Politica: quando l’unica certezza è l’incertezza

elezioni abruzzodi Paolo Scattoni

C’è una lezione da trarre dalle elezioni regionali in Abruzzo anche per noi qui a Chiusi e dintorni? Secondo me ce n’è una sola: la difficoltà a prevedere. Non ci sono posizioni definitivamente conseguiti. Si pensi soltanto ai risultati del movimento 5Stelle. Alle elezioni politicche di meno di un anno fa il movimento è dimezzato dal poco meno del 40% a poco più del 20%, nonostante il grande impegno dei dirigenti nazionali nella campagna elettorale. Il clamoroso risultato può essere di nuovo rovesciato a maggio per le elezioni europee.
Non mi meraviglierei che alle amministrative di Torrita un elettorato fino ad oggi molto schierato si dovesse assistere ad un cambiamento clamoroso per una realtà solidamente schierata er i partiti della sinistra sin dal secondo dopoguerra. Che succederà a Montepulciano? e a Cetona? Ormi niente è certo e le previsioni a lungo termine del tutto aleatorie.

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4 risposte a Politica: quando l’unica certezza è l’incertezza

  1. enzo sorbera scrive:

    Una previsione è sempre un azzardo. L’attuale situazione di Torrita è arrivata per l’ostinazione intorno a un’ipotesi di fusione che nessuno, forse neanche i sostenitori, ha sposato fino in fondo: il timore di essere presi in giro finendo per portare acqua a interessi personali di qualcuno è stato il sentimento prevalente. Non so se lo stesso sentimento ha preso piede a Montepulciano. Fatto sta che un’indicazione di partito ha finito per erodere gli ultimi residui di consenso. Vero è che la partita, sul piano locale, si gioca sui nomi e sul prestigio personale dei candidati. Pertanto, mi sentirei di escludere Cetona da problemi di cambio: il nome proposto è notevole e se, come sono certo, riuscirà a fare una buona squadra, il governo della città sarà ancora in buone mani (il lavoro di Eva Barbanera è stato piuttosto buono). Non conosco i candidati degli altri comuni, però penso che, a fronte di nomi nuovi (o relativamente nuovi), anche i due Comuni più a rischio di cambio potrebbero mantenere la guida a sinistra. Piaccia o no, la cultura di governo ha il suo peso e degli outsiders potrebbero rivelarsi un’incognita – sia in positivo che in negativo -. Credo che prevarrà il quieta non movere .

  2. carlo sacco scrive:

    Ohhh, ci siamo arrivati..:”.Sempre di massimi sistemi si parla”.Quello che c’è a Chiusi e localmente, dipende da quello che esiste al di sopra ed in maniera sparsa ma presente al di fuori di Chiusi proprio connesso ai massimi sistemi.Basta avere la volontà ”politica” di vederlo e di vederne le connessioni.Per il semplice fatto che l’incongruenza delle scelte delle quali anche tu giustamente ti lamenti dipendono tutte da un modo di essere di quelle persone che tu dici e giudichi quando dici loro che s’incartino da loro stessi.Ed hai ragione ma questo dipende anche dai fatti di Chiusi ma anche dal modo di come loro interpretano e sperano che vada la politica regionale e nazionale del loro partito.Allora che cosa è questo riifiuto aprioristico di parlare politicamente dei massimi sistemi come se fosse un elemento di discussione deviatorio dei problemi locali? Non lo è deviatorio ma è un metodo e secondo me questo è fatto a sommo studio per portare a ragionare su aspetti che localmente sarebbero anche precisi e puntuali ma se non c’è un riferimento ed un legame con la formazione di un modo di ragionare,quel partito si polverizza come è già successo e succede, mentre nello stesso tempo ci si attacca a fatti ed a slogan che nulla hanno a che vedere con la formazione ed il modo di ragionare delle persone del tipo ”I pasdaran” di Lorenzoni.Non sò se mi spiego quando ho sempre detto che tale metodo è tipico di una precisa parte politica.

  3. pscattoni scrive:

    Come al solito i massimi sistemi. Qui si parla di Chiusi e dintorni e si cerca sempre di riportare al locale. Quello che il post cercava di fare in relazione alle prossime elezioni amministrative dei comuni dei dintorni.

  4. carlo sacco scrive:

    Si potrebbe vedere una volta il perchè di tale volatilità e mobilità mai dimostratasi tale,invece di adoperarsi come fa qualcuno a far fare passettini di allineamento coperto a sinistra che scoprono il fianco destro della rottamazione renziana e che vorrebbero dare una impostazione sulla gente che finalmente si sarebbe resa conto che il renzismo non paghi? Il fatto secondo me è solo uno ed è quello che il sistema regge rattoppando il vestito e chiamando tutti a raccolta,fra liste civetta,liste civiche,liste di coloro che per paura dell’abisso dopo aver udito tutte le sere che siamo ancora una volta sull’orlo del baratro e che questo governo sia un governo di terroristi e che manchi poco alla sua caduta e che finalmente si ristabiliranno i parametri di prima soprattutto in economia,la gente risponde come foglie prese in un vortice di un malestrom.Nulla è scontato ed è vero,ma tolte le differenze fra destra e sinistra allora saremmo al cospetto di una massa di popolo che ondeggia fra il vecchio allargato alla base e che introita dentro formazioni che vanno dalla destra agli ex repubblicani,al PD naturalmente con tutti i suoi cespugli,a Leu,Calenda and Co.Sei liste in Abruzzo hanno fatto il 30% contro gli oltre 40 della destra,tutta a traino Lega.E’ una mia idea ma più i partiti si avvalgono di liste e più il gorgo che verrà inghiottirà un numero maggiore di gente.E’come Golia che quando cade fà più chiasso perchè è più grande di David.

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