Italiani e no

di Paolo Scattoni

Ieri due fatti lontani che ho collegato fra loro. Il primo è stata la lettura di una dichiarazione di tale Luca Castellini, capo degli ultras del Verona calcio e militante di Forza Nuova. Sugli insulti a Balotelli nella partita Verona- Brescia dichiara: “Lui non sarà mai del tutto italiano. Anche noi abbiamo un negro in squadra (…) . Ci sono problemi a dire la parola negro? Se lo dico mi viene a prendere la Commissione Segre?

Lo stesso giorno mi arriva un pacco da Amazon con tre copie del libro del mio amico George Onuorah “Perché in Italia?”. L’autore era casualmente presente a casa mia. Così ho fatto aprire a lui il pacco e lo ha fatto con una certa emozione.

È stato un lungo parto, per il quale oltre a un grande impegno , l’aiuto generosamente offerto da molti. Innanzitutto un sapiente lavoro di editing e quello per la pubblicazione sulla piattaforma Amazon, complicato da alcune vicende burocratiche affrontate dall’autore. Hanno aiutate anche alcune persone di Chiusi con consigli, la traduzione dall’inglese di alcuni brani e una prima correzione dei refusi. Poi la pubblicazione ha tardato a causa di problemi squisitamente burocratici.

La prima registrazione allo sbarco era sbagliata con lo scambio del nome con il cognome: la necessità di cambiare carta di identità, il codice fiscale, la postepay evolution, l’atto di riconoscimento dell’asilo politico. Comunque il libro è arrivato pochi giorni fa alla pubblicazione. Quanto sinteticamente scritto sul quarto di copertina ci spiega l’oggetto:

“Chibuzor George Onuorah (1985) nasce a Port Hacourt, nella terra del Biafra (Nigeria). Perché l’Italia? è un breve diario di viaggio che Onuorah ci dedica affinché si riesca a comprendere meglio ‘lo strano oggetto’ del richiedente asilo”.

Allora per me ieri il confronto è stato naturale. Da una parte c’è un immigrato, laureato nel suo paese, che in due anni ha imparato la lingua italiana, conseguito il diploma di terza media e il riconoscimento dello status di perseguitato politico. È uno che ha sentito un’aurea di diffidenza e ha voluto caparbiamente lanciare un ponte.

Dall’altra gli spropositi di uno che probabilmente non riuscirà mai a scrivere un libro, ma neanche a leggerlo.

Purtroppo personaggi di questo tipo non si trovano soltanto a Verona.

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2 risposte a Italiani e no

  1. gisella zazzaretta scrive:

    Bravo George!!!! Sei un seme di Tavola Di René , germogliato grazie a persone che hanno creduto nelle tue capacità e che ti hanno voluto bene. Sono orgogliosa di te come lo sarei dei miei figli. Un forte abbraccio da tutta la famiglia Provvedi!

  2. luciano fiorani scrive:

    Complimenti a George per l’impegno, la tenacia e le capacità.

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