Pandemia. Organizzarsi per il dopo: il ruolo dell’economia della conoscenza (anche a Chiusi)

di Paolo Scattoni

Avvenimenti spartiacque come quello dell’attuale pandemia obbligano ad una riflessione. Alla domanda “cosa sarà dopo?” non possiamo oggi rispondere. Quello che invece non possiamo evitare è un confronto da subito sulle opzioni per una nuova organizzazione che affronti il dopo.

Ho riletto un vecchio post su chiusiblog del 2011. Un’era fa! In quell’articolo ponevo il problema se fosse possibile e in che modo poter coniugare in zone periferiche come le nostre un modello di economia della conoscenza. Concludevo il mio post con queste parole:

Mi è venuto allora in mente un dibattito in sede politica dove alla domanda “ma tu come vedi il futuro di Chiusi?”ho risposto “basato sulla conoscenza e l’innovazione”. Ho avuto la sensazione di non aver convinto nessuno.

Ma non sarà il caso invece di considerare il nostro “patrimonio di strutture educative” integrato con quanto oggi si sta muovendo nella rete una possibile chiave di volta del nostro sviluppo?”

Oggi aggiungerei alla variabile conoscenza quella dell’economia dei beni comuni. Nel 2011 era ancora fra noi il nobel Elinor Ostrom riferimento fondamentale su quel tema. All’epoca ancora le si rispondeva che i beni comuni rappresentano una variabile molto marginale per essere presa in considerazione dai modelli economici dominanti: il liberista e il keinesiano. Oggi sono molti ormai a sostenere che i beni comuni non possano più essere ignorati, ma non c’è ancora modello economico generale che li possa spiegare.

La rete dimostra che un bene comune come quello dell’open source informatico prodotto dal contributo disinteressato di migliaia di esperti raggiunge grandezze che in “valore di mercato” sarebbe di miliardi di euro.

Torniamo allora alle “strutture educative di domani” che dovranno assumere un ruolo preponderante. Cominciamo allora a discutere di quello.

Oggi assistiamo, per necessità, ad un grande esperimento di insegnamento a distanza, in tutta Italia come da noi. Come funzionano le piattaforme in essere? In questa fase me piacerebbe molto partecipare ad una di quelle piattaforme per capirne le potenzialità.

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