Chi dorme i treni non li prende

treno vaporedi Paolo Scattoni

Quello che ha recentemente pubblicato il sito ferrovia.info delinea un panorama chiaro, purtroppo per Chiusi. Stanno per essere investiti 177 milioni di euro per introdurre miglioramenti della tratta Siena- Empoli per ridurre i tempi da Siena a Firenze. Si legge infatti su ferrovia.info

“la Commissione Trasporti della Camera dei Deputati ha confermato la cifra di 177 milioni di euro nella quale rientrano il raddoppio della Empoli – Granaiolo e l’elettrificazione dell’intera tratta. La linea Empoli-Siena rappresenta una delle infrastrutture strategiche per il territorio su cui da tempo Ance Siena e Confindustria Toscana Sud pongono la massima attenzione per uscire dalla situazione di isolamento in cui si trova la provincia.”

Non viene detto apertamente, ma l’assenza di investimenti nel resto della linea a sud permette di dedurlo con come dato abbastanza certo: l’obiettivo è Firenze. Da qui i viaggiatori potranno raggungere Roma in poco più di un’ora. L’articolo fa riferimento del contentino, la fermata di una coppia di Eurostar. Evidentemente non erano completamente aggiornati. Evidentemente le ferrovie si sono portate avanti con il programma di disconnessione con la concessione di una fermata per il solo orario estivo 2019.

Evidentemente in tutti questi anni è mancato un serio negoziato con le ferrovie sulle possibili strategie. Chiusi poteva coordinare possibili azioni per costruire una piattaforma rivendicativa per negoiare con le ferrovie. Sono anni che molti di noi lo predicano inascoltati.

Attualmente questi temi non trovano accoglienza nel nostro consiglio comunale. I consiglieri di maggioranza sul tema esprimono il niente. Anche i cinque stelle non si fanno sentire. Il gruppo Possiamo aveva presentato una mozione che è rimasta infognata in commissione per sette mesi. Così mentre il nord della provincia è riuscita ad ottenere miglioramenti della linea e una strategia dell’alta velocità da Firenze da noi ci si è gingillati e i risultati sono quelli che vediamo.

È un percorso che va contro le tendenze dei paesi europei più avanzati. La Germaia sta producendo treni pendolari da 190 km orari e che viaggiano nelle stesse linee dell’alta velocità da 300 km/h.

Le possibilità potrebbero essere tante, compresa quella degli Intercity di cui abbiamo parlato in altro articolo, ma chi dorme i teni non li prende.

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4 risposte a Chi dorme i treni non li prende

  1. pscattoni scrive:

    Moretti non è più l’amministratore delegato da oltre quattro anni. Purtroppo chi l’ha sostituito ha continuato per spinta inerziale. Nel lontano passato le FS non erano impermeabili ai contributi del territorio. Ricordo alcuni decenni fa quando Orfeo Bardini come esponente dellla locale Confcommercio presentava una sosrta di relazione annuale con specifiche richieste. Poi niente più. In questo blog ho raccolto quasi 60 interventi che potevano in molti casi essere raccolti e sviluppati. Nella mia grezza impostazione incrementalista, credo che se avessimo provato con un tentativo di negoziato (anche semplicemente come comitati locali) avremmo raggiunto due piccoli ma signitivi risultati. Il primo e più ovvio quello di ottenere qualche corsa e qualche aggiustamento di Orario. Soprattutto avremmo sensibilizzato le giovani generazioni ad interessarsi di un tema osì fondmentale per il nostro territorio. Non è stato fatto e non possiamo piangere sul latte versato. Occorre però partire in qualche modo. La questione intercity può essere una strada. L’articolo segnalato da Romano (Romanini) lo accenna. Partiamo su questo obiettivo minimo prima che sia troppo tardi.

  2. Romano Romanini scrive:

    Io non credo che si sia dormito. Io credo piuttosto che, almeno per la maggioranza, sia valsa la regola che non si deve disturbare il manovratore. In questo caso il manovratore erano proprio le ferrovie a guida PD (Moretti) che hanno speso circa 32 mld di € (altre fonti dicono 42) per realizzare poco più di 1.000 km. In questi anni abbiamo assistito al teatrino di marionette che schiamazzavano distogliendo l’attenzione dalle vere questioni per garantire al manovratore libertà di movimento e investimento. Sui reali temi di cui si sarebbe dovuto parlare (e che qualcuno ha tentato di proporre in beata e inascoltata solitudine) consiglio questo articolo che, fornisce dati e considerazioni utili sul tema del trasporto AV e locale in Italia.
    https://altreconomia.it/lalta-velocita-non-conviene-bilancio-costi-benefici/
    Ci sono tutti i temi veri di cui dovremmo chiedere conto e su cui improntare una vera riflessione a cominciare da questo: ogni giorno 1,37 mln di pendolari italiani usano i treni “normali” mentre sono solo 10.000 quelli (pendolari) che usano l’AV.

  3. luciano fiorani scrive:

    Purtroppo è così. Come viene rilevato nella citazione (Ance, Confindustria) non solo le forze politiche della zona si sono dimostrate insensibili alla questione ferroviaria ma anche le forze economiche e sociali.
    Per anni si è assistito alla marginalizzazione della stazione di Chiusi senza battere ciglio poi si è cominciato a gingillarsi con le stazioni in linea (Ceccobao, Scaramelli…) per ottenere alla fine, forse, una fermata di un paio di frecce rosse nei mesi estivi.
    Insomma ha proprio ragione Paolo (Scattoni) chi dorme i treni non li prende.

  4. Carlo sacco scrive:

    ….al posto dei treni prende invece “ o’pesce” napoletanamente parlando….s’intende….

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