Einaudi-Marconi: una scuola, un territorio

di Carlo Giulietti

“Mettetecela tutta per non far chiudere l’I.T.C. Einaudi!!!”, così conclude un commento sul diario di https://www.facebook.com/einaudimarconi.valdichianachiusi una ex alunna evidentemente e giustamente, ancora affezionata al luogo della sua formazione superiore. Non potendo fare, in quella sede, commenti troppo personali o sufficientemente lunghi per esprimere compiutamente concetti, approfitto di questo spazio, che Paolo Scattoni ci tiene ancora a disposizione, per qualche considerazione sulla scuola Chiusina.

L’Einaudi-Marconi è una realtà importante del nostro territorio, all’interno della quale si sono formate varie generazioni di giovani, molti di questi sono già pensionati, molti riconoscono a queste scuole l’aver avuto una parte importante nel loro percorso lavorativo, moltissimi, come la stessa signora Sara, autrice del commento, ricordano con piacere gli anni trascorsi all’interno della struttura e gli insegnanti che li hanno accompagnati nel loro percorso (ovviamente i “prof” più o meno simpatici li abbiamo avuti tutti, ma anche in funzione della materia che insegnavano!).

Oggi si sentono voci allarmate e in alcuni casi allarmistiche sul suo futuro e si chiede a insegnanti e dirigenza di adoperarsi per il mantenimento della struttura. Questo può sicuramente essere di stimolo a chi nella scuola lavora e si impegna quotidianamente, ma importante sarebbe che anche la gente del territorio in cui operala scuola si rendesse conto delle potenzialità che un istituto come l’Einaudi-Marconi, con la sua molteplicità di indirizzi, può avere e invece di “guardare all’erba del vicino che, si dice, appare sempre più verde”, si guardasse in casa quando effettua o fa effettuare ai propri figli, scelte non sempre rispondenti ai reali interessi personali dei ragazzi.

Ho parlato di “territorio in cui opera la scuola” con lo scopo di ribadire e sottolineare il fatto che un’istituzione pubblica quale è questa, non può essere considerata di appartenenza di chi ci lavora, la dirige o tantomeno del paese in cui ha sede, bensì, fondamentale patrimonio comune di tutti i cittadini, di tutta la zona, anche di chi non ha figli in età scolastica. Quando parlo di zona, comprendo in questa, tutto il bacino di utenza dell’istituto, che va dai comuni di Parrano a quello di Radicofani (l’attuale sindaco, ad esempio, ha studiato proprio al Marconi), a quello di Torrita, Sinalunga, Castiglione, Panicale, Montegabbione, San Casciano, Cetona ecc.. e bisognerebbe che tutti si adoperassero per far conoscere capacità formative, potenzialità, opportunità, ecc. che può offrire, indipendentemente dalle mode del momento (I 450 iscritti ai test di ammissione all‘istituto alberghiero Martin di Montecatini, è un chiaro esempio della moda, indotta dai media, anche in fatto di scuole).

Negli anni scorsi, non so se anche quest’anno, alcuni giovani di Chiusi e dintorni hanno preferito frequentare lo stesso corso che si tiene presso la nostra sede a Montepulciano, altri ad Arezzo o Abbadia, questo è indice di scarsa affezione, unita a scarsa informazione, perché altrimenti non si può spiegare. Teniamo conto che molti insegnanti insegnano su più scuole e quindi, quasi sicuramente, frequentando a Motepulciano si potrebbero trovare in cattedra alcuni degli stessi docenti che si sarebbero trovati a pochi passi da casa.

Indipendentemente dal proverbiale spirito goliardico che contraddistingue gli studenti del Marconi e che, a chi non li conosce, può farli definire, come ho sentito dire, nel modo assolutamente più sbagliato, un po’ “delinquenti”, tra questi si può trovare il massimo dell’umanità, della sincerità, dell’altruismo, della semplicità di spirito, che ci si possa aspettare da dei giovani della loro età.

Paolo Scattoni che insieme ad altri adulti quest’anno ha avuto modo di frequentare le nostre aule scolastiche per il corso CISCO, potrebbe confermare quanto dico e magari aggiungere qualche aggettivo positivo.

Ovviamente qualche “mela marcia” non manca da nessuna parte, ma come si può dire “una rondine non fa primavera” così, per uno che si comporta male, non se ne possono criminalizzare cento.

Questo per dire che anche l’ambiente scolastico non può essere considerato peggiore che altrove, anzi…

Per concludere, l’Einaudi-Marconi è una scuola cui non manca nulla per implementare il suo ruolo anche di motore di sviluppo della zona, oltre che di centro permanente di formazione (importanti pure i nuovi corsi, per adulti o meno, Serale, CISCO, ecc. ), serve solo un po’ di collaborazione esterna, anche spontanea, per farla conoscere, apprezzare, sviluppare, affinché questo possa avvenire.

Cito, in ultimo, come esempio di possibili collaborazioni mancate: – tempo indietro abbiamo inserito, su Facebook della scuola, un post in cui si chiedeva anche la condivisione, per la massima diffusione dell’informazione, relativo al corso serale per il conseguimento, in forma quasi gratuita, del diploma di maturità, pochissimi hanno risposto all’appello di diffusione, forse…, soprattutto chi più doveva (qui fatico a trattenermi nel dire chi), non lo avrà visto!-

Spero non ci sia nessuno che abbia solamente pensato che questa fosse una pubblicità a favore della scuola e di chi ci lavora, basti sapere che il nostro paese (inteso come Italia) registra il più basso tasso di diplomati dell’UE per la fascia di età 30-34 anni e la partecipazione degli adulti all’apprendimento permanente è inferiore alla media UE! (anche la spesa per l’istruzione è tra le più basse d’Europa, ma questo è un discorso a parte).

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