Che c’entra Chiusi con le elezioni a Piombino?

Vogliamo-futuro-a-Piombinodi Paolo Scattoni

I risultati delle ultime amministrative hanno un rapporto con questo blog? In teoria no, visto che non interessavano Chiusi.

Prima di sorvolare, però, può essere utile analizzare i risultati di Piombino. Qui un’amministrazione saldamente a sinistra da settant’anni è stata sostituita da una di centrodestra. Il rapporto con Chiusi c’è, perché a Piombino era stato proposta la costruzione di un impianto di carbonizzazione come quello che ACEA vorrebbe realizzare a Chiusi. Invito a leggere un interessante comunicato del “Comitato Salute Pubblica Piombino-  Val di Cornia” del 12 dicembre 2018. Se non ne avete voglia basta soffermarsi sulle conclusioni

… se non si tiene conto del NO (dei cittadini) che hanno già detto forte e chiaro a tutti gli incontri pubblici in cui si è parlato della CREO e invece di ritirare l’assegnazione a quell’azienda del lotto di terreno in area APEA si cerca di forzare la mano con un percorso di “ascolto attivo”, beh, non stupiamoci se gli stessi cittadini si esprimeranno nell’unico posto dove potranno farlo:la cabina elettorale”.

Qualche settimana fa Sindaco (poi non ripresentato) e giunta di Piombino hanno fatto marcia indietro, a quanto pare troppo tardi e la giunta uscente ne ha pagato il prezzo. Un no dell’ultimo momento non restituisce la credibilità perduta.

Una volta digerita la scorpacciata di porchetta forse il sindaco di Chiusi vorrà tenerne conto.

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2 risposte a Che c’entra Chiusi con le elezioni a Piombino?

  1. pscattoni scrive:

    L’analii di Enzo (Sorbera) non mi convince. È stata proprio la mancanza di partecipazione politica a determinae la sconfitta. Non so quanti possano essere interessati, ma consiglirei questo articolo relativo al cambio di cavallo: http://www.letrusco.it/massimo-giuliani-licenziato-per-giusta-causa/
    Forse una lettura utile per i politici locali.

  2. enzo sorbera scrive:

    Non credo che il mancato “ascolto” abbia portato Piombino alla destra. Certo, è uno dei fattori, rilevante ma non decisivo. Un’analisi locale è sempre difficile: passa per l’appeal del candidato e la sua storia personale. Cmq, mi pare che i dati siano in linea con la tendenza nazionale. Piombino ha eletto il sindaco con il 39,09% di voti di rappresentatività “vera” – risultato molto buono -: Ferrari ha preso il 64,27% del 60,82% del corpo elettorale complessivo. L’astensione (chi non ha votato o ha dato scheda bianca/nulla) va al 39,18%. Dato per fisiologico un 20% di astensionismo (malati, disinteressati “totali”, ecc.), c’è circa un altro 20% di non votanti che sono tali perché non si trovano rappresentati dall’offerta politica e ai quali nessuno “parla”. Il territorio di Piombino è devastato, la sola Rimateria basterebbe d’esempio, con incidenze tumorali, tra le cause di mortalità, che sono più alte della media regionale (un’analisi del 2015 di Medicina Democratica è rivelatrice sui dati di https://www.ars.toscana.it/portale-dati-marsupio-dettaglio.html). Le amministrazioni di sinistra hanno viaggiato sempre su un’inerzia colpevole (ma ignoro eventuali progetti di “bonifica”). Visti i dati pubblicati dal Corriere della Sera, stimerei un 12% di voti a Ferrari dal non “ascolto”. Certo non poco (Bruna Geri, la capolista PD, ha parlato di “profondo cortocircuito con la città”), ma non determinante, seppur “suicidante”: infatti, non è che abbiano vinto i Verdi.

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