Un eroe dei nostri tempi

thHMAEYHV2di Rita Fiorini Vagnetti

“Un eroe dei nostri tempi”, così mi viene da definire il dirigente scolastico che “ope legis”è obbligato a svolgere il suo ruolo in più di un istituto, causa il sistema di dimensionamento nazionale e regionale previsto per scuole con alunni numericamente al di sotto della normativa vigente per la formazione delle classi

La mia non è una difesa di ufficio ma è il frutto di un lavoro svolto alla stesse condizioni ma sicuramente in tempi e modi diversi, quando ancora forse esisteva  il senso del rispetto e del riconoscimento dei vari ruoli

“Oneri ed onori “ma spesso i primi sono di gran lunga più numerosi degli altri, comprensivi delle dirette responsabilità, a tutti i livelli

Non entro nel merito della “brutta “questio “tra la dirigenza (per inciso é  lo stesso dirigente degli istituti superiori.e questo è significativo per chiusi) e l’ amministrazione comunale Non ho punte di appoggio per farlo ma posso  fare qualche riflessione ,a vantaggio del vero e nel rispetto di tutta l’ istituzione scolastica che opera con grande dedizione.

Chi frequenta le nostre scuole deve sentirsi orgoglioso della scelta fatta. Niente deve oscurare l’ immagine del luogo preposto alla formazione educativa e professionale

Il “reggente “,che é un dirigente a tutti gli effetti, fornito di tutti i titoli per svolgere il suo ruolo, al momento della formazione delle classi si trova spesso in un ‘imbarazzante decisione.

Conciliare le esigenze del territorio con quelle legislative, dopo aver ascoltato anche le “varie conferenze “che non hanno però potere deliberativo: solo di proposte e consigli e non é sempre facile ma  dura “lex sed lex.

L ‘organico di “fatto” ,dopo le reali iscrizioni di luglio attesi i risultati degli esami, non sempre può corrispondere a quello di “diritto “dei mesi precedenti che sono in forma previsionale. Ci possono essere delle varianti non prevedibili. Comunque tutto dovrà passare sotto il vaglio degli organismi superiori che non sono però quelli comunali.

Parlo ovviamente con i ricordi che spero siano ancora gli stessi. Sempre a difesa e a favore delle istituzioni scolastiche che devono rimanere fiore all’occhiello. Se si va oltre lo specifico della scuola Non c è niente che possa meglio dare l immagine di un paese culturalmente preparato ed attento. Se così non fosse qualsiasi iniziativa artistica, teatro, musica ,convegni, finirebbe per perdere significato e valore
.
Dobbiamo partire dalla “scuola” per qualificare e valorizzare il nostro territorio e la scuola e le sue componenti vanno difese a  prescindere, senza se o senza ma …con il tempo pieno o altro!

Anche quando ci sono momenti di disaccordo, di contrasto tra le varie parti impegnate,
ognuna però con i  suoi tempi e con i suoi poteri e senza falsi pregiudizi

È pericoloso tener conto solo del singolo piuttosto che dell’intera comunità. Si potrebbe perdere di vista l’obiettivo finale: gli interessi del paese e del territorio.

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2 risposte a Un eroe dei nostri tempi

  1. Rita Fiorini scrive:

    Non è vero caro prof. Giulietti che poche volte siamo andati d’accordo.
    A scuola per l’andamento e la gestione abbiamo sempre lavorato in armonia pur con a volte posizioni diverse, sempre però nell’interesse ripeto dell’istituzione che non era certo facile dirigere:Scuola professionale,scuola tecnica commerciale e scuola alberghiera di Chianciano.
    Di questo mi sento soddisfatta e anche lei è riuscito con i colleghi a valorizzare una scuola professionale di non facile conduzione.
    Siamo stati sempre appoggiati e incoraggiati dalle varie istituzioni Comune, Provincia, Provveditorato e anche Regione
    A livello personale qualche divergenza c’era, ma tutto più che accettabile.
    Questi sono i miei ricordi e questo è l’affetto che ancora e non potrebbe essere altrimenti mi lega alla scuola che continuerò a difendere con l’entusiasmo di sempre.
    Buon lavoro

  2. Carlo Giulietti scrive:

    Non conoscendo i particolari della vicenda, né direttamente, le azioni messe in campo dai vari attori, finora ho taciuto perché, su certi temi, è sicuramente meglio tacere che sparare giudizi e sentenze a vanvera come alcuni, mi pare abbiano fatto.
    Scrive giustamente la ex preside, con la quale è una delle pochissime volte che mi capita di trovarmi d’accordo, “dovremmo partire dalla scuola per qualificare e valorizzare il nostro territorio e la scuola e le sue componenti andrebbero difese”, aggiungo, dalle istituzioni col lei concorrenti al servizio dell’istruzione, in primo luogo.
    Concordo nel sottolineare che quando ci sono momenti di disaccordo, sarebbe logico aspettarsi confronti diretti, franchi e costruttivi volti a trovare soluzioni comuni nell’interesse primario della scuola, degli studenti, delle loro famiglie e quindi del territorio, anziché, aggiungo sparare post sui social volti a schierare e dividere le famiglie, per scopi, che possono sembrare, politici.
    Ormai, siamo abituati a vedere schieramenti che prendono la parte del proprio “paladino”, a prescindere e non fa caso più di tanto, si trovi motivo del guerreggiare là negli immigrati, qui nella scuola, ma potrebbe essere anche la qualità delle bistecche della sagra di paese. Ogni motivo può essere valido per compattare i seguaci più facinorosi, che cercano lo scontro in ogni dove, dietro al capo “duro” di turno
    “È pericoloso tener conto del singolo (o aggiungo di un piccolo gruppo amico) piuttosto che dell’intera comunità. Si potrebbe perdere di vista l’obiettivo finale: gli interessi del paese e del territorio”, scrive la signora Fiorini,condivido anche questo, sia il territorio nazionale o sia il territorio del paesino.

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