ACEA: che c’è stato prima del bando?

1200px-Loggia_dei_Lanzi_81di Paolo Scattoni

Ripubblico qui con un po’ di ritardo l’articolo di Susanna Guarino, apparso sul Corriere di Siena il  3 febbraio. Per questo articolo qualche giorno di ritardo conta poco. È uno di quei domenti molto utili a futura memoria. Sarà utile consultarlo di tanto in tanto.

Soltanto due citazioni. Partiamo dalla prima “Tre giorni fa il Comune di Chiusi ha completato l’iter per la vendita dei terreni alla holding Acea Ambiente srl. Sono stati necessari mesi e mesi di trattative, ma il sindaco Juri Bettollini adesso tira un sospiro di sollievo.”

Mesi di trattative? Quando? Con chi? Mi dicono che la domanda sia stata fatta lunedì 5 febbraio all‘iniziativa sul bilancio alla Pubblica Assistenza. La risposta del sindaco sarebbe stata che quel passaggio non è virgolettato e quindi è un’interpretazione la cui responsabilità è da addebitarsi all’articolista. Benissimo lo sappiamo bene, ma la risposta che uno si aspetterebbe è se quei mesi di intensa trattativa ci siano stati oppure no.

C’è poi una seconda citazione interessante, questa volta virgolettata: ” Questo è un progetto anche sostenuto con forza dall`assessorato all’ambiente della Regione Toscana.”

E quando e come l’assessorato avrebbe maturato questa condivisione “con forza”?

A queste domande dovrebbe ruspodere il sindaco. Diciamo che sarebbe il minimo sondacale. Dovrebbe anche rispondere l‘assessore regionale all’ambiente e sarebbe opportuno che magari un consigliere regionale sollevasse la questione.

Diciamo che l’articolo solleva la questione di come si sia arrivati alla decisione. Sino ad ora c’è stata presentata come una normale conseguenza di un bando di alienazione dell’area. Ora invece emergere con una certa fondatezza che quello sia stato soltanto la fine da dare in pasto ai cittadini che però sono molto meno sprovveduti di quanto il sindaco probabilmente pensa. Insomma se si tratta di un piatto di pici all’aglione o invece di un piatto cucinato a Firenze? Nella seconda ipotesi occorre riportare a conoscenza chi è stato il cuoco e come ha confezionato il succulento pasto.

D’altra parte, come si sa, le decisioni prese in qualche segreta stanza a Firenze hanno una consolidata esperienza.

Questa voce è stata pubblicata in ARTICOLO21, ECONOMIA, POLITICA, TERRITORIO. Contrassegna il permalink.

3 risposte a ACEA: che c’è stato prima del bando?

  1. pscattoni scrive:

    Più che giusto Luciano (Fiorani). Ho sempre cercato di evitare su questo blog un linguaggio troppo colorito. E’ allora questa come la chiamiamo? Diciamo dunque che questa è una presa per i fondelli, senza rispetto alcuno per la cittadinanza. Per anni la Toscana ha menato vanto di avere per prima finanziato una legge per la partecipazione. Questo lo dobbiamo considerare un risultato rilevante? Se andiamo a rivisitare un’altra legge regionale quella per il governo del territorio la 5 del 95 all’articolo 1 si legge “La presente legge, di riforma dei principi e delle modalità per il governo del territorio, orienta l’azione dei pubblici poteri ed indirizza le attività pubbliche e private a favore dello sviluppo sostenibile nella Toscana, garantendo la trasparenza dei processi decisionali e la partecipazione dei cittadini alle scelte di governo del territorio”. Trasparenza? Partecipazione? Cose che si mangiano?

  2. Luciano Fiorani scrive:

    Quanto scritto dalla giornalista del Corriere di Siena (mai smentita) non fa che avvalorare la sensazione che l’affare Acea è in ballo da diverso tempo e che ai comuni cittadini è stato portato a conoscenza quando ormai i giochi erano fatti.
    D’altra parte è pensabile che Acea, in una ventina di giorni, decida di acquistare un terreno a carissimo prezzo che, guarda caso, fa proprio al caso suo e nel frattempo concluda con Sienambiente l’acquisizione di un depuratore adiacente allo spazio individuato solo per chiuderne l’attività più problematica (e più remunerativa)?
    Sembra di essere in un grande viaggio organizzato, dove la signora, candidamente, chiede: e oggi dove ci portano?

  3. carlo sacco scrive:

    Quando i cittadini impareranno a forza di pagare prezzi crescenti alla loro vivibilità ed alla loro economia,licenziando quell’apparato di cuochi che cucina per loro e decideranno loro cosa mangiare e si prepareranno i pasti da loro,facendo capire ai loro cuochi che non si aspettino più che quel loro sistema continui per sempre, sarà sempre tardi. Forse non si è capito bene che i cuochi sono al servizio del proprietario del Ristorante ed è lui che decide il menù insieme a pochi altri come lui o suoi soci.I cuochi eseguono ed i camerieri locali ”servono”.E di camerieri locali è pieno il mondo ed anche il nostro paese.Il guaio è che anche se fossero licenziati dai cittadini ci sono altri camerieri locali che sgambettano per assolvere a tale funzione per poi inevitabilmente seguire le orme dei predecessori.Il 21 gennaio 1793 Luigi XVI fu ghigliottinato in piazza a Parigi,forse se lo aspettava,ma il suo stupore non fu quello di salire sul patibolo ma fu quello di sapere che fra i firmatari dell’ordine di esecuzione c’era anche suo cugino Filippo d’Orleans e ne rimase stupito,incredulo.Eppure così era.Ecco,ho raccontato tale storia per dire che in quegli ambienti – i ristoranti di cui si parlava nel post – i colpi bassi sono di gran moda e vengono fatti con grande frequenza.Cuochi e camerieri,ma anche coloro che spazzano la tavola dopo i pasti sono avvisati.Chiusi ne è piena.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

 characters available