Una lettera a Rossi, a futura memoria

In attesa della iniziativa all’Eden di questa sera dell’Assemblea Giovani, può essere di qualche utilità leggere quanto scritto al presidente della Giunta regionale, almeno a futura memoria. Non è la prima, ma ultimamente il “governatore” non risponde. Ho visto che qualcuno dei giovani dell’Assemblea ha preso l’iniziativa di scrivergli. Iniziativa utile e significativa. P.Sc.

Al Presidente della Giunta regionale Enrico Rossi

Egregio Presidente,le scriviamo per conto del Comitato Azione per il rispetto dell’Ambiente (ARIA) e dell’Associazione “Il Riccio”. Siamo indotti a questo passo perché gli ultimi sviluppi dell’annosa vicenda del progetto ACEA per un impianto di carbonizzazione idrotermale da realizzare nell’area Biffe nel Comune di Chiusi non è stato accompagnato da un’adeguata partecipazione da parte della popolazione interessata per carenza di informazione.Come certamente ricorderà il 17 aprile 2018 il Consiglio Regionale ha approvato all’unanimità una mozione con la quale si impegnava la Giunta ad attivarsi per iniziative di informazione e partecipazione con la presenza di ACEA, Comune e altri portatori di interesse. A distanza di oltre un anno e mezzo ed a procedura VIA pressoché a termine, è stata attivata un’inchiesta pubblica con la prima sessione che si è svolta il 9 novembre.Già allora era da poco conosciuto, tramite un comunicato stampa di ACEA in occasione del Festival Ecomondo di Rimini,“ Lo “SludgeMining” (ovvero estrazione di fanghi) è un progetto di ricerca e sviluppo –finalizzato alla realizzazione a Chiusi in provincia di Siena di un impianto di recupero innovativo– per il quale l’azienda ha previsto un investimento di 7,4 milioni di euro, cofinanziatodal Ministero dello Sviluppo Economico e dalla Regione Toscana per circa 2,3 milioni”. (Comunicato ACEA in occasione del festival Ecomondo di Rimini diffuso il 4 novembre 2019 http://www.chiusiblog.it/?). È quindi evidente che la Regione Toscana ha maturato decisioni dove l’impianto di ACEA a Chiusi viene dato come condizione per la realizzazione di un progetto di ricerca.Quanto espresso in quel comunicato stampa è confermato dall’ Accordo  per l’innovazione” del 16 settembre 2019 fra Ministero dello sviluppo economico, Regione Toscana, SEI Toscana, ACEA Ambiente e REA Impianti. Infatti così recita all’articolo 2:“ Con il presente Accordo il Ministero dello sviluppo economico e la Regione Toscana si propongonodi sostenere, mediante la concessione di agevolazioni, il programma di investimenti in attività diricerca e sviluppo denominato “Beyond the landfill 4.0” promosso dalla società capofila Sei ToscanaS.r.l., da realizzare presso le unità produttive di Castelnuovo Berardenga, Monticiano, Sinalunga,Pienza (SI), Rosignano Solvay (LI) e Chiusi (SI), finalizzato allo sviluppo di proposizioniinnovative e descritto nella Proposta progettuale del 28 gennaio 2019”. Quindi mentre si dava notizia dell’Inchiesta Pubblica, la Regione maturava da tempo decisioni che presupponevano la realizzazione dell’impianto a Chiusi.

Il ruolo della Regione Toscana muta da Autorità Regolatrice garante dei diritti di ciascuno dei soggetti per assumere quello di soggetto di parte.

Dobbiamo inoltre segnalare che nella Conferenza dei Servizi, a Inchiesta Pubblica in corso, viene depositata da ACEA una quantità notevole di documentazione non comunicata nell’ambito della stessa inchiesta e,comunque, non valutabile da parte del Comitato nell’arco di pochi giorni.

Dall’esame sommario che abbiamo potuto effettuare sono comunque emersi ulteriori elementi di criticità che a nostro giudizio confermano la inadeguatezza del progetto. A puro titolo esemplificativo citiamo le incongruenze relative ai dati errati inseriti nei modelli di calcolo diffusionale che portano ad una sottostima, oscillante tra il 60% e l’80%, delle quantità di inquinanti emesse in atmosfera e la incongruenza tra progetto edilizio e lo Studio diffusionale delle emissioni circa il numero dei camini e la loro collocazione.

