Una vita, tante vite, una fabbrica, 7 minuti

nenci 7 minutidi Fabrizio Nenci

Come spesso accade nel suo teatro, l’autore Stefano Massini è partito da un fatto di cronaca (sindacale) per raccontare il dilemma di un gruppo di operaie tessili, schiacciate fra il timore di perdere il lavoro e l’accettazione dell’ennesima vessazione padronale

 Fin dai suoi esordi Stefano Massini, rappresentato in mezzo mondo e alla ricerca di un teatro che per semplificare potremmo definire civile, si è interrogato sulle ingiustizie del nostro tempo, i delitti che hanno reso difficile se non proprio del tutto invivibile la nostra epoca

7 minuti, è un testo che parla di lavoro, tema più che mai attuale di questi tempi in cui spesso la realtà della paura del futuro si trasforma in racconto della sua perdita e con esso della sicurezza e della identità delle persone.

Come ogni buon copione che tratti temi reali, 7 minuti, nasce da un fatto realmente accaduto ma, per così dire, riportato in un narrato del tutto personale. Il punto di partenza dell’autore è un una vicenda avvenuta in una fabbrica tessile di Yssingeaux nell’Alta Loira, dove le operaie decisero di ribellarsi alla richiesta dei nuovi proprietari che chiedevano loro un taglio di 7 minuti su di una pausa tra i turni di 15 considerandolo come l’inizio di una più profonda e globale minaccia ai loro diritti acquisiti. Partendo da questo fatto Massini è riuscito, dando voce ai personaggi, ad andare oltre il fatto puro e semplice suggerendone, per il nostro tribolato oggi, una possibile universalità.

Per farlo ha costruito il testo con un linguaggio secco, senza fronzoli,  grazie al quale ogni donna si confronta con naturalezza con le sue compagne in un dialogo serrato, quotidiano, in cui ciascuna  porta il proprio vissuto, la propria personalità, le proprie convinzioni, sperando di convincere le altre della bontà della propria tesi. Chi guida questa specie di autocoscienza collettiva è Bianca, la portaparola del consiglio di fabbrica, che poco alla volta conduce le altre, all’inizio favorevoli  ad accettare la richiesta pur di non perdere il proprio posto di lavoro, fino a una condizione di assoluta parità in cui tocca a una sola far pendere il piatto della bilancia per il si o per il no.

7 minuti ha trovato in Cinzia Lucacchioni, Claudia Morganti, Fabiola Baccaille, Francesca Carnieri, Gloria Fatichenti, Margherita Sanchini, Mascia Massarelli, Maya Berardi, Rossana Rossi, Sara Bartoli, Fabrizio Nenci, Leonardo Nenci (musica originale),Enrico Mearini, Piero Scaccini. Caludia Scarpelli, Sonia Nasorri, sensibilità, intelligenza, attenzione e sintonia con questa pièce che si svolge nello spogliatoio di una fabbrica, bastano poche sedie, il tavolo, degli armadietti di ferro dove le operaie ripongono le loro cose, per creare un ambiente semplice ma giusto per concentrare l’attenzione su queste donne che appartengono a paesi diversi, a religioni diverse: madri, figlie, mogli che cercano di raccontare se stesse tentando disperatamente di reagire alla paura del futuro e di trasmetterla a noi che la sentiamo in qualche modo anche nostra.

Un grazie particolare a Pier Luca Cupelli per la grafica a Marta Cioncoloni per il promo, e al ristorante pizzeria IL PUNTO di Chiusi.

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3 risposte a Una vita, tante vite, una fabbrica, 7 minuti

  1. roberto donatelli scrive:

    Quando lavoravo alla catena di montaggio della Ford ( uno dei tanti lavori) c’era la proposta di tagliare i 5 minuti di pausa durante i quali tutti i macchinari venivano spenti.
    Non è successo niente però devo dire che quei 5 minuti erano i più lunghi 5 minuti della mia vita. Questo per dire che nulla è cambiato nel mondo e che la gente dovrebbe informarsi prima di dire: ” ma come si arrabiano per 7 minuti tolti”.

  2. enzo sorbera scrive:

    Da questo brano teatrale un paio di anni fa è stato tratto il film con lo stesso titolo. Michele Placido ha diretto Fiorella Mannoia, Ambra Angiolini, Ottavia Piccolo e qualche altra attrice francese di cui non ricordo il nome. Abbiamo qui dei nomi meno famosi, ma sicuramente all’altezza della situazione. Non posso esplicitare qui l’augurio che si fa in questo casi, ma ne invio un’intera carrettata 🙂

  3. pscattoni scrive:

    Ho avuto difficoltà a trattare l’immagine che mi è stata inviata. Sono così rimaste fuori due informazioni importanti. L’iniziativa è del collettivo teatrale Semidarte. Lo sponsor è il ristorante Il Punto.

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