone che, visto la tipologia di attività, mi pare interessi tutti. Poi magari a me sono sfuggiti dei passaggi e sicuramente è tutto chiaro e regolare.
    Guardando nel sito, veramente la tipologia di raccolta potrebbe essere considerata “opera meritoria”, ma queste attività hanno frequentemente prodotto fenomeni di illeciti smaltimenti, solo in parte, portati alla luce da inchieste giornalistiche e della magistratura, per cui la trasparenza è d’obbligo. È un po’ il discorso di “Bioecologia”…

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