Lo sbigottimento dell’Associazione il Riccio per la denuncia di Bettollini

area-centro-carni-vuotadi Paolo Scattoni

Leggo sul corrierepievese.it il comunicato degli amici dell’associazione il Riccio che riporto qui sotto. Spero sia uno scherzo o una fakenews.

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(Comunicato stampa)L’Associazione di salvaguardia ambientale “Il Riccio” prende atto, con sbigottimento, che Juri Bettollini, Sindaco della Città di Chiusi avrebbe presentato addirittura un esposto alla Procura della Repubblica di Siena, rilevando come “intimidatorio” il legittimo sollecito ad avere un riscontro all’istanza, inviata in data 8 agosto 2018, che richiedeva l’inclusione dell’Associazione nei procedimenti decisionali che riguardano le proposte progettuali di Acea nel complesso immobiliare denominato “Ex Centro Carni di Chiusi”, ed in difetto della quale, la scrivente Associazione, avrebbe fatto segnalazione all’ANAC (Autorità Nazionale Anti Corruzione).

Ricordiamo che la normativa prevede una tempistica di trenta giorni dalla ricezione dell’istanza, entro il quale il Comune della Città di Chiusi avrebbe dovuto quantomeno esporre le ragioni di un ritardo/silenzio che, al contrario invece, si è protratto per ben settantacinque (75) giorni.
Nella mail che il Sindaco ha inviato all’Associazione, con in copia il Procuratore Capo della Repubblica di Siena, il primo cittadino, in aggiunta al reato di minaccia (art.612 del c.p.), ravvede altresì per le mail inviate al protocollo del Comune, due ad agosto ed una ad ottobre, il reato di cui all’art. 340 del c.p., ovvero una condotta interruttiva o turbativa della regolarità del funzionamento dell’ufficio o servizio pubblico nel suo complesso.

“Il Riccio” ritiene di essersi sempre mosso nel completo rispetto della legalità, e di non aver mai ostacolato la pubblica amministrazione ma, al contrario, ha sempre avuto ed ha come obiettivo quello di servire l’interesse pubblico e lo stimolare una partecipazione attiva alla vita civica del territorio, ivi compreso il sollecitare la P.A. circa le conseguenze, in termini di responsabilità, di una mancata risposta nei termini di legge.

Questo atto del Sindaco della Città di Chiusi viene visto anche dal WWF Perugia, che agisce di concerto all’Associazione “Il Riccio”, come tentativo intimidatorio che potrebbe assumere anche rilievo penale, pertanto le suddette Associazioni ambientaliste si riservano ogni azione al fine di tutelare l’interesse pubblico alla partecipazione nei procedimenti autorizzativi in materia ambientale, affinché condotte così gravi non abbiano più a ripetersi in spregio alla normativa comunitaria e nazionale.

Gruppo Ecologista Il Riccio <ecologistiilriccio@gmail.com>
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7 risposte a Lo sbigottimento dell’Associazione il Riccio per la denuncia di Bettollini

  1. Daria Lottarini scrive:

    Io penso che chi esercita il potere dovrebbe evitare di intraprendere le strade legali, se non in situazioni estreme e ben fondate. Già in altre occasioni, sempre riguardo a questa vicenda, il gruppo Possiamo ha criticato l’atteggiamento di chiusura dei nostri amministratori verso un confronto con i cittadini che chiedevano partecipazione e informazione.
    Questa ultima azione appare come una grossa ed inutile forzatura, che oltre ad indebolire la pubblica amministrazione, contribuisce ad invelenire ancor di più il clima del dibattito intorno alla questione ACEA. Dibattito che purtroppo non farà nessun passo avanti se le risposte a legittime richieste consistono in ricorsi alle procure.

  2. pscattoni scrive:

    Si questa è davvero una sorta di minaccia del tipo stai attento a quanto chiedi. Io meno di due settimane fa ho chiesto di vedere il fasccolo del finanziamento dei lavatoi a Chiusi Città. Rischio la denuncia? Come diceva Totò?

  3. luciano fiorani scrive:

    E’ un po’ che gira da queste parti la panzana dell’interruzione di pubblico servizio legata all’accesso agli atti.
    Insomma bisogna andarci cauti, sono consentite solo sporadiche richieste per non intasare gli uffici.
    Paese che vai usanza che trovi.

  4. pscattoni scrive:

    Quello che più mi preoccupa di questa assurda vicenda è quanto ricorda il comunicato in questo passaggio:
    “(…) il primo cittadino, in aggiunta al reato di minaccia (art.612 del c.p.), ravvede altresì per le mail inviate al protocollo del Comune, due ad agosto ed una ad ottobre, il reato di cui all’art. 340 del c.p., ovvero una condotta interruttiva o turbativa della regolarità del funzionamento dell’ufficio o servizio pubblico nel suo complesso.”
    Davvero un caso di scuola. Tre email avrebbero compromesso il pubblico servizio. Se passa questo criterio sarebbero in pericolo molte delle richieste al Comune compreso l’accesso agli atti. Occorre reagire a questi atteggiamenti in tutte le sedi competenti.

  5. carlo sacco scrive:

    Più che arroganza del potere io direi scendendo terra terra che sia una ”guerra preventiva” per bombardare le installazioni schierate sul confine prima che da queste parta qualche missile ed in questo caso il timore dei ”missili” sono il possibile ingrandimento del fronte che dovrebbe essere scongiurato, che se così non fosse potrebbe essere un ostacolo più duro da superare anche in una fase di possibile giudizio.
    Prevedere è meglio che curare diceva qualcuno ed allora ecco che la mossa diventa comprensibile.Forse la mia sarà pura fantasia ma pur essendo fuori dalla questione perchè l’ho seguita a pezzi e bocconi io la penso in questo modo.

  6. pscattoni scrive:

    Non so se dipenda dalla solitudine, ma per le mie modestissime conoscenze della legge non ci sono gli estremi per i due reati ipotizzati da Bettollini. Non capisco chi l’abbia consigliato, ma sempre secondo il mio modessimo avviso un’azione del genere non va nella direzione della credibilità dell’istutuzione. Il mio giudizio quindi è squisitamente politico.

  7. luciano fiorani scrive:

    Una volta si chiamava arroganza del potere.
    Ma forse ha fatto l’esposto perché si sente solo.

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