Non è tuttavia accettabile che gli Organi Tecnici della Regione continuino a richiedere e accogliere integrazioni al progetto a distanza di quasi un anno dalla sua presentazione e dopo che gli stessi Organi avevano già individuato le carenze progettuali indicandone le necessarie integrazioni nell’aprile 2019 a cui aveva fatto seguito, nell’agosto 2019, il deposito di nuova e corposa documentazione da parte di ACEA Ambiente risultata ancora del tutto insufficiente tanto da far dichiarare all’Arch. Chiodini in sede di prima convocazione della Conferenza dei Servizi: “(…) L’Arch. Chiodini infine, rileva che alla luce dei pareri e contributi pervenuti e della discussione odierna. emerso che il progetto depositato presenta numerose carenze. Sembra profilarsi un problema di livellominimo di progettazione per il rilascio delle autorizzazioni richieste; mancano una serie di elementi diapprofondimento che generalmente rappresentano il presupposto per l’apertura di una Conferenza di Servizi,nel corso della quale devono essere svolte valutazioni e al massimo richiesti chiarimenti di dettaglio.” (Cfr. Verbale Conferenza dei Servizi del 31/10/2019)

A questo punto il ruolo dell’inchiesta perde di significato. La nostra richiesta è quella di chiarire quella che a noi sembra una evidente contraddizione di un’Inchiesta Pubblica convocata nella fase finale della VIA e con atti che presuppongono la realizzazione dell’impianto in questione senza fornire l’informazione alla cittadinanza in generale e alla Inchiesta Pubblica in particolare.

Romano Romanini, Paolo Scattoni, Luca Marrocchi, Santucci Fulvio, Lucia Lazzeri Contini, Beati Alessandro, Lucia Lelli, Pietruschi Massimo, Riccardo Testa, Moretti Walter, Bellini Fabiana

Chiusi 11 dicembre 2019                          

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2 risposte a Una lettera a Rossi, a futura memoria

  1. Giannetto Burani scrive:

    QUESTE PERSONE , CHE PARLANO IN POLITICHESE, PARLANO DI DEMOCRAZIA MA SPIEGATE LORO COSA SIGNIFICA PERCHE’,DA COME SI SONO COMPORTATE CON IL PROGETTO CARBONIZZATORE FATTO ALLA CHETICHELLA COME UNA RIUNIONE DI MASSONI E CARBONARI TANTO SIAMO QUASI IN TEMA NON CONOSCONO IL TERMINE DEMOCRAZIA,E PARTECIPAZIONE POPOLARE. ORA UNA BELLA RISPOSTA L’HANNO AVUTA, MA NON ABBASSIAMO LA GUARDIA,PERCHE’ LA LORO CALMA MI INDUCE A GUARDARE DOVE E’ NASCOSTA LA FREGATURA. E COME DICEVA MIO NONNO VIGILE L’OCCHIO E FORTE IL BRACCIO NEL COLPIRE.

  2. pscattoni scrive:

    Ho trovato su facebook la risposta di Rossi al Dr Sergio Resta:

    uGentile signor Sergio Resta,ho letto con attenzione la sua lettera e le rispondo come ho fatto ad altri cittadini che mi hanno scritto sullo stesso tema.
    Come certamente sa sul progetto di ACEA Ambiente Srl per la realizzazione di un impianto di recupero di fanghi biologici, la Giunta Regionale ha richiesto l’indizione di una consultazione pubblica che è in corso di svolgimento nella forma dell’inchiesta pubblica.
    Abbiamo ritenuto importante avviare questo momento di confronto perché riteniamo necessario su un progetto così strategico coinvolgere i cittadini e le amministrazioni su tutte le questioni che riguardano il progetto, non solo quelle tecniche ma anche quelle ambientali, sanitarie ed economiche.
    Crediamo infatti che i diritti dei cittadini vengono rispettati se vengono offerte loro tutte le informazioni necessarie e strumenti di partecipazione chiari per poter discutere.
    Sono convinto che facciamo un buon servizio alla democrazia se convogliamo ciascuna voce in un confronto oggettivo e legittimo salvo poi lasciare la decisione a chi ne ha competenza per legge.
    Ritengo pertanto opportuno che la giusta sede per presentare anche le sue istanze sia quella dell’inchiesta pubblica che abbiamo voluto e aperto anche per questo scopo.
    La ringrazio per il suo interesse e per l’apporto che con la sua voce vorrà dare alla consultazione.
    Con i miei più cordiali saluti

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